Wall Street resiste: utili e consumi sostengono i mercati

21/10/2026 06:15
Wall Street resiste: utili e consumi sostengono i mercati

Ottobre si è dimostrato all'altezza della sua fama di mese inquietante per l'incertezza, anche se al di là delle apparenze, l'andamento dei settori indica un tono più cauto. Diversi fattori supportano la crescita delle azioni: la crescita degli utili aziendali, che rimane solida, la crescita economica che continua a mantenersi stabile e allontana una recessione e la resilienza dei consumatori

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Giornata che si presenta a due velocità quella di oggi. Il vero protagonista è il Regno Unito, mentre Stati Uniti e Eurozona restano in secondo piano, con un calendario piuttosto leggero. A Londra è in uscita l’inflazione di settembre. Gli analisti si aspettano un’accelerazione YoY al +3,4% dal +3,1% di agosto, con il core che dovrebbe salire al +2,8% dal +2,6%. Si tratta di un rialzo ampiamente anticipato, legato soprattutto agli effetti energetici e ad alcuni fattori di base. Un dato in linea o, peggio, superiore alle attese, rafforzerebbe l’idea che la BoE debba mantenere un approccio cauto e potrebbe addirittura riportare in campo l’ipotesi di un rialzo a novembre. Al contrario, una sorpresa al ribasso darebbe un po’ di respiro alla sterlina e ai gilt, allentando le pressioni sulla BoE. Nel corso della giornata parleranno Nagel, Lane, Bailey e, nel pomeriggio, Lagarde. Sono interventi da monitorare.

Oltreoceano la giornata è decisamente più tranquilla. Arrivano solo i dati settimanali sulle richieste di mutui MBA e le scorte di petrolio EIA. Nulla di particolarmente rilevante per le aspettative sulla Fed, che in questo momento guarda più agli utili societari e agli sviluppi geopolitici ed energetici che ai numeri del giorno.

Non possiamo certo dire che ottobre non si sia finora dimostrato all'altezza della sua fama di mese inquietante per l'incertezza. I mercati azionari e obbligazionari stanno infatti affrontando diverse difficoltà, tra cui l'inflazione elevata, i prezzi dell'energia e i rendimenti dei titoli di Stato prossimi ai massimi annuali. Ciononostante, l'indice S&P 500 rimane in rialzo di circa il 12% da inizio anno, sebbene abbia oscillato lateralmente da agosto.

Al di là delle apparenze, l'andamento dei settori indica un tono più cauto. Negli Stati Uniti, per l'intero anno, energia e tecnologia continuano a guidare la classifica, con entrambi i settori in crescita di oltre il 20%. Tuttavia, nel mese di ottobre, l'energia ha mantenuto la sua posizione di leader, ma è stata seguita da settori difensivi come i beni di consumo di base, la sanità e le utility. Il settore tecnologico è invece stato quello con la performance peggiore del mese, chiudendo in territorio negativo.

Il calo dei prezzi nel settore tecnologico è stato determinato da diversi fattori. In primo luogo, abbiamo assistito a vendite massicce di azioni di società di intelligenza artificiale che si sono indebitate maggiormente ma dispongono di minori riserve di liquidità. È inoltre cresciuta la preoccupazione che la crescita dei ricavi non stia tenendo il passo con le elevate aspettative, in parte basate sui recenti bilanci di giganti dell'IA, pesando anche sul settore dei semiconduttori. Infine, l'aumento dei tassi di interesse ha inciso negativamente sul settore, soprattutto perché la composizione del capital investito è sempre più sbilanciata veri i debiti. E se hai più debito, sei più rischioso, a meno che non riesci a dimostrare che il ritorno reddituale del capitale investito è superiore al suo costo. Cosa che al momento le società IA non possono dimostrare.

Gli investitori si sono quindi orientati verso segmenti di mercato più difensivi. Abbiamo infatti assistito a performance migliori da parte di titoli value, settori difensivi e persino mercati obbligazionari in rialzo, poiché gli investitori si sono spostati verso beni rifugio. Questa recente rotazione suggerisce che gli investitori potrebbero essere alla ricerca di investimenti di qualità e difensivi a fronte di venti contrari sempre più forti.

