Wall Street tra trimestrali, Fed e tensioni in Medio Oriente: la settimana decisiva per i mercati

13/07/2026 13:45
Wall Street tra trimestrali, Fed e tensioni in Medio Oriente: la settimana decisiva per i mercati

Wall Street si prepara a una settimana cruciale, sospesa tra i risultati del secondo trimestre e un contesto geopolitico sempre piรน instabile. Mentre l'escalation tra Stati Uniti e Iran alimenta i timori sull'inflazione attraverso il petrolio, gli investitori attendono i dati sui prezzi al consumo, le parole del presidente della Fed Kevin Warsh e le trimestrali delle grandi banche per capire se la crescita degli utili sarร  sufficiente a sostenere valutazioni giร  molto elevate.

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I due volti di Wall Street

Giano bifronte guardava contemporaneamente in due direzioni opposte, un volto rivolto al passato e uno al futuro. I mercati di questi giorni sembrano aver preso in prestito la sua iconografia, si legge nel commento di Gabriel Debach, market analyst eToro. Da una parte le trimestrali, che da martedรฌ racconteranno un trimestre ormai chiuso. Dallโ€™altra le guidance, la Federal Reserve (Fed) e lโ€™escalation in Iran, che stabiliranno quanto di quei risultati possa essere proiettato nel futuro.

Dallโ€™8 luglio, quando Trump ha dichiarato conclusa la tregua con lโ€™Iran, la situazione nello Stretto di Hormuz si รจ deteriorata per gradi. Sul terreno resta un nodo che pesa piรน di ogni comunicato militare:ย Teheran sostiene di aver chiuso lo Stretto, Washington afferma che il traffico prosegue lungo la rotta meridionale. Finchรฉ il petrolio continua a transitare, il mercato puรฒ trattare lโ€™escalation come una minaccia. Se il traffico dovesse interrompersi davvero, spiega Debach, la minaccia diventerebbe uno shock economico. Il petrolio ha reagito in modo progressivo a questa sequenza.ย Il WTI รจ tornato sopra i 74 dollari al barile, il Brent in area 79,ย entrambi con il recupero della media mobile a 200 giorni e il superamento di quella a 21 giorni. รˆ un segnale di ricostruzione del momentum, pur con quotazioni ancora lontane dai massimi toccati a inizio marzo, durante la fase piรน acuta della crisi.

Fino a venerdรฌ, tuttavia, il mercato aveva continuato a trattare il rischio geopolitico come circoscritto. Il VIX aveva chiuso a 15 punti, in prossimitร  dei minimi dellโ€™anno e sui livelli di inizio gennaio, ben prima dello scoppio del conflitto del 27 febbraio. La volatilitร  azionaria si era quindi compressa proprio mentre la tensione continuava ad accumularsi.

Oil, la dinamica inflazionistica

La reazione di oggi racconta qualcosa di diverso.ย Le borse asiatiche sono arretrate, il Nasdaq 100 perde oltre lโ€™1%, il dollaro si rafforza contro tutte le valute del G10 e i rendimenti salgono lungo lโ€™intera curva, con il biennale al 4,23% e il decennale al 4,59%.ย Non รจ la classica fuga verso la sicurezza, nella quale azioni e rendimenti scendono insieme. รˆ una dinamica da timore inflazionistico: petrolio piรน caro, aspettative sui prezzi in aumento e una banca centrale potenzialmente piรน restrittiva. Rispetto a marzo, evidenzia Debach, qualcosa nella trasmissione tra petrolio e azionario รจ cambiato.

Nel mese dellโ€™attacco iniziale, nelle 12 sedute in cui il WTI salรฌ di oltre il 3%, lโ€™S&P 500 scese in 10 occasioni, con una perdita media dello 0,7%. Tra aprile e giugno, in un contesto segnato dalla tregua e dalla percezione di shock temporanei, il greggio ha registrato altri 12 rialzi superiori al 3%, ma lโ€™indice รจ arretrato in 8 sedute e la perdita media si รจ ridotta allo 0,2%. Il mercato ha quindi mostrato una maggiore capacitร  di assorbire i rialzi del petrolio, ma quella resilienza resta condizionata alla durata dello shock. Se la tregua fosse davvero finita e il rischio diventasse persistente, la relazione tra greggio e azionario potrebbe tornare rapidamente a quella osservata a marzo.

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Un cuscinetto arriva anche dal lato dellโ€™offerta. Lโ€™OPEC ha aumentato le quote produttive e circa 60 milioni di barili iraniani risulterebbero giร  in mare, fuori dal Golfo. Questo riduce il rischio immediato di una carenza fisica, ma non elimina il premio legato allโ€™incertezza sulle rotte commerciali.

