Wall Street prova il riscatto, bond USA stabili

Si valutano le conseguenze di una settimana che ha visto i rendimenti obbligazionari salire per timori sull'inflazione e sulla spesa eccessiva dei governi, impennata che ha spinto il Tesoro a intervenire per contenere i costi di indebitamento a lungo termine.
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La panoramica di oggi di Wall Street
Ultima seduta di settimana che sembra destinata ad aprire in verde per l’azionario di Wall Street dopo i cali di ieri superiori all’1% per il Nasdaq 100 e per il Dow Jones.
Oggi i future sull’indice tecnologico guadagnano lo 0,70%, seguiti in scia dagli altri benchmark (S&P500 e Dow Jones) che guadagnano mezzo punto percentuale.
Sul forex, la coppia EUR/USD resta intorno a 1,17, mostrando un rafforzamento dell’euro, e l’indice del dollaro cede lo 0,20%, a 98,67.
Guadagnano oltre l’1% i prezzi dell’oro: prezzo spot a 4.600 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.655 dollari l’oncia.
Bitcoin ancora in evidenza
Dopo il balzo di ieri, il Bitcoin continua a correre e oggi saliva (+7%) fino a superare i 79 mila dollari, avviandosi verso la sua migliore settimana in quasi tre anni, poi ripiegare a 86.700 dollari. Sulla sua scia guadagnano alcune aziende legate al settore delle criptovalute come Strategy, Coinbase Global e Robinhood Markets.
Uno short squeeze innescato dall'annuncio a metà settimana di Bessent su acquisti più consistenti di obbligazioni a lungo termine rimane uno dei principali motori dei guadagni.
Quasi 29 miliardi di dollari sono confluiti nei fondi azionari statunitensi nella settimana fino al 19 agosto, il maggior afflusso in tre settimane, secondo Bank of America.
Rendimenti bond in calo
Dopo giorni che hanno visto i rendimenti dei Titoli di Stato USA a lungo termine raggiungere i livelli più alti da decenni, i Treasury a trent’anni oggi restano piatti al 5,237%, mentre quelli a 10 anni perdono leggermente, al 4,69%.
Gli investitori stanno valutando le conseguenze di una settimana che ha visto i rendimenti obbligazionari salire per timori sull'inflazione e sulla spesa eccessiva dei governi, impennata che ha spinto il Tesoro a intervenire per contenere i costi di indebitamento a lungo termine. Ora attendono una nuova iniziativa promessa dal Segretario al Tesoro Scott Bessent volta al consolidamento fiscale.
"I mercati azionari oscillano tra le preoccupazioni per il settore tecnologico e l'aumento dei rendimenti obbligazionari, anche se oggi entrambi sembrano essersi ridotti", spiega Joachim Klement, strategist di Panmure Liberum. "Il fatto è che il Tesoro statunitense può fare ben poco, se non nulla, per invertire il trend dei rendimenti obbligazionari a lungo termine in modo duraturo", aggiunge l’esperto.
Lo strategist Michael Hartnett ha dichiarato che, se l'intervento degli Stati Uniti nel mercato obbligazionario non riuscirà a "portare il rendimento trentennale sotto il 5%", ciò alimenterebbe un crollo del dollaro e provocherebbe uno spostamento dell'allocazione degli asset verso il rischio corto, la leva corta e i titoli ciclici in vista delle elezioni di metà mandato.
Gli appuntamenti della prossima settimana
La prossima settimana vedrà la conferenza stampa di Bessent (lunedì), nel corso della quale svelerà i dettagli del piano statunitense per isolare economicamente l'Iran nell'ultima fase della guerra in Medio Oriente. All'inizio della settimana, Trump aveva minacciato di infliggere "ENORMI conseguenze economiche" a qualsiasi Paese che commerciasse con l'Iran, concentrando l'attenzione sulla Cina, che si rifornisce di petrolio dal Golfo.
Si avvicinano anche il simposio della Federal Reserve a Jackson Hole, con il discorso del presidente Kevin Warsh (venerdì), e i dati sulla spesa per consumi personali (mercoledì), l'indicatore di inflazione preferito di Federal Reserve, che potrebbero offrire indizi sulla traiettoria dei tassi. I recenti dati inferiori alle attese sui prezzi al consumo e alla produzione hanno ridimensionato le aspettative di un imminente rialzo: secondo lo strumento FedWatch Tool di CME Group, gli operatori vedono ora solo 34,6% di probabilità di un rialzo entro settembre, rispetto a 54,5% un mese fa.
Sull’azionario, l’evento clou sarà la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre di Nvidia, previsti per mercoledì sera dopo la chiusura del mercato: sarà il prossimo banco di prova per il comparto dopo gli ottimi risultati delle società di infrastrutture di intelligenza artificiale e dei principali hyperscaler.
Nel frattempo, la pubblicazione dell'indice PMI di S&P Global fornirà agli investitori un quadro della salute del settore manifatturiero e dei servizi, mentre i risultati trimestrali di BJ's Wholesale Club serviranno a confermare, o smentire, i segnali di pressione dei consumatori espressi da altri rivenditori questa settimana come Walmart.
Notizie societarie e pre market USA
Aveanna Healthcare Holdings (-8%): prezzo dell’offerta secondaria di 15 milioni di azioni che sono state vendute da affiliate di J.H. Whitney Equity Partners e da alcuni attuali ed ex co-insider a 11,75 dollari, comprensivo di uno sconto del 9,4% rispetto alla chiusura del titolo di ieri.
Ross Stores (+9%): riviste al rialzo le previsioni annuali sull’utile per azione portandole a un intervallo compreso tra 8,61 e 8,77 dollari, rispetto alle precedenti previsioni che andavano da 7,50 a 7,74 dollari.
Ubiquiti (+4%): un utile per azione rettificato nel quarto trimestre pari a 4,73 dollari, in aumento rispetto ai 3,54 dollari di un anno fa.
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