Alla ricerca, non facile, di qualche buona occasione.


Certificato sotto la pari e sottostanti in buon rialzo dal livello iniziale (+11,3% Intesa, +7,3% Enel), per un capitale totalmente protetto. Non capita molto spesso di trovarsi davanti a un simile scenario per un certificate.


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Agli esperti piace dire che il prodotto quota molto sotto la lineare, dove per lineare si intende la performance dei sottostanti sul livello iniziale rispetto al prezzo dei certificate.

A creare questa occasione ci ha pensato la Bce, con un rialzo deciso dei tassi che rende queste strutture ancora più interessanti.

Emesso da Marex Financial, realtà internazionale nel mondo dei prodotti strutturati, da poco sbarcata nel nostro Paese che, forse, proprio per conquistare quote di mercato, sta emettendo dei prodotti interessanti.

Il certificate a capitale totalmente protetto di Marex con Isin IT0006751876 a scadenza rimborsa da un minimo di 1.000 euro di valore nominale, anche in caso di crollo totale dei sottostanti, mentre con uno scenario positivo premia la performance del peggiore sottostante per 1,7 volte, senza alcun tetto di massimo guadagno. I sottostanti sono due Enel e Intesa Sanpaolo, due blue chip italiane che dall’inizio della guerra hanno perso molto terreno Enel il 31%, Intesa il 34%.

Guardiamo da vicino i livelli di riferimento di questo prodotto.

Come funziona?

Facciamo un esempio concreto: se a scadenza, Intesa Sanpaolo avrà guadagnato il 60% dal livello iniziale e Enel il 50%, (solo a febbraio Intesa passava di mano a 2,85 euro e Enel arriva da 9 euro dello scorso anno) il rimborso sarà 1.850 euro.

Vediamo come ci si arriva: la peggior performance è quella di Enel e il certificate verrebbe rimborsato con una performance del 50% di Enel per 1,7 volte, dunque 85% meglio di quella 1 a 1 di Intesa Sanpaolo.

La forza di questa struttura è che il certificate non mette alcun tetto di massimo guadagno, come invece lo impongono in genere i capitali protetti ma, anzi, premia l’investitore moltiplicando per 1,7 volte la performance del secondo peggiore sottostante.

Dietro le quinte del certificato

Come credo tutti, il primo dubbio che viene è, ma se a scadenza dovesse salire uno dei due sottostanti mentre l’altro dovesse scendere, io investitore, mi troverei con 1.000 euro, non avrò perso niente ma non avrò guadagnato niente? Verissimo.

Siamo andati dunque ad analizzare la performance relativa dei due sottostanti per capire se esiste una correlazione positiva. O meglio se lo scenario in cui uno sale e l'altro scende è molto probabile o meno.

Ci siamo chiesti se, storicamente, quando performa bene Enel segue anche Intesa SanPaolo o viceversa? A intuito sì, ma quando ci sono di mezzo dei risparmi raccolti con fatica e sempre meglio guardare i numeri.

Il dato che emerge è che i due titoli hanno una correlazione positiva del 63%, cosa significa? Sempre a livello teorico un rialzo di Intesa Sanpaolo del 10%, si dovrebbe tradurre con un +6,3% di Enel.

Oggi i livelli del certificate hanno incorporata appieno questa correlazione: Intesa Sanpaolo guadagna il 11,6% ed Enel sale del 6,3%. Ovviamente, se bastassero due calcoli per dirci come andranno i mercati sarebbe troppo semplice, quindi questa rimane una correlazione teorica che potrebbe non essere rispettata.

Di fatto essendo Enel e Intesa Sanpaolo due realtà molto legate all’economia italiana tendono a performare in maniera correlata.

Un secondo aspetto, da non sottovalutare, è la leva del 170% sulla performance del minore dei sottostanti rispetto alla correlazione.

Dicevamo, a titolo teorico un guadagno del 10% di Intesa si tradurrebbe, se rispettata questa correlazione, in un aumento del 6,3% di Enel che, se moltiplicato * 1,7 ci porta al 10,7%. Risultato? Performa poco meglio del 10% di Intesa Sanpaolo e riusciamo a ottenere un capitale protetto senza tetto di massimo guadagno!

Non è poco per un prodotto di questo tipo, non avere un tetto significa che in caso di ritorno di uno scenario positivo il certificate avrà buone possibilità di sovraperformare il mercato grazie alla leva di 1,7 volte, con un capitale totalmente protetto.

Enel ha perso il 24% dall’avvio del conflitto, 31% da inizio anno e oggi quota sui 5 euro, solo un anno fa ne valeva 9. Intesa, da quel tragico 20 febbraio, ha bruciato il 34%, da inizio anno, il 16% riportarsi sui livelli di febbraio significa guadagnare il 50% e, tra cinque anni, uno scenario senza guerra e con maggiore indipendenza dalla Russia non è impossibile.

Isin: IT0006751876


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Capitale protetto su Enel e Intesa Sanpaolo
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