Attese sugli utili

La settimana che si apre รจ tra le piรน dense dellโ€™anno. Il presidente della Fed Kevin Warsh testimonierร  davanti al Congresso, con il mercato alla ricerca di indicazioni sulla possibilitร  di una nuova stretta nei prossimi mesi. Il CPI di giugno sarร  il primo vero test, insieme alle vendite al dettaglio, perchรฉ dirร  se il rincaro dellโ€™energia sta giร  iniziando a modificare la traiettoria dellโ€™inflazione e della domanda. Ed รจ in questo contesto che martedรฌ prende il via la stagione degli utili, con JPMorgan, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e Wells Fargo, seguite piรน avanti nella settimana da Morgan Stanley, BlackRock, Johnson & Johnson, ASML, TSMC e Netflix.

La crescita attesa degli utili dellโ€™S&P 500, dati FactSet, per il trimestre รจ del 23,6% su base annua, contro una stima iniziale del 18,8% a fine marzo.ย รˆ una revisione al rialzo particolarmente significativa, secondo Debach, soprattutto perchรฉ arriva a ridosso della stagione dei risultati, quando normalmente le aspettative vengono ridimensionate. Se le societร  replicassero la sorpresa media positiva degli ultimi dieci anni, la crescita consuntiva potrebbe avvicinarsi al 29%, il dato piรน elevato dal quarto trimestre del 2021. Per le grandi banche dโ€™affari il trimestre si preannuncia il migliore dal 2021 sul fronte delle commissioni.ย Le cinque maggiori banche dโ€™investimento statunitensi, JPMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup, sono attese in crescita del 27% su base annua nelle fee complessive, per un totale di 11,1 miliardi di dollari. Le sole commissioni sui mercati azionari dovrebbero raggiungere 2,5 miliardi, il livello piรน alto dal 2021, spinte dal ritorno delle grandi quotazioni e dalla ripresa delle operazioni di fusione.

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Il punto, precisa Debach, non รจ se lโ€™investment banking abbia accelerato. I numeri lo mostrano giร . Il punto รจ se una crescita del 27% delle commissioni sia sufficiente a sorprendere titoli che hanno in parte anticipato la ripartenza del ciclo. Cโ€™รจ poi un dettaglio che chiude il cerchio: il settore che piรน di tutti sta trainando le revisioni al rialzo degli utili รจ proprio lโ€™energia, con una crescita attesa del 122,9% su base annua, la piรน alta tra gli undici settori, sostenuta da un prezzo medio del petrolio nel trimestre superiore del 45% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo stesso petrolio che oggi alimenta la tensione geopolitica รจ quindi, con un trimestre di ritardo, il motore degli utili energetici che gli investitori guarderanno da martedรฌ. Il petrolio produce effetti diversi a seconda dellโ€™orizzonte temporale: premia oggi gli utili dellโ€™energia, ma puรฒ comprimere domani consumi, margini e multipli del resto del mercato.

Al di lร  del comparto energetico, il quadro complessivo delle guidance resta favorevole per Debach.ย Sono 62 le societร  che hanno pubblicato previsioni positive, contro 49 negative,ย un rapporto superiore alle medie degli ultimi cinque e dieci anni. Il multiplo forward dellโ€™S&P 500 resta perรฒ a 20,5 volte, sopra la media decennale di 19. La crescita cโ€™รจ, ma il margine di errore si รจ ristretto. Fuori dagli Stati Uniti, lโ€™inflazione dellโ€™Area Euro e il Pil cinese completeranno il quadro, offrendo una misura della crescita globale con cui un eventuale shock energetico dovrebbe confrontarsi. Saranno perรฒ fotografie precedenti alla nuova escalation. Il mercato dovrร  quindi capire quanto rapidamente il rincaro del petrolio possa renderle giร  superate. Wall Street entra cosรฌ in una settimana in cui i due volti di Giano lavorano su piani diversi ma intrecciati. Il primo guarda a un trimestre giร  scritto, che da martedรฌ le banche cominceranno a leggere ad alta voce. Il secondo resta rivolto altrove, verso uno Stretto di Hormuz ancora conteso, una Fed che deve ancora parlare e guidance che le aziende devono ancora pronunciare.

Il vero scontro non รจ tra trimestrali e geopolitica.ย รˆ tra utili giร  prodotti e loro replicabilitร .ย Nessuno dei due volti mente. Semplicemente, conclude Debach, on guardano nella stessa direzione. E sarร  nel punto in cui il passato dei numeri dovrร  misurarsi con lโ€™incertezza di ciรฒ che verrร  che si capirร  quale dei due volti stia davvero guidando il mercato.

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