Wall Street premia il governo diviso, ma oggi tocca alla BoE: cosa muove i mercati

05/11/2026 07:15
Wall Street premia il governo diviso, ma oggi tocca alla BoE: cosa muove i mercati

In questa stagione degli utili scopriremo molto di più sull'impatto che l’IA avrà nei prossimi anni. I recenti risultati trimestrali hanno evidenziato una crescente tensione tra la forte domanda di beni e servizi legati all'intelligenza artificiale e l'aumento dei costi per soddisfarla

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Agenda macro piuttosto equilibrata quella di oggi, senza quei big data che di solito scuotono i mercati, ma con abbastanza elementi per tenere alta l’attenzione, soprattutto sul lato europeo.

In Europa il pezzo forte della giornata sarà senza dubbio la decisione della BoE. Il mercato aspetta di capire se manterrà i tassi o darà qualche segnale più chiaro sulla prossima mossa, e soprattutto quale tono adotterà nel Monetary Policy Report. I voti del MPC e le previsioni aggiornate su crescita e inflazione potranno influenzare sterlina e gilt in modo abbastanza diretto. Accanto a questo, arriveranno anche i prezzi alla produzione dell’Eurozona di settembre, un dato che non fa magari saltare i listini ma che aiuta a capire se le pressioni inflazionistiche a monte continuano ad allentarsi o se restano ancora un po’ appiccicose.

Sul fronte americano, invece, la giornata è più leggera. Sono attesi gli Initial Jobless Claims settimanali, sempre osservati come termometro del mercato del lavoro in vista dei Nonfarm Payrolls di domani e soprattutto i dati preliminari su produttività e costi unitari del lavoro del terzo trimestre. Questi ultimi sono interessanti perché danno indicazioni sulle dinamiche del costo del lavoro e, di riflesso, sulle pressioni inflazionistiche di medio periodo, temi a cui la Fed presta sempre molta attenzione. Non sono numeri da “market mover” immediato, ma in un contesto in cui i mercati restano sensibili a ogni segnale sul lavoro e sui prezzi, possono comunque contribuire a impostare il mood prima del report sull’occupazione di venerdì.

Ieri i mercati azionari sono saliti in modo netto dopo le midterm, nonostante il netto cambio della maggioranza sia alla Camera sia al Senato. I motivi sono diversi. Tra questi:

  • Fine dell’incertezza politica. I risultati sono stati decisivi e chiari. I mercati odiano l’incertezza più di qualsiasi esito specifico. Una volta noto il quadro (governo diviso), i future che erano scesi anche del 2% nella notte si sono ribaltati in positivo. Storicamente le azioni tendono a salire dopo le midterm proprio perché l’evento “pulisce” il quadro.
  • Governo diviso = stallo (gridlock). Trump resta presidente e ha il potere di veto. I Democratici controllano il Congresso ma non hanno i numeri per superare facilmente i veti. Questo significa meno probabilità di politiche estreme (nuovi tagli fiscali massicci, dazi aggressivi o spesa pubblica incontrollata), minore rischio di scossoni legislativi, maggiore prevedibilità. I mercati storicamente preferiscono questo equilibrio rispetto a un controllo totale di un solo partito.
  • Reazione di Trump, che ha accettato i risultati e ha dichiarato di essere disposto a collaborare con i Democratici. Questo ha ridotto i timori di scontri istituzionali prolungati e ha calmato gli investitori.
  • Petrolio in forte calo. Il voto è stato interpretato come un rifiuto della guerra in Iran (lo stesso vice presidente JD Vance e Trump hanno collegato la sconfitta a questo tema). Il petrolio è crollato fino al -9%. Un petrolio più basso aiuta a contenere l’inflazione e sostiene i consumi, ed è visto positivamente dalle borse.
  • Le rinnovabili hanno corso. Petrolio, difesa e alcuni titoli legati all’espansione accelerata dei data center AI hanno sofferto (per timori di maggiore regolamentazione democratica), ma nel complesso il Dow ha guadagnato circa il 2,9% (miglior giornata post-midterm da decenni), l’S&P 500 intorno all’1,8% e il Nasdaq pure in rialzo.

