AI spinge infrastrutture sottovalutate

Il settore delle infrastrutture, considerato come rigido e difensivo ma ora al centro di mega forze, beneficia dei cospicui investimenti in AI.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Produzione industriale della Germania MoM di dicembre in uscita alle 8:00 (stima -0,3% contro +0,8% di novembre). Tasso di disoccupazione USA di gennaio (stima 4,4%, invariato rispetto a dicembre) e variazione occupati sempre di gennaio (stima +67k contro +50k di dicembre), attese alle 14:30. Fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan di febbraio alle 16:00 (stima 55,4 punti contro 56,4 di gennaio).
Come era nelle attese della vigilia, le BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse. Decisione sostenuta dalla valutazione che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine e preservare l’ordinato funzionamento del maccanismo di trasmissione della politica monetaria. Secondo la Lagarde, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
Secondo la BCE, l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita. Al tempo stesso, le prospettive si mostrano tuttavia ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale.
I dati recenti delle società tecnologiche a grande capitalizzazione mostrano che gli investimenti in intelligenza artificiale continuano, nonostante la volatilità e la dispersione del mercato. Crediamo che un settore che possa beneficiarne sia quello delle infrastrutture. Oltre allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, molteplici mega forze sostengono la domanda a lungo termine. Le valutazioni appaiono basse o eque rispetto ai dati storici. E i flussi di cassa che spesso si adeguano all'aumento dei prezzi possono contribuire a coprire il rischio di inflazione.
A livello di dati, osserviamo come le vendite al dettaglio MoM dell’Europa di dicembre risultino più basse delle attese (-0,5% contro -0,2% atteso) e in calo rispetto al +0,1% di novembre. Dello stesso segno le vendite al dettaglio MoM dell’Italia, in calo a dicembre dello 0,8% (-0,4% atteso) rispetto al +0,5% di novembre.
Più alte delle attese le richieste di sussidi settimanali USA alla disoccupazione (231k contro 212k attese) e in crescita rispetto alle 209k della scorsa settimana.
Il settore delle infrastrutture, tradizionalmente considerato un settore difensivo e rigido, sono ora al centro di mega forze interconnesse. La frammentazione geopolitica sta portando i governi a enfatizzare la sicurezza energetica. La crescita demografica nei mercati emergenti richiede l'ammodernamento delle infrastrutture urbane. L'energia nucleare e rinnovabile per la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio spesso richiede maggiori investimenti iniziali rispetto alle fonti energetiche tradizionali.
Tuttavia, le valutazioni, appesantite dall'aumento dei tassi di interesse, non sembrano riflettere questo potenziale di crescita. I titoli azionari quotati nel settore delle infrastrutture vengono scambiati a quasi il 20% in meno rispetto alla media di lungo termine in termini di multipli EV/Ebitda, al di sotto dei livelli registrati durante la crisi finanziaria e simili a quelli dello shock Covid. Crediamo che gli asset infrastrutturali privati siano scambiati più vicini alle medie di lungo termine, ma consentono agli investitori di accedere ad un universo di asset molto più ampio.
Gli investitori possono attingere alle infrastrutture attraverso un'ampia gamma di settori ed esposizioni. Queste includono trasporti, energia, telecomunicazioni, reti digitali e gestione idrica e dei rifiuti, e sono accessibili tramite debito e azioni sia sui mercati quotati che privati. Vediamo la maggior parte degli investitori sotto-allocata, incluse le grandi istituzioni che storicamente dominano gli investimenti in asset illiquidi. Diverse analisi mostrano per esempio che un tipico fondo pensione aziendale statunitense con un rischio simile a quello di una divisione 70/30 tra azioni e obbligazioni presenta un'esposizione di tipo infrastrutturale di circa il 4-5% attraverso partecipazioni azionarie e creditizie come quelle dei servizi di pubblica utilità.
Perché così poca? Le infrastrutture non hanno la familiarità delle azioni e delle obbligazioni tradizionali e i loro orizzonti di investimento a lungo termine le hanno rese di competenza di investitori istituzionali selezionati. Tuttavia, l’analisi mostra che i fondi pensione aziendali possono più che raddoppiare i loro attuali livelli di esposizione per una maggiore efficienza del portafoglio: maggiore rendimento a fronte di un rischio complessivo simile.
Gli investimenti in infrastrutture sono particolarmente utili quando i vincoli delle catene di approvvigionamento alimentano l'inflazione e le grandi forze offuscano le prospettive a lungo termine. La crescita è solida in questo momento, ma l'inflazione sta diventando "più rigida", come ha affermato il presidente della Fed, dopo aver mantenuto stabili i tassi di interesse ufficiali la scorsa settimana. Gli investitori necessitano di fonti di reddito a basso rischio di erosione in un contesto come quello attuale. I flussi di cassa delle infrastrutture sono spesso supportati da normative o contratti a lungo termine che si adeguano all'inflazione, offrendo un reddito prevedibile. Apprezziamo particolarmente il capitale azionario infrastrutturale tra gli asset di crescita privati con un orizzonte temporale di oltre cinque anni.
Ci sono rischi? Certo che si. Eccone alcuni: un crollo dell'intelligenza artificiale potrebbe soffocare la domanda di data center e infrastrutture energetiche. Riteniamo che questo rischio sia comunque esagerato per il settore. Il motivo, sono le forti tutele legali. Le aziende pagano per gli spazi anche se non li utilizzano, le risoluzioni anticipate dei contratti di locazione sono limitate e gli inquilini anticipano eventuali aumenti dei costi energetici.
Un altro rischio che percepiamo è quello di un aumento dei tassi reali che alza l'asticella del rendimento per gli asset infrastrutturali. Questo rischio è stato al centro dell'attenzione di recente, con un rapido aumento del premio a termine che ha messo sotto pressione il dollaro USA e i titoli del Tesoro. Riteniamo che la nomina di Warsh a presidente della Fed mitighi per ora questo rischio, grazie alla sua esperienza nelle crisi finanziarie, mentre riteniamo che probabilmente si concentrerà sulla prevenzione di possibili ricadute globali.
Vediamo sempre più investitori a cui piacciono le infrastrutture. Grandi forze come l'intelligenza artificiale stanno guidando la domanda a lungo termine, ma probabilmente le valutazioni non lo riflettono ancora. Nello scenario attuale, riteniamo che la una buona parte degli investitori possa aumentare l’allocazione nel capitale azionario infrastrutturale tra gli asset privati in crescita, spostando l’attenzione sul medio-lungo termine.
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