Accordo tra Eni ed Enel sull’idrogeno verde

idrogeno verde

L’annuncio delle due società in un comunicato congiunto diffuso questa mattina. Eni firma anche un accordo con Naturgy sugli asset di Ufg che contengono l’impianto Lng di Damietta, in Egitto. Il titolo in rosso a Piazza Affari mentre Enel si porta in guadagno dello 0,70%.


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Gli elettrolizzatori inizieranno a generare idrogeno entro il 2022

Enel ed Eni hanno annunciato di essere al lavoro per sviluppare progetti di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori alimentati da energia rinnovabile. Lo hanno comunicato questa mattina le due società con una nota congiunta. Gli elettrolizzatori – specifica la nota –saranno posizionati nelle vicinanze di due delle raffinerie Eni presso cui l'idrogeno verde possa rappresentare la migliore opzione di decarbonizzazione. Ciascuno dei due progetti pilota includerà un elettrolizzatore di circa 10 MW e si prevede che inizino a generare idrogeno verde entro il 2022-2023.

Enel ha avviato lo sviluppo di progetti nel segmento dell'idrogeno verde anche in Spagna, Cile e Stati Uniti. Se i miglioramenti economici attesi nel settore dell'idrogeno verde dovessero essere confermati, il Gruppo prevede di aumentare la sua capacità di produzione di idrogeno verde a oltre 2 GW entro il 2030. Eni ha allo studio ulteriori progetti in Italia e nel Regno Unito nel segmento dell’idrogeno.

Eni, Risolta la controversia su Damietta LNG

Intanto nella serata di ieri è arrivata anche la notizia di un accordo tra Eni e Naturgy sugli asset di Union Fenosa Gas (Ufg) che contengono l’impianto Lng di Damietta, in Egitto. Il gruppo energetico italiano passerà dal 40 al 50% di partecipazione in Damietta, la restante quota andrà a Egas (40%) ed Egpc (10%). Eni subentrerà nel contratto di acquisto del gas naturale destinato all’impianto e riceverà diritti di liquefazione corrispondenti, aumentando così i volumi di Lng in portafoglio di 3,78 bcm all’anno senza restrizioni di destinazione; inoltre subentrerà nelle attività di commercializzazione di gas naturale in Spagna.

Equita Sim ha aumentato le stime di Ebit di Eni al 2022 del 2%. Secondo gli esperti, la notizia ha risvolti positivi per il titolo in quanto viene riavviato un impianto che era fermo dal 2012 e che permetterà di flessibilizzare e ridurre il rischio circa la produzione upstream di gas di Zohr e consentirà di beneficiare dei maggiori prezzi del gas internazionale rispetto a quelli domestici e ottenere 200 mln usd annui di Ebit (attesi a regime) dall’attività di liquefazione dell’impianto.

Alle 12 il titolo si muove sotto la parità con un calo dello 0,68% a 8,36 euro; in rialzo dello 0,70% Enel con le azioni scambiate a 8,38 euro.


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