Wall Street verso apertura negativa, il Brent si consolida a 100 dollari

Gli investitori faticano a guardare oltre la guerra tra Stati Uniti e Iran, ormai arrivata al suo settimo mese, a causa del suo impatto sui prezzi del petrolio e sull’inflazione in vista della decisione della Federal Reserve della prossima settimana sui tassi di interesse.
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Oggi Wall Street debole
Wall Street vista aprire in rosso sui timori del continuo rialzo dei prezzi del petrolio sull’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente che spinge alla cautela in vesta dei dati sull’inflazione di fine settimana.
La perdita maggiore sull’azionario si registra sui future sul Dow Jones, in calo dello 0,60% quando manca circa un’ora all’avvio delle trattative, seguiti in scia da quelli sul Nasdaq 100 e da quelli sullo S&P500.
Il dollaro cede nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD a 1,1644 (-0,20%) e l’indice del biglietto verde in calo a 98,96.
Bitcoin in recupero sopra i 79 mila dollari e oro in salita: prezzo spot a 4.405 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.449 dollari l’oncia.
Non si ferma la crescita del petrolio
Gli investitori faticano a guardare oltre la guerra tra Stati Uniti e Iran, ormai arrivata al suo settimo mese, a causa del suo impatto sui prezzi del petrolio e sull’inflazione.
Oggi il Brent ha superato stabilmente quota 100 dollari al barile per la prima volta da luglio a seguito dell’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con gli USA che hanno attaccato cinque petroliere iraniane.
"Prezzi del petrolio a 100 dollari al barile riportano le pressioni inflazionistiche sotto i riflettori", ha affermato Joachim Klement di Panmure Liberum. "In questo contesto e in assenza di indicazioni prospettiche da parte della Fed, la decisione della BCE e le dichiarazioni di Christine Lagarde giovedì acquisteranno peso. Ci aspettiamo che i mercati azionari adottino oggi una posizione attendista", aggiunge.
Il timore che le interruzioni nelle forniture energetiche causate dal conflitto nello Stretto di Hormuz possano protrarsi ha alimentato le scommesse su un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve la prossima settimana.
Secondo il CME Group, gli operatori stimano ora al 60% la probabilità di un aumento di 25 punti base questo mese, una percentuale in leggero rialzo rispetto alle previsioni del giorno precedente.
Rischi per l’azionario
“L’aumento dei prezzi del petrolio e dei tassi d’interesse rimangono i rischi principali per i titoli azionari nel breve termine. È ormai ben noto che le riserve strategiche sono state attinte sostanzialmente per attutire l’impatto sui prezzi del petrolio”, spiegano gli analisti di Morgan Stanley, guidati dal capo stratega azionario statunitense Mike Wilson.
Le preoccupazioni per le pressioni persistenti sui prezzi, il pesante indebitamento USA e un'ondata di emissioni aziendali hanno spinto i rendimenti globali a massimi pluriennali nelle ultime settimane. Il Tesoro statunitense offrirà oggi 39 miliardi di dollari in titoli decennali, dopo aver venduto ieri 58 miliardi di dollari di debiti triennali al rendimento più alto per un'asta di quella scadenza dal 2024.
"I rischi per i mercati azionari continuano ad accumularsi man mano che il tasso di attualizzazione che devono affrontare diventa sempre più alto", ha affermato Ashley Lester, responsabile della ricerca presso MSCI, che aggiunge: "La domanda è fino a che punto la continua crescita degli utili nell'IA può spingere i mercati azionari in avanti."
Timori per le operazioni circolari sull’IA
I rialzi dei titoli tecnologici contribuiscono a compensare in parte i timori, poiché gli investitori, spaventati dai rischi economici, cercano rifugio nel settore dell’intelligenza artificiale.
Tuttavia, i timori relativi alle operazioni circolari sull’IA inducono alcuni investitori alla cautela, poiché le aziende al centro del boom dell’IA ricorrono a finanziamenti reciproci. Si tratta di transazioni fittizie e ripetitive in cui sistemi di IA o dati vengono scambiati tra aziende compiacenti per gonfiare artificialmente i ricavi e il valore di mercato delle società coinvolte.
"Gli investitori dovrebbero aspettarsi che queste operazioni finiscano per sostenere un flusso costante di ricavi più elevati per le parti coinvolte. In caso contrario, riteniamo che i mercati saranno sempre più esposti a un'intricata rete di rischi che potrebbe non essere facile da districare", avvisa Anthony Saglimbene, capo stratega di mercato presso Ameriprise Financial.
Verso i dati macro sui prezzi
Anche il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) previsto per venerdì e il dato sui prezzi alla produzione (PPI) in agenda domani (giovedì) saranno seguiti con attenzione alla ricerca di indizi sulle prospettive dei tassi della Fed.
“Il rapporto sull’IPC di questa settimana rappresenta il dato più rilevante prima della riunione di settembre della Fed, l’ultimo dato sull’inflazione che i banchieri dell’istituto centrale prenderanno in esame prima di decidere sui tassi”, spiegano gli strateghi di Glenmede.
Notizie societarie e pre market USA
ServiceTitan (-18%): perdita di 24,9 milioni di dollari nel secondo trimestre e la società prevede per il terzo trimestre un ricavo compreso tra 285 e 287 milioni di dollari, il cui valore medio di 286 milioni è in linea con la stima degli analisti di 286,85 milioni (dati LSEG).
Chime Financial (+11%): acquisirà Stride Bank, banca con licenza nazionale, per 590 milioni di dollari in un'operazione interamente in contanti.
Evommune (-16%): non porterà avanti lo sviluppo del suo farmaco sperimentale per le malattie della pelle, dopo che questo non è riuscito a raggiungere l’obiettivo principale in uno studio clinico di fase intermedia.
Sunbelt Rentals (+3%): riviste al rialzo le previsioni di crescita dei ricavi totali per l’intero anno, portandole a un intervallo compreso tra il 6% e il 9%, rispetto al precedente intervallo del 4,5%-7,5%.
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