Wall Street tra trimestrali, Fed e tensioni in Medio Oriente: la settimana decisiva per i mercati

Wall Street si prepara a una settimana cruciale, sospesa tra i risultati del secondo trimestre e un contesto geopolitico sempre piรน instabile. Mentre l'escalation tra Stati Uniti e Iran alimenta i timori sull'inflazione attraverso il petrolio, gli investitori attendono i dati sui prezzi al consumo, le parole del presidente della Fed Kevin Warsh e le trimestrali delle grandi banche per capire se la crescita degli utili sarร sufficiente a sostenere valutazioni giร molto elevate.
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I due volti di Wall Street
Giano bifronte guardava contemporaneamente in due direzioni opposte, un volto rivolto al passato e uno al futuro. I mercati di questi giorni sembrano aver preso in prestito la sua iconografia, si legge nel commento di Gabriel Debach, market analyst eToro. Da una parte le trimestrali, che da martedรฌ racconteranno un trimestre ormai chiuso. Dallโaltra le guidance, la Federal Reserve (Fed) e lโescalation in Iran, che stabiliranno quanto di quei risultati possa essere proiettato nel futuro.
Dallโ8 luglio, quando Trump ha dichiarato conclusa la tregua con lโIran, la situazione nello Stretto di Hormuz si รจ deteriorata per gradi. Sul terreno resta un nodo che pesa piรน di ogni comunicato militare:ย Teheran sostiene di aver chiuso lo Stretto, Washington afferma che il traffico prosegue lungo la rotta meridionale. Finchรฉ il petrolio continua a transitare, il mercato puรฒ trattare lโescalation come una minaccia. Se il traffico dovesse interrompersi davvero, spiega Debach, la minaccia diventerebbe uno shock economico. Il petrolio ha reagito in modo progressivo a questa sequenza.ย Il WTI รจ tornato sopra i 74 dollari al barile, il Brent in area 79,ย entrambi con il recupero della media mobile a 200 giorni e il superamento di quella a 21 giorni. ร un segnale di ricostruzione del momentum, pur con quotazioni ancora lontane dai massimi toccati a inizio marzo, durante la fase piรน acuta della crisi.
Fino a venerdรฌ, tuttavia, il mercato aveva continuato a trattare il rischio geopolitico come circoscritto. Il VIX aveva chiuso a 15 punti, in prossimitร dei minimi dellโanno e sui livelli di inizio gennaio, ben prima dello scoppio del conflitto del 27 febbraio. La volatilitร azionaria si era quindi compressa proprio mentre la tensione continuava ad accumularsi.
Oil, la dinamica inflazionistica
La reazione di oggi racconta qualcosa di diverso.ย Le borse asiatiche sono arretrate, il Nasdaq 100 perde oltre lโ1%, il dollaro si rafforza contro tutte le valute del G10 e i rendimenti salgono lungo lโintera curva, con il biennale al 4,23% e il decennale al 4,59%.ย Non รจ la classica fuga verso la sicurezza, nella quale azioni e rendimenti scendono insieme. ร una dinamica da timore inflazionistico: petrolio piรน caro, aspettative sui prezzi in aumento e una banca centrale potenzialmente piรน restrittiva. Rispetto a marzo, evidenzia Debach, qualcosa nella trasmissione tra petrolio e azionario รจ cambiato.
Nel mese dellโattacco iniziale, nelle 12 sedute in cui il WTI salรฌ di oltre il 3%, lโS&P 500 scese in 10 occasioni, con una perdita media dello 0,7%. Tra aprile e giugno, in un contesto segnato dalla tregua e dalla percezione di shock temporanei, il greggio ha registrato altri 12 rialzi superiori al 3%, ma lโindice รจ arretrato in 8 sedute e la perdita media si รจ ridotta allo 0,2%. Il mercato ha quindi mostrato una maggiore capacitร di assorbire i rialzi del petrolio, ma quella resilienza resta condizionata alla durata dello shock. Se la tregua fosse davvero finita e il rischio diventasse persistente, la relazione tra greggio e azionario potrebbe tornare rapidamente a quella osservata a marzo.
Un cuscinetto arriva anche dal lato dellโofferta. LโOPEC ha aumentato le quote produttive e circa 60 milioni di barili iraniani risulterebbero giร in mare, fuori dal Golfo. Questo riduce il rischio immediato di una carenza fisica, ma non elimina il premio legato allโincertezza sulle rotte commerciali.
