Wall Street riscopre i perdenti

Le Magnifiche 7 sono in lieve calo rispetto alla chiusura del 2025, contro un guadagno del 5% per l'indice Russell 2000, incentrato sui titoli a bassa capitalizzazione.
L'indice S&P 500 tratta a 22,3 volte gli utili stimati per il prossimo anno. Si tratta di un valore ben al di sopra della media quinquennale di 20 volte. L'indice S&P SmallCap 600, che raggruppa titoli redditizi a bassa capitalizzazione, è scambiato a solo 13,2 volte le stime per il 2026, un multiplo inferiore alla media quinquennale di 14,2.
Il deficit commerciale degli Stati Uniti è sceso in ottobre al livello più basso dal 2009.
La Corte Suprema si riunirà oggi, per esaminare i casi pendenti, una decisione sui dazi è attesa.
Greggio WTI a 58,5 dollari il barile, da 56,3 di ieri.
Cinque senatori repubblicani si sono schierati con i democratici per portare avanti una mozione volta a bloccare ulteriori azioni militari in Venezuela senza l'approvazione del Congresso.
La prima emissione di debito dell'Italia è andata più che bene. Lo spread Bund BTP ha toccato nuovi minimi dal 2009 a 65 punti base. Il Tesoro ha emesso 20 miliardi di euro in un'operazione sindacata di titoli a doppia tranche, composta da un nuovo BTP con scadenza marzo 2033 e dal tap dell'attuale BTP green con scadenza aprile 2046. Per il BTP a sette anni, gli ordini hanno superato i 150 miliardi di euro.
L'inflazione cinese ha registrato il mese scorso l’accelerazione più rapida degli ultimi tre anni.
Indice dei contenuti
La borsa degli Stati Uniti si è mossa poco anche ieri, l’indice S&P500 ha chiuso la seduta invariato, dopo il calo dello 0,3% di mercoledì. L’indice Bloomberg Magnificent Seven delle grandi capitalizzazioni del tech ha guadagnato lo 0,5% grazie alla spinta di Amazon e di Alphabet, mentre Nvidia ha perso il 2%.
SMALL CAPS
Se si guarda ai movimenti di questi primi giorni del 2026 si è pronti a pensare che questo potrebbe essere l’anno dei perdenti. Le Magnifiche 7 sono in lieve calo rispetto alla chiusura del 2025, l'indice Russell 2000, incentrato sui titoli a bassa capitalizzazione, è salito ieri dell’1% ed ha toccato un nuovo massimo storico, da inizio anno il guadagno è del 5%. Karishma Vanjani di Barron’s sostiene che questa rotazione riflette l'ottimismo degli investitori riguardo all'economia statunitense. Il settore beneficia anche dei recenti tagli dei tassi di interesse, e di quelli che forse sono ancora in arrivo, perché spesso fanno affidamento sul debito per alimentare le loro operazioni con scarsa liquidità.
C'è anche la questione delle valutazioni. L'indice S&P 500 tratta a 22,3 volte gli utili stimati per il prossimo anno. Si tratta di un valore ben al di sopra della media quinquennale di 20 volte. L'indice S&P SmallCap 600, che raggruppa titoli redditizi a bassa capitalizzazione, è scambiato a solo 13,2 volte le stime per il 2026, un multiplo inferiore alla media quinquennale di 14,2.
BILANCIA COMMERCIALE
In attesa del dato sull’occupazione di dicembre, in uscita oggi, i mercati hanno preso atto che il deficit commerciale degli Stati Uniti è sceso in ottobre al livello più basso dal 2009, una svolta inaspettata in un anno caratterizzato da flussi commerciali instabili e influenzati dai dazi imposti dall'amministrazione Trump. Le importazioni sono scese a 331,4 miliardi di dollari, mentre le esportazioni sono aumentate a 302 miliardi di dollari. Ciò ha portato a un deficit di 29,4 miliardi di dollari in ottobre, in calo del 40% rispetto allo squilibrio di settembre. Gli analisti intervistati dal Wall Street Journal avevano previsto un deficit di 58,4 miliardi di dollari.
La Corte Suprema si riunirà oggi, per esaminare i casi pendenti, una decisione sui dazi è attesa.
PETROLIO
Greggio WTI a 58,5 dollari il barile, da 56,3 di ieri.
Cinque senatori repubblicani si sono schierati con i democratici per portare avanti una mozione volta a bloccare ulteriori azioni militari in Venezuela senza l'approvazione del Congresso.
Il voto di 52 a 47 ha sottolineato il malcontento per l'uso dei poteri bellici da parte di Trump. Il Venezuela non è "né subordinato né sottomesso" agli Stati Uniti. Lo ha ribadito la presidente ad interim Delcy Rodríguez, respingendo le affermazioni del presidente Usa Donald Trump secondo cui Washington eserciterebbe il controllo sul Paese dopo la cattura di Nicolás Maduro. "Nessuno si è arreso. Qui non governa alcuna potenza straniera”, ha dichiarato Rodríguez, sostenendo che durante l’operazione militare statunitense del 3 gennaio "c'è stata una lotta per la patria".
In Iran, Bbc Persian ha mostrato video di enormi folle di manifestanti che nella notte hanno marciato attraverso la capitale iraniana e altre città, in quella che è considerata la più grande dimostrazione di forza da parte degli oppositori dell'establishment clericale degli ultimi anni. Trump, ha minacciato di adottare misure severe contro l'Iran se le sue autorità "inizieranno a uccidere le persone" che protestano nel Paese, dove una crisi economica ha portato a crescenti disordini civili.