Tuttavia, continuiamo a osservare fattori fondamentali che supportano la continua espansione del mercato azionario. Tra questi:

  • La crescita degli utili aziendali, che rimane solida. La crescita degli utili delle società dell'indice S&P 500 è destinata a superare il 30% quest'anno. Si tratta dei tassi di crescita più elevati dal 2021, quando l'economia globale stava uscendo dalla recessione causata dalla pandemia. Ci troviamo attualmente nelle prime fasi della stagione degli utili del terzo trimestre, che dovrebbe registrare una crescita degli utili di circa il 29% negli Stati Uniti. Per l'indice S&P 500, i settori trainanti sono tecnologia, servizi di comunicazione, energia e materiali, ma si prevede che 10 degli 11 settori dell'S&P 500 registreranno una crescita positiva degli utili in questo trimestre. I solidi utili aziendali sostengono i titoli azionari e rimangono un fattore chiave a supporto dell'apprezzamento del mercato azionario nel tempo.

  • La crescita economica continua a mantenersi stabile. La crescita economica statunitense è rimasta resiliente nonostante l'aumento dei tassi di interesse e l'inflazione elevata. Sia il settore manifatturiero che quello dei servizi sono in crescita, con livelli dell'indice PMI superiori a 50 quest'anno, ad indicare un'espansione.

  • I consumatori rimangono resilienti. I dati indicano che i consumi delle famiglie statunitensi sono rimasti resilienti. Le vendite al dettaglio di settembre sono aumentate del +0,8% MoM superando le previsioni del +0,3%, il che suggerisce che le famiglie continuano a spendere anche a fronte di prezzi elevati. Inoltre, i risultati trimestrali delle principali banche pubblicati hanno segnalato che la spesa e il credito al consumo rimangono solidi, supportati da un mercato del lavoro stabile. Sappiamo che i consumi rappresentano circa il 70% del PIL statunitense e un consumatore resiliente è un buon segno per l'economia in generale.

Non prevediamo quindi una recessione o una flessione economica nel breve termine, grazie agli utili elevati, alla solida crescita economica e ai consumi sostenuti. Sebbene la volatilità e le periodiche correzioni di mercato siano normali, riteniamo che i fondamentali continuino a supportare l'espansione del mercato azionario.

Mentre ci avviciniamo a grandi passi agli ultimi mesi dell'anno, stiamo monitorando diversi eventi chiave del mercato che potrebbero fungere da importanti catalizzatori nelle prossime settimane. Tra questi:

  • il 28 ottobre, dove la Fed dovrà decidere se aumentare i tassi di interesse. Riteniamo che la Fed opterà per mantenere i tassi invariati e adottare un approccio più graduale, valutando eventualmente un aumento dei tassi nella riunione di dicembre, qualora le condizioni lo giustificassero. I mercati potrebbero accogliere con favore l'idea di un ciclo di rialzo dei tassi meno aggressivo. Inoltre, presteremo attenzione alla narrazione sull'inflazione, sul mercato del lavoro e sull'andamento futuro dei tassi di interesse.

  • Il 3 novembre dove si terranno le elezioni di metà mandato. Sebbene la politica e le elezioni da sole non tendano a influenzare i fondamentali del mercato azionario, sappiamo che storicamente un governo diviso non ha rappresentato un ostacolo per i mercati. Anzi, dal 1970, l'indice S&P 500 ha registrato un rialzo nei sei mesi successivi alle elezioni di metà mandato, indipendentemente dall'esito.

Nel complesso, la rotazione e la volatilità di ottobre potrebbero destabilizzare gli investitori. Tuttavia, continuiamo a osservare solidi fattori fondamentali, come i forti utili aziendali e la crescita economica e dei consumi, che supportano la continua espansione del mercato azionario.

In questo contesto, gli analisti continuano a privilegiare le azioni rispetto agli investimenti a reddito fisso. Nell'ambito azionario, prediligono i titoli a grande capitalizzazione statunitensi che possono offrire esposizione sia ai segmenti di crescita che a quelli difensivi del mercato. Per quanto riguarda le obbligazioni investment grade, ritengono interessanti i titoli a breve termine, che a nostro avviso offrono un rendimento superiore rispetto alla liquidità.

Sempre meglio rivolgersi ad un consulente finanziario, che può garantire che i vostri investimenti siano diversificati e ben posizionati in base agli obiettivi finanziari e alla vostra propensione al rischio, a prescindere da ciò che ci riserverà ottobre o il resto dell'anno.

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