Wall Street debole col nuovo balzo del petrolio

Wall Street debole col nuovo balzo del petrolio

I nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran e le rinnovate minacce israeliane verso Teheranalimentano i timori di interruzioni delle forniture in Medio Oriente.

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Wall Street oggi

Wall Street diretta verso un’apertura intorno la parità per i suoi principali indici azionario, in un contesto che rimane caratterizzato da prezzi del petrolio ancora in crescita.

I future sul Nasdaq 100 indicano un lieve calo con il produttore di chip Broadcom che cede negli scambi del pre market USA dopo risultati deludenti, così come Hewlett Packard Enterprise, scesa dopo aver riportato vendite inferiori alle elevate aspettative. Intorno la parità gli altri contratti, ovvero quelli sul Dow Jones e quelli sullo S&P500.

Il dollaro cede nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1613, mentre il Bitcoin guadagna l’1% e si porta sulla soglia dei 78 mila dollari.

Guadagnano terreno anche i prezzi dell’oro: prezzo spot a 4.440 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.486 dollari l’oncia.

Dal fronte dei dati macro, oggi erano attesi i dati sulle richieste iniziali di disoccupazione per la settimana terminata il 29 agosto, mantenutesi (206 mila) in linea con il dato precedente (203 mila) e con le attese degli esperti (205 mila).

L’impatto del petrolio

L’incertezza odierna segue l’avvio prudente di settembre, quando i rendimenti obbligazionari globali sono saliti dopo la ripresa dei combattimenti in Iran, che ha spinto al rialzo il petrolio, alimentando le preoccupazioni sull'inflazione e le scommesse su un rialzo dei tassi della Federal Reserve nella prossima riunione di settembre.

Oggi il Brent si porta sopra i 97 dollari, mentre il greggio WTI scambia a 92,96 dollari al barile dopo i nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran e le rinnovate minacce israeliane verso Teheran, che alimentano i timori di interruzioni delle forniture in Medio Oriente.

"Non c'è una tendenza strutturale nella direzione di marcia e il mercato di solito segue i movimenti a breve termine sul petrolio", spiega Nadege Dufosse, responsabile del multi-asset di Candriam. "È un mercato complicato da navigare".

Con la stagione degli utili ormai quasi conclusa, l'attenzione si sta spostando sul rapporto sull'occupazione atteso domani per trarre indizi sull'economia statunitense e sulle prospettive di politica monetaria.

La resilienza del mercato

Nonostante i rialzi dei prezzi dell’oro nero di queste settimane, non c’è stata alcuna forte correzione. "I mercati hanno assorbito numerose turbolenze e hanno tenuto meglio di quanto molti si aspettassero. Ci sono stati momenti in cui cedere al panico sarebbe sembrata la cosa più sensata da fare", secondo Benjamin Jones, responsabile globale della ricerca presso Invesco.

"È probabile che la crescente capacità del mercato di adattarsi alla situazione di conflitto continuerà a contenere i guadagni dei prezzi del greggio, anche in caso di perturbazioni prolungate in Medio Oriente", si legge in una nota degli analisti di Goldman Sachs.

"Sono convinto che il resto dell’anno porterà nuove instabilità, ma una di quelle che mi preoccupa meno è l’aumento dei rendimenti", ha affermato Jones.

Notizie societarie e pre market USA

Broadcom (-2%): prevede ricavi dei chip per l’IA a circa 115 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2027, in aumento rispetto agli oltre 100 miliardi, e si attende che tale cifra raddoppi fino a circa 230 miliardi nell’anno fiscale 2028, grazie ad una forte domanda da parte dei clienti.

Snowflake (+20%): prevede per l’anno fiscale 2027 ricavi da prodotti pari a 6,07 miliardi di dollari, rispetto alla precedente previsione di 5,84 miliardi.

Victoria's Secret (-20%): registra nel secondo trimestre ricavi netti per 1,61 miliardi di dollari, inferiori alle stime degli analisti pari a 1,62 miliardi (dati LSEG).

Hewlett Packard Enterprise (-4%): riveste al rialzo le previsioni di ricavi e utili per gli esercizi fiscali 2026 e 2027 dopo che i risultati del terzo trimestre superano le stime di Wall Street.

Campbell (-9%): prevede ricavi netti dell’anno fiscale 2027 in calo tra il 2% e il 4%, contro le stime di una flessione dello 0,8% (dati LSEG).

Ultragenyx Pharmaceutical (-45%): il suo farmaco apazunersen non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo principale in uno studio clinico di fase avanzata sulla sindrome di Angelman, una patologia che colpisce il sistema nervoso e compromette il normale sviluppo cerebrale durante l'infanzia.

Duluth Holdings (+14%): utile per azione (EPS) trimestrale rettificato a 50 centesimi, che include un beneficio di 44 centesimi derivante dai rimborsi dei dazi, in crescita rispetto ai 4 centesimi dell’anno precedente.

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