Wall Street rifiata dopo i cali di ieri. Attesa per i verbali della Fed

Oggi i rendimenti dei Titoli di Stato USA restano fermi dopo i picchi toccati nella seduta di ieri ma l’azionario legato ai tech continua a soffrire l’aumento dell’indebitamento.
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Wall Street oggi poco mossa
Borsa di New York stabile dopo le vendite di ieri arrivate con l’aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato USA, mentre proseguono le tensioni in Medio Oriente e oggi arriveranno i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve.
I future sullo S&P500 e quelli sul Dow Jones scambiano intorno la parità, mentre la flessione (-0,20%) dei contratti sul Nasdaq indica ancora la debolezza del settore tecnologico.
Il dollaro scende nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD in crescita a 1,1603 alla luce anche dei dati sull’inflazione nell’eurozona che hanno mostrato un aumento dei prezzi a luglio. Stabile il Bitcoin, a 64.500 dollari.
Salgono di poco i prezzi dell’oro: spot a 4.364 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.419 dollari l’oncia.
Bond ancora vicini ai massimi decennali
I rendimenti dei titoli di Stato USA hanno toccato i massimi degli ultimi decenni nella seduta di ieri a causa dei timori relativi al debito pubblico in forte aumento e alla situazione geopolitica hanno scosso il mercato obbligazionario, aumentando i costi di indebitamento per le imprese e le famiglie e complicando l’elaborazione delle politiche.
Oggi, i rendimenti dei Treasury a 30 anni sono rimasti quasi invariati al 5,28%, non lontani dal picco del 5,337% toccato ieri, mentre il decennale restava sotto il 4,70%.
I trader restano cauti, poiché le preoccupazioni per una politica fiscale espansiva e l'indebitamento massiccio dei maggiori investitori nella costruzione dell'intelligenza artificiale dovrebbero mantenere i rendimenti elevati.
L’impatto sull’azionario
Ieri l’impennata dei rendimenti aveva colpito duramente i titoli tecnologici statunitensi, con i colossi del settore, tra cui Nvidia (-2,34%), che hanno registrato forti perdite.
L'impatto della crescente domanda di liquidità tra gli hyperscaler dell'IA è stato evidente quando Alphabet ha pagato poco meno del 7% per indebitarsi con fondi a lunga scadenza nella sua prima emissione di obbligazioni australiane, il rendimento più alto mai offerto dall'azienda su una obbligazione.
Il tasso ‘generoso’ può indicare che alcuni investitori potrebbero essere attratti dall'acquisto di obbligazioni dei giganti della tecnologia piuttosto che delle loro azioni, secondo Stephan Kemper, chief investment officer di BNP Paribas Wealth Management Germany.
"I costi di indebitamento contano chiaramente e, nel caso della tecnologia, man mano che il finanziamento si sposta sempre più verso il debito piuttosto che verso la liquidità, i premi richiesti non faranno che aumentare", prevede Geoff Yu, senior macro strategist di BNY.
"Le azioni dell'IA sono sempre più in competizione con le proprie obbligazioni", ha affermato, aggiungendo che "Rendimenti vicini ai massimi pluriennali, combinati con una maggiore visibilità dei flussi di cassa attesi, stanno creando un caso convincente per molti investitori".
Petrolio in salita
Ulteriori incertezze arrivano dal fronte del petrolio, con il controllo dello Stretto di Hormuz ancora fase di stallo. Il Brent resta sopra i 91,80 dollari e il greggio WTI sale a 84,80 dollari al barile.
Le tensioni regionali si sono intensificate dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di tagliare tutti i legami economici con l'Iran, accusando la Repubblica islamica di aver lanciato missili balistici contro il proprio territorio.
Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che non sono in corso colloqui con l’Iran e ha ribadito che lo Stretto di Hormuz è aperto, contraddicendo le dichiarazioni dell’Iran secondo cui il passaggio rimane chiuso al traffico marittimo.
Oggi i verbali Fed
Il calendario di oggi vede la pubblicazione dei verbali della riunione di luglio della Federal Reserve, dai quali potrebbe emergere un quadro più chiaro delle future prospettive di politica monetaria della banca centrale.
In quell’occasione, i responsabili delle politiche monetarie avevano votato 9-3 per mantenere i tassi invariati.
I verbali "potrebbero mostrare che il sentiment falco all'interno del comitato era ampiamente condiviso, nonostante la decisione di mantenere i tassi invariati", ipotizza Anna Wong, capo economista USA di Bloomberg Economics, e "Questo potrebbe ravvivare le scommesse del mercato su un imminente aumento dei tassi".
"Un dibattito interno più restrittivo potrebbe mantenere elevato il percorso di politica monetaria previsto, ma l’inflazione contenuta e un rendimento degli utili già vicino a quello dei titoli del Tesoro dovrebbero limitare l’ampiezza del rialzo dei tassi a lungo termine senza causare una più ampia rivalutazione degli asset di rischio", secondo Florian Ielpo, responsabile macro e gestore di portafogli multi-asset presso Lombard Odier Investment Managers.
Secondo i dati raccolti da LSEG, gli operatori prevedono attualmente almeno un aumento dei tassi di 25 punti base da parte della Fed entro la fine del 202.
Attualmente, i mercati monetari prevedono una probabilità di circa il 50% di un rialzo a ottobre, con le probabilità che salgono a circa il 90% per dicembre. Le probabilità di un aumento già a settembre, tuttavia, sono diminuite significativamente a seguito dei dati sull’inflazione moderati della scorsa settimana.
Notizie societarie e pre market USA
Target (-3%): prevede ora una crescita dei ricavi netti su base annua di circa il 5%, rispetto al precedente obiettivo di crescita intorno al 4%.
Moderna (+75%) e Merck (+6%): le due società hanno annunciato che uno studio su un vaccino personalizzato a base di mRNA combinato con il farmaco immunoterapico Keytruda ha ridotto la recidiva e la diffusione del cancro della pelle rispetto al solo Keytruda: si tratta dei primi risultati positivi di una sperimentazione in fase avanzata per un vaccino antitumorale a base di mRNA.
Lowe’s (-2%): prevede un utile per azione rettificato (EPS) per l'anno fiscale pari a 12,25 dollari, rispetto alla precedente previsione compresa tra 12,25 e 12,75 dollari.
Keysight Technologies (+2%): prevede per il quarto trimestre un utile rettificato compreso tra 3,34 e 3,40 dollari per azione e ricavi tra 1,93 e 1,95 miliardi di dollari, al di sopra delle stime degli analisti di 2,70 dollari per azione e 1,81 miliardi (dati LSEG).
Evolution Petroleum (-11): ha annunciato l’emissione di 3,7 milioni di azioni a 3,25 dollari, per un ricavo lordo di circa 12 milioni di dollari, prezzo che implica uno sconto del 15,1% rispetto all’ultima chiusura del titolo.
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