PRESTITI
La prima emissione di debito dell'Italia è andata più che bene. Lo spread ha toccato nuovi minimi di lunghissimo periodo. Il Tesoro ha emesso 20 miliardi di euro in un'operazione sindacata di titoli a doppia tranche, composta da un nuovo BTP con scadenza marzo 2033 e dal tap dell'attuale BTP green con scadenza aprile 2046. Per il BTP a sette anni, gli ordini hanno superato i 150 miliardi di euro.
L’Italia si è mossa insieme a tanti altri. Il Portogallo ha collocato 4 miliardi di euro in un nuovo titolo di Stato con scadenza a giugno 2036 tramite un consorzio bancario. I libri ordini per l’emissione si sono chiusi a oltre 49 miliardi di euro.
Solo ieri, 23 emittenti erano dati in azione sul primario europeo, per un controvalore di debito emesso di 47 miliardi di euro. Mercoledì, l’emesso era arrivato a 61 miliardi di euro. Se si mettono insieme le operazioni avvenute in Asia Pacifico e Stati Uniti si arriva a 260 miliardi di dollari da inizio settimana, una cifra anomala per questa parte dell’anno.
BOND SOCIETARI DI QUALITA’
Il reddito fisso aziendale ha dimostrato nel 2025 di essere un’area di investimento solida, avendo recuperato nella seconda parte dell’anno lo sconquasso provocato dal Liberation Day di Trump. Il 2026 dovrebbe garantire rendita e relativa sicurezza in quanto i ricavi delle società sono solidi, i margini sono sani e i bilanci sono in buona forma, con livelli complessivi di leva finanziaria relativamente bassi”, ha scritto Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia di Capital Group.
Alle spalle ci sono diversi anni in cui gli upgrade ha superato i downgrade che ha portato l’ammontare del debito con rating BBB, il più basso della categoria Investment Grade, ai minimi degli ultimi vent’anni, per cui, “ se questi indicatori dovessero iniziare a indebolirsi nel corso del 2026 (in particolare se le società dovessero iniziare a trasferire il costo dei dazi), lo farebbero partendo dai livelli storicamente elevati odierni”, si legge nella nota.
L’offerta nel frattempo è stata modesta, con gran parte delle emissioni lorde provenienti dal rifinanziamento di debito esistente. Secondo Carpenzano la situazione potrebbe cambiare, “con un aumento delle emissioni nette dall'estate, trainato dal settore tecnologico che cerca di finanziare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale”. Il profilo creditizio degli emittenti è una garanzia, visto che la maggior parte dei big dell’high tech presenta flussi di cassa molto consistenti. Meta per esempio, al centro dell'attenzione quest’autunno sia per la vendita di un'obbligazione jumbo al servizio di un'operazione di finanziamento fuori bilancio nell'ambito dello sviluppo della sua infrastruttura di intelligenza artificiale, ha visto il suo rating AA confermato sia da Moody's che da Fitch.
EUROPA, ASIA E PACIFICO
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve rialzo, future Dax di Francoforte +0,1%. Ieri in Europa, così come nel mondo, si sono messe in evidenza le società della difesa.
In Asia Pacifico. Nikkei di Tokyo +1,6%, la settimana si sta per chiudere con un rialzo del 3,1%. Oggi sale il proprietario dei negozi Uniqlo, Fast Retailing, dopo aver pubblicato forti risultati trimestrali.
Anche il settore automobilistico ha registrato una performance migliore, grazie all'indebolimento dello yen che ha rafforzato il valore dei ricavi offshore, mentre i trader tirano un respiro di sollievo dopo che la Cina ha detto che non avrebbe vietato le esportazioni dei cosiddetti prodotti a duplice uso - con applicazioni sia civili che di difesa - alle aziende giapponesi non militari.
Hang Seng di Hong Kong +0,3%, in calo dello 0,4% la settimana. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +0,4%.
L'inflazione cinese ha registrato il mese scorso l’accelerazione più rapida degli ultimi tre anni, in un contesto di ripresa determinato principalmente dall'aumento dei costi alimentari che mascherano una più profonda pressione deflazionistica.
L'indice dei prezzi al consumo ha registrato il maggiore aumento dal febbraio 2023, crescendo dello 0,8% rispetto all'anno precedente, in linea con le previsioni. Per l'intero anno solare, l’inflazione è stata pari a zero, il livello più basso dal 2009, secondo i dati 2009, secondo i dati pubblicati venerdì dall'Ufficio Nazionale di Statistica.
I prezzi alla produzione sono scesi leggermente meno del previsto, registrando un calo dell’1,9%: il 39° mese consecutivo di ribassi, ma il più contenuto da oltre un anno.
TITOLI
Telecom Italia. Non ci sarà un giro di vite pesante contro i giganti del web come Google, Meta, Netflix, Microsoft o Amazon nell'ambito della revisione delle norme digitali Ue, nonostante le richieste del settore telco. Lo riferiscono fonti a conoscenza diretta del dossier a Reuters.
Brunello Cucinelli continua a ritenere valida la scommessa sui grandi magazzini di lusso e non prevede rischi economici, se non estremamente limitati, dai problemi del gruppo statunitense Saks Global. Lo ha detto a Reuters il fondatore e presidente Brunello Cucinelli.
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