Wall Street debole prima dell’apertura, parte il vertice USA-Cina

Wall Street debole prima dell’apertura, parte il vertice USA-Cina

Il presidente Xi Jinping e Donald Trump dovrebbero parlare di tregua commerciale, regolamentazione dell’intelligenza artificiale e di vendite di armi a Taiwan, con i mercati che sperano in una distensione nei rapporti tra le due super potenze.

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Wall Street oggi

Calma apparente a Wall Street prima dell’apertura ufficiale mentre inizierà il vertice tra Stati Uniti e Cina e il prezzo del petrolio sembra stabilizzarsi intorno i 100 dollari.

Sull’azionario, i future sul Nasdaq 100 e quelli sul Dow Jones cedono leggermente (-0,20%), con i contratti sullo S&P500 fermi intorno la parità, e il dollaro che recupera nei confronti dell’euro (EUR/USD a 1,1412). Stabile anche il Bitcoin, a 85.600 dollari.

Scivolano i prezzi dell’oro: spot a 4.309 dollari (-1%) e future con scadenza a dicembre a 4.345 dollari l’oncia.

Vertice USA-Cina

Domani il presidente cinese Xi Jinping arriverà a Washington nel corso della giornata per una visita di Stato e incontrare Donald Trump. L’agenda prevede la tregua commerciale raggiunta lo scorso anno tra le due superpotenze, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e le vendite di armi statunitensi a Taiwan.

Si prevede inoltre che incontrerà diversi top manager, tra cui quelli di General Motors, Meta, Apple, Amazon e Tesla.

"Nessuna delle due parti sembra pronta a reimpostare fondamentalmente le relazioni commerciali, con le minacce di limitare le esportazioni di minerali critici che contrastano il desiderio dell'amministrazione statunitense di tornare ai dazi", secondo Robert Gilhooly, senior emerging markets economist di Aberdeen Investments.

Petrolio ancora in calo

Intanto, il petrolio torna in parità dopo aver recuperato le perdite della mattina dovute ai segnali positivi nelle reazioni tra Stati Uniti e Iran. Il Presidente Trump ha dichiarato che funzionari statunitensi e iraniani si sono incontrati ieri per diverse ore all'ONU, riaccendendo così le speranze di una tregua tra le due nazioni.

I future sul Brent tornano sopra quota 100 dollari al barile, mentre i contratti sul greggio WTI quotano 90 dollari.

"La propensione al rischio sul mercato azionario, ma anche le prospettive sui tassi d'interesse e sull'inflazione, dipenderanno molto dalle aspettative e dai movimenti del prezzo del petrolio", prevede Emma Moriarty di CG Asset Management, sottolineando che “il Brent è sceso, ma il livello generale resta molto alto e probabilmente deve calare ancora un po'”.

La giornata di oggi

Nel corso della giornata è previsto l'indice dei responsabili degli acquisti di settembre di S&P Global, con gli economisti intervistati da Reuters che si attendono dati che mostrino come l'attività economica sia rimasta in territorio di espansione, al di sopra della soglia di 50 punti.

È inoltre previsto un intervento del governatore della Fed Michael Barr nel corso della giornata e le sue dichiarazioni saranno esaminate con attenzione alla ricerca di indicazioni sulle prospettive di politica monetaria.

I trader attribuiscono ora una probabilità pari a un lancio di moneta all'eventualità che i tassi di interesse possano essere alzati di almeno 25 punti base il mese prossimo, secondo quanto mostrato dal FedWatch Tool di CME Group.

Notizie societarie e pre market USA

Ionq (+11%): ha presentato un decodificatore che consente la correzione in tempo reale degli errori nell’informatica quantistica, affrontando una sfida fondamentale per garantire l’affidabilità di sistemi così delicati.

InnovAge Holding (-12%): i fondi affiliati alle private equity Apax Partners e Welsh, Carson, Anderson & Stowe hanno ceduto 10 milioni di azioni della società a 9,25 dollari, corrispondente ad uno sconto del 13,1% rispetto alla chiusura del titolo di ieri.

Cracker Barrell (+10%): EPS rettificato nel quarto trimestre pari a 99 centesimi, superiore ai 74 centesimi dell’anno precedente, grazie a rimborsi di dazi doganali per circa 9,1 milioni di dollari.

Immunovant (-4%): prevede di interrompere lo sviluppo del farmaco IMVT-1402 per il lupus eritematoso cutaneo (CLE) dopo che non è riuscito a raggiungere la significatività statistica rispetto all’obiettivo principale dello studio.

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