Wall Street pronta a nuovi record

L’ottimismo del mercato sembra non essersi indebolito dalla vendita di obbligazioni a livello globale e dall'impennata dei costi del petrolio grazie alle previsioni positive sugli imminenti risultati societari e al boom dell'intelligenza artificiale.
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Wall Street oggi
Non si ferma l’azionario di Wall Street dopo le chiusure record di ieri mostrando come l’ottimismo del mercato non sia scalfito dalla vendita di obbligazioni a livello globale e dall'impennata dei costi del petrolio grazie alle previsioni positive sugli imminenti risultati societari e al boom dell'intelligenza artificiale.
A correre di più sono i future sul Nasdaq 100, in crescita di mezzo punto percentuale dopo che ieri il Nasdaq Composite (27.477,31) ha toccato un nuovo massimo storico, trainato dai record delle azioni Nvidia, AMD e di altri titoli tecnologici. Seguono in scia i contratti sul Dow Jones e quelli sullo S&P500, in aumento dello 0,40% quando manca circa un’ora al suono della campanella della Borsa di New York.
Il rialzo dei rendimenti obbligazionari continua a giocare un ruolo chiave: il rendimento del titolo a 10 anni aveva toccato il 5,31%, livello più alto degli ultimi 24 anni, e il trentennale saliva fino al 5,66%, il massimo dal 2002.
Il biglietto verde scivola dopo la crescita di ieri: l’indice del dollaro scende a 101,85 e il cross EUR/USD sale a 1,1263.
I prezzi del petrolio scendono di oltre il 2% con le preoccupazioni sull'offerta attenuate dalla tenuta delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente e dal rilascio di riserve di emergenza da parte del G7: il Brent è stato scambiato a 97,98 dollari e il greggio WTI a 87,36 dollari al barile.
Leggera crescita per l’oro, con il prezzo spot a 4.168 dollari e il future con scadenza a dicembre a 4.196 dollari l’oncia.
Record da bolla?
I colossi tecnologici come Nvidia e AMD hanno appena toccato nuovi massimi storici, ma questo non significa che il mercato azionario nel suo complesso sia surriscaldato: gli investitori potrebbero sostenere che le azioni appaiano decisamente convenienti.
Una prova a sostegno di questa tesi è il rapporto prezzo/utili-crescita, meglio noto come PEG ratio, che indica la valutazione di un titolo in relazione alla crescita attesa degli utili: un PEG ratio più basso suggerisce generalmente una valutazione più interessante. Il rapporto PEG dell'S&P 500 ha appena toccato il minimo degli ultimi 30 anni, secondo i dati di Yardeni Research.
Il multiplo prezzo/utili di Nvidia e la crescita degli utili prevista del 70% per il prossimo anno dimostrano che i titoli tecnologici legati all'intelligenza artificiale sono ben lontani da una situazione di bolla speculativa: è la tesi di Hou Wey Fook, Chief Investment Officer di DBS Group.
Nvidia è scambiata a 17 volte gli utili previsti per i prossimi 12 mesi – secondo i dati elaborati da Bloomberg – un valore che Hou ha confrontato con il multiplo di 100 volte registrato da Cisco Systems prima del crollo delle dot-com.
"Se il titolo simbolo dell'IA viene scambiato a un multiplo nell'ordine dei 15-17, come si può parlare di bolla?", ha dichiarato l’esperto in un'intervista a Bloomberg TV, aggiungendo che esistono ancora "fattori favorevoli per questo investimento nel settore dei semiconduttori e dell'IA".
"Sono gli utili, e non l'espansione dei multipli, a guidare i guadagni di quest'anno", spiega Stephan Kemper di BNP Paribas Wealth Management in Germania, che aggiunge: "Con le revisioni degli utili per azione ancora robuste, alimentate da aumenti delle previsioni sopra la media negli Stati Uniti, riteniamo che ci sia spazio perché questo schema continui".
Al via la stagione degli utili
La stagione degli utili del terzo trimestre prenderà il via la prossima settimana con la pubblicazione dei risultati delle grandi banche statunitensi.
Secondo i dati LSEG, gli analisti prevedono in media un balzo degli utili dell'S&P 500 superiore al 30% su base annua per il trimestre in questione, trainato in gran parte dai titoli legati all'intelligenza artificiale.
"L'ampiezza della performance del mercato azionario è ristretta ed è guidata dal settore tecnologico", evidenzia Mohit Kumar, chief economist per l'Europa di Jefferies, prevedendo che "Utili solidi, investimenti in conto capitale in corso e abbondante liquidità nel sistema dovrebbero sostenere il trade delle pale e dei badili" (picks and shovels).
Notizie societarie e pre market USA
Option Care Health (+23%): McKesson e la società di private equity CD&R sono vicine a un accordo per l’acquisizione della società per oltre 5 miliardi di dollari, debito compreso, secondo quanto riportato ieri dal Financial Times.
Freshworks (+4%): sostituirà BioLife Solutions nell’indice S&P SmallCap 600 con effetto prima dell’apertura delle contrattazioni dell’8 ottobre.
Genmagb (+8%): la combinazione del suo farmaco con quello di AbbVie contro i tumori del sangue ha ridotto del 51% il rischio di progressione della malattia e di decesso in uno studio in fase avanzata.
Constellation Energy (+3%): secondo Bloomberg News, Alphabet, società madre di Google, starebbe per concludere un accordo pluriennale per l’acquisto di energia nucleare dalla società.
Spyre Therapeutics (-4%): annunciata la vendita di circa 4,1 milioni di azioni a 85 dollari, a sconto dell’8,3% rispetto alla chiusura di ieri.
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