In questa stagione degli utili scopriremo molto di più sul tema dell’intelligenza artificiale, soprattutto sull’impatto che questa tecnologia avrà in definitiva nei prossimi anni. Tuttavia, il contesto per i titoli tecnologici a grande capitalizzazione è nettamente diverso rispetto a soli quattro mesi fa. Dopo essersi ridotto considerevolmente all’inizio dell’anno, il divario di crescita degli utili si è ora invertito per la prima volta dal 2022, con l’indice S&P 493 che supera le “magnifiche sette” con circa il 29% contro il 18%. L’asticella rimane alta. Il consenso prevede una crescita degli utili dell’S&P 500 di circa il 30%, segnando il terzo trimestre consecutivo di crescita superiore al 20%, secondo i dati LSEG. Nel frattempo, l’attenzione sul tema dell’intelligenza artificiale è aumentata. Questo scenario in evoluzione ha contribuito alla decisione degli analisti di declassare le azioni statunitensi del settore tech a “neutrale” il mese scorso, nonostante la fiducia degli investitori nei fondamentali dell’intelligenza artificiale rimanga intatta.

I recenti risultati trimestrali hanno evidenziato una crescente tensione tra la forte domanda di beni e servizi legati all’intelligenza artificiale e l’aumento dei costi per soddisfarla. Secondo i dati di Bloomberg, la spesa in conto capitale degli hyperscaler è balzata a circa 649 miliardi di dollari nell’ultimo anno, rispetto ai circa 357 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente, lasciando un surplus di cassa esiguo dopo le spese in conto capitale. E mentre i margini operativi degli hyperscaler sono aumentati leggermente, passando dal 26,9% al 27,1% nei quattro trimestri precedenti, i margini marginali sono scesi al 27,9% dal 40,4% nello stesso periodo. In altre parole, ogni dollaro aggiuntivo di ricavo genera un profitto aggiuntivo inferiore, sollevando dubbi sulla capacità dei rendimenti di tenere il passo con gli investimenti in rapida crescita.

Ciononostante, l’analisi rileva che le aziende con una maggiore adozione dell’IA al di fuori dei settori tecnologico e delle comunicazioni dell’indice S&P 500 sono sulla buona strada per una crescita degli utili superiore del 3% in questo trimestre rispetto alle aziende con una minore adozione, sulla base delle evidenze di utilizzo dell’IA nei documenti normativi. Anche la crescita dei ricavi cloud di Microsoft e Alphabet indica un dinamismo sostenuto nella domanda di IA. Resta però da vedere se tale domanda sarà sufficiente a giustificare l’entità degli investimenti.

Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sempre più finanziato tramite debito, la leva finanziaria e le differenze nella capacità di finanziamento assumono un ruolo centrale. I mercati del credito stanno diventando un indicatore importante di quanto investimento aggiuntivo nell’IA possa essere finanziato e soprattutto a quale costo. Il rally dei titoli del Tesoro, in concomitanza con il recente crollo del settore tecnologico, conferma la nostra ipotesi secondo cui le fluttuazioni delle aspettative di investimento nell’IA alimenteranno la competizione per i capitali e i rendimenti obbligazionari, che si manterranno su livelli strutturalmente più elevati.

Nel mercato azionario, vediamo gli analisti essere selettivi nell’esposizione all’IA e privilegiare le società e le infrastrutture quotate che possono beneficiare dei colli di bottiglia critici nello sviluppo dell’IA. Riteniamo che questa opportunità si stia concretizzando per esempio in Asia. I recenti risultati dei produttori di chip indicano un’offerta limitata e una forte domanda di IA. Ma rimanere flessibili è fondamentale, come dimostra il posizionamento degli analisti sui mercati emergenti. Il crollo post-elettorale in Brasile è da tenere d’occhio, ma non modifica la posizione sovrappesata degli analisti sui mercati emergenti.

L’intelligenza artificiale si trova ad affrontare una prova più difficile nel breve termine, con l’intensificarsi del controllo da parte degli investitori. Tuttavia, la fiducia nei fondamentali dell’IA rimane intatta, il che spinge gli investitori ad essere selettivi, privilegiando le opportunità legate alla scarsità di nuove tecnologie.

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