Wall Street in rosso con il balzo del petrolio e dei rendimenti dei bond

Wall Street in rosso con il balzo del petrolio e dei rendimenti dei bond

Le nuove minacce iraniane spingono nuovamente al rialzo i prezzi del greggio, mentre i rendimenti dei Titoli di Stato USA salgono ai massimi di circa 20 anni, indebolendo il sentiment dei mercati.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Wall Street anche oggi in rosso

L’azionario della Borsa di New York dovrebbe aprire in rosso dopo le chiusure negative di ieri tra il nuovo rialzo dei prezzi del petrolio e l’aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato USA.

Il rosso più intenso è sui future sul Nasdaq 100, in calo di circa l’1% quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni ufficiali, mentre perdono mezzo punto percentuale i contratti sullo S&P500 e lo 0,30% quelli sul Dow Jones.

L’indice del biglietto dollari sale leggermente (+0,10%), a 101,20, e il cross EUR/USD scende a 1,1374. Cede il 2% il Bitcoin, scendendo a 83.500 dollari.

In calo l’oro: prezzo spot a 4.258 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.292 dollari l’oncia.

Tra i principali appuntamenti previsti oggi dal calendario economico troviamo i dati sulle richieste iniziali di disoccupazione per la settimana terminata il 19 settembre, arrivate a 197 mila, in linea con le attese (198 mila), dalle 201 mila precedenti.

Sale il petrolio

Il sentiment è indebolito dal nuovo balzo del prezzo del petrolio che ha portato il Brent a superare quota 106 dollari al barile e il greggio WTI oltre i 94 dollari.

La crescita è arrivata dopo che un consigliere della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha avvertito di una possibile estensione della guerra “all’Oceano Indiano” in caso di un ulteriore attacco statunitense all’Iran.

“Con il conflitto che si sta ora estendendo dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso è possibile che, in risposta a una potenziale guerra, questo fronte possa estendersi ulteriormente, fino all’Oceano Indiano, o addirittura oltre”, ha affermato il consigliere, Yahya Rahim Safavi, in un video diffuso dall’agenzia di stampa Fars.

Funzionari iraniani avevano già minacciato di estendere geograficamente il conflitto qualora gli attacchi aerei statunitensi fossero ripresi. Ma questa è la prima volta che un consigliere della Guida Suprema menziona esplicitamente l’Oceano Indiano, dove si trova la strategica base militare anglo-americana di Diego Garcia.

"I prezzi del petrolio rimangono il fattore trainante principale in generale", secondo Nadege Dufosse, responsabile multi-asset di Candriam, che spiega: "Gli investitori stanno navigando a vista, poiché è impossibile indovinare in quale direzione andranno i colloqui tra Iran e Stati Uniti".

Aumentano i rendimenti dei bond

Il rally azionario alimentato dall'intelligenza artificiale, che aveva spinto il Nasdaq 100 a un massimo storico, sembra perdere slancio tra le crescenti preoccupazioni che l'aumento dei rendimenti obbligazionari metta sotto pressione le valutazioni e tolga liquidità al mercato azionario.

Il rendimento dei bond a 30 anni ha toccato il massimo dal 2007 del 5,442% e il decennale è salito fino al 5,150%.

“L'impennata dei rendimenti dei Treasuries ha lasciato gli investitori con pochi posti in cui rifugiarsi, con obbligazioni globali, azioni e oro tutti in calo contemporaneamente e, sebbene i titoli di Stato dalla Nuova Zelanda al Giappone fino all'Australia abbiano subito forti ribassi, gli investitori stanno mostrando molta selettività quanto all'entità delle vendite”, scrive su Bloomberg Ven Ram, cross-asset strategist.

“La questione chiave è se i rendimenti stiano salendo perché la crescita rimane forte o perché gli investitori chiedono un premio per i rischi d'inflazione e fiscali”, si chiede Simon Wiersma, chief investment strategist di ING Bank. “Il mio scenario di base non prevede che rendimenti più elevati scatenino un mercato orso generalizzato sulle azioni, ma è probabile che limitino l'espansione delle valutazioni e rendano la crescita degli utili sempre più determinante”, aggiunge.

Il ruolo della Fed

Il netto rialzo dei rendimenti ha inoltre riportato l'attenzione sulla traiettoria dei tassi della Federal Reserve. Gli swap riflettono ora pienamente tre rialzi da un quarto di punto nel corso del prossimo anno, con una significativa copertura per un quarto.

Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha definito oggi “ragionevole” ritenere che la banca centrale statunitense potrebbe dover aumentare nuovamente i tassi di interesse prima della fine dell’anno per contribuire a ridurre i rischi di inflazione.

Le previsioni degli operatori di mercato indicavano che gli investitori ritenevano “probabile che un altro aumento dei tassi possa essere opportuno entro la fine dell’anno. Mi sembra un modo ragionevole di vedere la questione”, ha affermato Williams, aggiungendo, però, che “dobbiamo vedere come si evolve la situazione”.

“Alla fine l'aumento dei rendimenti deve pesare sui mercati azionari, poiché spinge al rialzo il costo del capitale e il tasso di attualizzazione dei flussi di cassa futuri”, spiega Joachim Klement di Panmure Liberum. “Gli investitori azionari presteranno sempre più attenzione a questi sviluppi e già oggi ci aspettiamo una certa debolezza delle azioni a causa dell'aumento dei rendimenti obbligazionari”, prevede l’esperto.

Notizie societarie e pre market USA

Viking Therapeutics (-9%): vende circa 7,9 milioni di azioni a 35 dollari, per un ricavo lordo di 275 milioni di dollari, comprensivo di uno sconto del 16% rispetto alla chiusura di ieri del titolo.

Everpure (+7%): previsione preliminare dei ricavi per l’anno fiscale 2028 compresa tra i 7 e i 7,3 miliardi di dollari, superiore alle stime degli analisti di 6,3 miliardi (dati LSEG).

MGM Resorts International (-8%): People, società del magnate dei media Barry Diller, ha ritirato la propria proposta di acquistare tutte le azioni quotate in borsa dell’azienda.

Greenland Mines (+27%): ha venduto 3,2 milioni di azioni e warrant prefinanziati in un’offerta diretta registrata al prezzo di 12 dollari per azione.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione all'11,5% condizionata al tasso del BTP

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it