Attese sugli utili
La settimana che si apre รจ tra le piรน dense dellโanno. Il presidente della Fed Kevin Warsh testimonierร davanti al Congresso, con il mercato alla ricerca di indicazioni sulla possibilitร di una nuova stretta nei prossimi mesi. Il CPI di giugno sarร il primo vero test, insieme alle vendite al dettaglio, perchรฉ dirร se il rincaro dellโenergia sta giร iniziando a modificare la traiettoria dellโinflazione e della domanda. Ed รจ in questo contesto che martedรฌ prende il via la stagione degli utili, con JPMorgan, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e Wells Fargo, seguite piรน avanti nella settimana da Morgan Stanley, BlackRock, Johnson & Johnson, ASML, TSMC e Netflix.
La crescita attesa degli utili dellโS&P 500, dati FactSet, per il trimestre รจ del 23,6% su base annua, contro una stima iniziale del 18,8% a fine marzo.ย ร una revisione al rialzo particolarmente significativa, secondo Debach, soprattutto perchรฉ arriva a ridosso della stagione dei risultati, quando normalmente le aspettative vengono ridimensionate. Se le societร replicassero la sorpresa media positiva degli ultimi dieci anni, la crescita consuntiva potrebbe avvicinarsi al 29%, il dato piรน elevato dal quarto trimestre del 2021. Per le grandi banche dโaffari il trimestre si preannuncia il migliore dal 2021 sul fronte delle commissioni.ย Le cinque maggiori banche dโinvestimento statunitensi, JPMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup, sono attese in crescita del 27% su base annua nelle fee complessive, per un totale di 11,1 miliardi di dollari. Le sole commissioni sui mercati azionari dovrebbero raggiungere 2,5 miliardi, il livello piรน alto dal 2021, spinte dal ritorno delle grandi quotazioni e dalla ripresa delle operazioni di fusione.
Il punto, precisa Debach, non รจ se lโinvestment banking abbia accelerato. I numeri lo mostrano giร . Il punto รจ se una crescita del 27% delle commissioni sia sufficiente a sorprendere titoli che hanno in parte anticipato la ripartenza del ciclo. Cโรจ poi un dettaglio che chiude il cerchio: il settore che piรน di tutti sta trainando le revisioni al rialzo degli utili รจ proprio lโenergia, con una crescita attesa del 122,9% su base annua, la piรน alta tra gli undici settori, sostenuta da un prezzo medio del petrolio nel trimestre superiore del 45% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo stesso petrolio che oggi alimenta la tensione geopolitica รจ quindi, con un trimestre di ritardo, il motore degli utili energetici che gli investitori guarderanno da martedรฌ. Il petrolio produce effetti diversi a seconda dellโorizzonte temporale: premia oggi gli utili dellโenergia, ma puรฒ comprimere domani consumi, margini e multipli del resto del mercato.
Al di lร del comparto energetico, il quadro complessivo delle guidance resta favorevole per Debach.ย Sono 62 le societร che hanno pubblicato previsioni positive, contro 49 negative,ย un rapporto superiore alle medie degli ultimi cinque e dieci anni. Il multiplo forward dellโS&P 500 resta perรฒ a 20,5 volte, sopra la media decennale di 19. La crescita cโรจ, ma il margine di errore si รจ ristretto. Fuori dagli Stati Uniti, lโinflazione dellโArea Euro e il Pil cinese completeranno il quadro, offrendo una misura della crescita globale con cui un eventuale shock energetico dovrebbe confrontarsi. Saranno perรฒ fotografie precedenti alla nuova escalation. Il mercato dovrร quindi capire quanto rapidamente il rincaro del petrolio possa renderle giร superate. Wall Street entra cosรฌ in una settimana in cui i due volti di Giano lavorano su piani diversi ma intrecciati. Il primo guarda a un trimestre giร scritto, che da martedรฌ le banche cominceranno a leggere ad alta voce. Il secondo resta rivolto altrove, verso uno Stretto di Hormuz ancora conteso, una Fed che deve ancora parlare e guidance che le aziende devono ancora pronunciare.
Il vero scontro non รจ tra trimestrali e geopolitica.ย ร tra utili giร prodotti e loro replicabilitร .ย Nessuno dei due volti mente. Semplicemente, conclude Debach, on guardano nella stessa direzione. E sarร nel punto in cui il passato dei numeri dovrร misurarsi con lโincertezza di ciรฒ che verrร che si capirร quale dei due volti stia davvero guidando il mercato.
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