Warsh non si esprime ma i mercati riducono le attese di un rialzo dei tassi

Warsh non si esprime ma i mercati riducono le attese di un rialzo dei tassi

Nel suo ultimo intervento, il presidente della Federal Reserve ribadisce la sua contrarietà alla forward guidance nonostante i recenti dati sull’inflazione superiori alle attese e il mercato lo interpreta come un messaggio da colomba.

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Niente anticipazioni da parte di Kevin Warsh

Kevin Warsh continua a mantenere la sua scelta di non esprimersi sulle prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve nonostante dati sull’inflazione diffusi questa settimana maggiori del previsto. Nonostante questo approccio, i mercati sembrano aver interpretato le sue parole di queste ore come un messaggio ‘dovish’ da parte del presidente, riducendo le attese per un rialzo dei tassi.

Parlando all’Annual Meeting di Fmi e Banca mondiale, Warsh ha nuovamente escludo di voler esporsi circa le prossime mosse dell’istituto: “non anticipo le decisioni delle riunioni”, spiegava, ritenendo “non opportuno dichiarare cosa potrei fare durante i prossimi incontri”.

Posizione che risulta coerente con la sua contrarietà alla forward guidance: “alla Fed di apre un nuovo capitolo, non ci occupiamo più di questo”, ha ribadito Warsh.

Mercati rassicurati

Dopo le sue parole, i mercati hanno aumentato le attese di un mantenimento dei tassi di interesse nel corso della prossima riunione della Fed che si svolgerà il 27 e il 28 ottobre: le probabilità, che si aggiravano intorno al 27% prima dell'intervento di Warsh, sono scese sotto il 15% dopo le sue dichiarazioni.

"Il rifiuto di Warsh di impegnarsi su un altro aumento dei tassi sta portando a uno smontaggio di alcune scommesse su un rialzo dei tassi della Fed", spiega Charu Chanana, capo stratega degli investimenti di Saxo Markets, sottolineando che "Il suo commento 'non pregiudico le riunioni' dopo dati sull'inflazione forti non sta aiutando il dollaro". L’indice del biglietto verde stamattina scendeva (-0,20%) a 101,80, mentre la coppia EUR/USD saliva (+0,15%) a 1,1239.

IA importante per l’inflazione

Inoltre, secondo Wei Liang Chang, stratega macro presso DBS Bank, "I mercati sono rassicurati anche nel sentire Warsh ribadire la sua convinzione che l'intelligenza artificiale aumenterà la produttività nel medio termine, il che potrebbe contribuire a moderare le aspettative di inflazione e attenuare i timori di aumenti dei tassi della Fed consecutivi".

Il presidente ha infatti dedicato ampio spazio all’IA, definendola "probabilmente il cambiamento più importante per l'economia statunitense e mondiale nella mia vita" che porterà "grandi benefici all'economia globale" e rappresenterà nel medio termine uno shock positivo per l'offerta, favorendo maggiore produttività e benessere.

Allo stesso tempo ha invitato alla prudenza: "Non sappiamo quali effetti avrà sull'occupazione tra 12-18 mesi" e il percorso verso questi benefici potrebbe essere "molto accidentato".

L'IA, inoltre, potrebbe trasformare anche il lavoro delle banche centrali, grazie a nuovi strumenti per analizzare i dati e comprendere meglio l'andamento dell'inflazione di fondo.

Guardando al futuro, Warsh si è detto convinto che tra dieci anni questa innovazione sarà ricordata come un cambiamento "di enorme portata" per l'economia mondiale.

Inflazione problema comune

Infine, Warsh ha sottolineato che l'inflazione non rappresenta un problema esclusivamente statunitense, ma una sfida affrontata da tutte le principali banche centrali.

A suo giudizio, la risposta è stata una "stretta monetaria sincronizzata", con istituti che, pur agendo in modo autonomo e secondo i rispettivi mandati, stanno perseguendo lo stesso obiettivo di stabilità dei prezzi. "Con tutti i colleghi banchieri centrali vogliamo portare stabilità dei prezzi" e "certamente ci stiamo riuscendo ognuno con i suoi strumenti e sequenze di azioni", ha spiegato. Per questo, ha aggiunto, "non ci sono scrocconi": nessun Paese può beneficiare degli sforzi altrui senza contribuire alla lotta contro il rialzo dei prezzi.

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