2026: mercati tra inflazione, AI e grandi incognite

13/01/2026 07:15
2026: mercati tra inflazione, AI e grandi incognite

Il 2026 si รจ portato dietro le domande e le perplessitร  che gli investitori si erano fatti sul finire dello scorso anno. Ci sono infatti molte variabili in movimento per le prospettive di mercato di questโ€™anno

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Inflazione MoM degli Stati Uniti di dicembre in uscita oggi alle 14:30 (stima +0,3%, invariata rispetto a novembre), che dovrebbe lasciare invariato al +2,7% anche il tendenziale annuo. Alle 16:00 รจ previsto il dato di vendita di nuove case di settembre (stima 715k contro 800k di agoto).

Il 2026 si รจ portato dietro le domande e le perplessitร  che gli investitori si erano fatti sul finire dello scorso anno. Ci sono infatti molte variabili in movimento per le prospettive di mercato di questโ€™anno e, nel tentativo di fare chiarezza su ciรฒ che ci attende vediamone alcune.

Quanta โ€œbenzinaโ€ resta nel serbatoio dei consumatori statunitensi per alimentare la crescita economica? Molto, a nostro avviso. Le dinamiche di consumo โ€œa Kโ€ probabilmente resteranno in vigore questโ€™anno. Le famiglie a reddito piรน basso saranno messe sotto pressione dallโ€™aumento dei costi di beni e servizi, mentre quelle a reddito piรน alto dovrebbero essere protette dallโ€™aumento dei prezzi degli asset (finanziari e immobiliari). Il positivo โ€œeffetto ricchezzaโ€ tra le famiglie piรน abbienti probabilmente sosterrร  livelli solidi di spesa per consumi personali (PCE) questโ€™anno, cosรฌ come i rimborsi fiscali consistenti attesi per molte famiglie nella prima metร  del 2026.

Il mercato del lavoro statunitense continuerร  ad ammorbidirsi questโ€™anno? Sรฌ, secondo noi, ma nel mercato del lavoro agiscono molte forze contrastanti. Ad esempio, mentre le restrizioni allโ€™immigrazione hanno portato a carenze di manodopera nellโ€™edilizia, nella manifattura, nei servizi di ristorazione e nella sanitร , un contesto di โ€œpoche assunzioni, pochi licenziamentiโ€ ha reso difficile per i giovani lavoratori entrare nella forza lavoro. A fronte di una media nazionale del 4,4%, il tasso di disoccupazione tra i lavoratori dai 16 ai 24 anni era del 10,6% a novembre. Nel frattempo, una recente indagine della Yale School of Management ha mostrato che il 66% delle aziende intervistate ha dichiarato di pianificare licenziamenti oppure di mantenere invariata la dimensione della propria forza lavoro. Gli effetti dellโ€™IA sui lavori impiegatizi (white-collar) saranno una variabile chiave da monitorare questโ€™anno.

Il boom delle infrastrutture per lโ€™IA continuerร ? Probabile, per il semplice fatto che la domanda di energia continua a superare lโ€™offerta. La spesa in conto capitale (capex) per data center e software dovrebbe restare un pilastro fondamentale della crescita questโ€™anno. Una variabile importante da osservare nel 2026 sarร  il finanziamento a leva del capex per le infrastrutture IA e il relativo rischio di una โ€œbolla dellโ€™IAโ€. Storicamente, le grandi bolle degli asset scoppiano quando le condizioni del credito si irrigidiscono, facendo aumentare il costo della leva, comprimendo i margini e affossando la fiducia degli investitori. Detto ciรฒ, con la Fed orientata a tagliare i tassi questโ€™anno, le probabilitร  di una stretta creditizia sullโ€™IA sono basse, ma restano in cima alla nostra lista di sorveglianza.

Lโ€™impatto dellโ€™IA sulla produttivitร  statunitense diventerร  piรน evidente nel 2026? Il verdetto รจ ancora aperto sul fatto che lโ€™IA diventerร  la piรน grande innovazione โ€œgeneral-purposeโ€ di tutti i tempi. Cโ€™รจ perรฒ poco dubbio che, nel lungo periodo, lโ€™IA trasformerร  il modo in cui le aziende operano, come le persone lavorano e si divertono, ma anche come i Paesi competono. Detto questo, a tre anni dallโ€™inizio della rivoluzione dellโ€™IA generativa, i tassi di adozione restano deboli. Il Census Bureau stima che il tasso di adozione tra le imprese statunitensi sia appena del 18%. La storia mostra che i tassi di adozione di solito impiegano tempo a prendere slancio e poi aumentano rapidamente, man mano che le aziende diventano piรน organizzate ed efficienti nellโ€™implementare nuove tecnologie. Nel 2026, ci aspettiamo che il tema degli investimenti in IA si ampli e si evolva dagli innovatori (leader tecnologici) agli abilitatori (industriali ed energia) fino agli adottanti (finanza e sanitร ).

Il mercato rialzista di oro, metalli e minerali continuerร ? Sรฌ, secondo noi. Il rialzo dei prezzi dellโ€™oro e di altri metalli come argento, platino e palladio, cosรฌ come dei metalli di base come il rame, dovrebbe essere sostenuto da aspettative di inflazione globale piรน alte del previsto, livelli elevati di debito sovrano, diversificazione globale dei portafogli da parte degli investitori istituzionali, incluse le banche centrali, geopolitica, domanda industriale legata alla costruzione di infrastrutture per lโ€™IA, aumento della spesa militare globale e protezionismo globale sulle risorse.

Il dollaro USA continuerร  a indebolirsi? Sรฌ, anche se crediamo in modo graduale. Il dollaro USA arriva da un 2025 difficile e con la Fed attesa tagliare i tassi questโ€™anno mentre il resto del mondo (escluso il Giappone) rimane sostanzialmente fermo, i differenziali dei tassi dโ€™interesse globali favoriscono un biglietto verde piรน debole. Unโ€™ulteriore copertura (hedging) sul dollaro da parte degli investitori esteri potrebbe inoltre esercitare ulteriore pressione al ribasso. Tuttavia, un supporto strutturale per il dollaro deriva dal fatto che lโ€™economia statunitense resta la piรน dinamica al mondo. Inoltre, il boom dellโ€™IA guidato dagli USA va in senso contrario rispetto alla strategia di โ€œsvalutazione/deterioramento del dollaroโ€ (โ€œdollar debasementโ€). Lโ€™Europa fatica a crescere, le prospettive del Giappone restano fragili e il conto capitale della Cina rimane chiuso: tutti elementi che indicano che il dollaro manterrร  il suo status di valuta di riserva nel medio termine.

Il consumatore cinese uscirร  finalmente dal letargo questโ€™anno? Difficile. Lo scenario migliore รจ che fiducia e spesa dei consumatori diventino un freno meno forte con il passare dei mesi. Il sentiment dei consumatori รจ leggermente migliorato negli ultimi mesi, grazie a nuove politiche governative a sostegno di occupazione, redditi, welfare e sanitร . Tuttavia, la combinazione di un mercato del lavoro debole e di un mercato immobiliare depresso resta il principale vincolo alla spesa delle famiglie. Rafforzare la domanda interna รจ una prioritร  del 15ยฐ Piano Quinquennale, ma qualsiasi sostegno probabilmente richiederร  tempo per produrre effetti. In assenza di un consumatore vivace, ci aspettiamo che anche nel 2026 la Cina faccia affidamento su esportazioni e investimenti per sostenere la crescita, perpetuando le tensioni commerciali in corso con il resto del mondo.

Lโ€™indipendenza della Fed รจ a rischio nel 2026? Non secondo noi, ma sarร  probabilmente un anno movimentato per la Fed. Ci si attende lโ€™annuncio di un nuovo presidente giร  allโ€™inizio di questโ€™anno, con lโ€™insediamento entro maggio 2026. La rosa dei candidati comprende finanziari esperti di mercati, ben noti a Wall Street. Il prossimo presidente della Fed รจ pienamente consapevole che una Fed che si piega (kowtows) allโ€™occupante della Casa Bianca invita volatilitร  di mercato, aspettative dโ€™inflazione fuori controllo e lโ€™ira dei โ€œvigilantesโ€ del mercato obbligazionario. Questi ultimi, a nostro avviso, sono quelli che in ultima analisi determinano il costo del credito. Allacciate dunque le cinture: tra la scelta del nuovo presidente, le pressioni della Casa Bianca, la decisione della Corte Suprema sulla governatrice Lisa Cook e una Fed divisa sulle prospettive dellโ€™economia, la Fed di per sรฉ rappresenta una significativa incognita di mercato questโ€™anno.

Lโ€™aumento dei rendimenti dei JGB innescherร  uno tsunami di rimpatrio di capitali, soprattutto dagli Stati Uniti? Improbabile. A causa di persistenti pressioni inflazionistiche, la Bank of Japan sarร  probabilmente lโ€™unica grande banca centrale ad aumentare i tassi questโ€™anno. I tassi a lungo termine giapponesi sono giร  ai massimi da decenni, mentre il Giappone esce da decenni di deflazione, affronta un peggioramento della posizione fiscale (debito/PIL al 260%) e assorbe le politiche fiscali espansive del nuovo governo. Rendimenti piรน attraenti dei JGB potrebbero ridurre ulteriormente lo yen carry trade, ovvero incoraggiare gli investitori giapponesi a vendere attivitร  non denominate in yen, come i titoli statunitensi, aumentando i costi di finanziamento negli Stati Uniti e altrove. In quanto maggiore detentore estero di Treasury USA, lโ€™influenza del Giappone sui mercati del credito statunitensi non รจ trascurabile. Detto ciรฒ, non ci aspettiamo un esodo di massa dagli asset USA: gli investitori istituzionali giapponesi tendono ad aggiustare le allocazioni nellโ€™arco di anni, non di mesi.

Quanto rischio pongono livelli record di debito sovrano per lโ€™economia globale nel 2026?

Marginale, secondo noi, ma questโ€™anno la volatilitร  legata alla sostenibilitร  del debito pubblico potrebbe emergere in Paesi come Regno Unito, Francia e Giappone e forse negli Stati Uniti. Il debito pubblico aggregato si aggira intorno al livello record di circa 105,8 trilioni di dollari, spinto al rialzo in questo decennio dai costi legati alla pandemia, la geopolitica e lโ€™impennata della spesa militare globale, i tassi dโ€™interesse piรน alti e maggiori costi di servizio del debito e un aumento della spesa sociale man mano che il mondo invecchia e diventa piรน dipendente dal sostegno del settore pubblico. In questo contesto, la performance delle obbligazioni globali a lunga scadenza nel 2026 sarร , a nostro avviso, determinante per i rendimenti di molte diverse classi di attivo.

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