L’anno d’oro dei Ceo americani: mai così ricchi come nel 2025

Barron’s fotografa la crescita record delle buste paga dei manager Usa. La retribuzione media è cresciuta del 23% e sfiora i 30 milioni di dollari. Cinque hanno superato quota 100 milioni. Tim Cook (Apple), Nadella (Microsoft) e Hock Tan (Broadcom) restano tra i big del capitalismo Usa
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Il più pagato del 2025 vende mobili online
Negli Stati Uniti il 2025 è stato l’anno d’oro delle retribuzioni dei Ceo delle grandi aziende. A fotografarlo è un’analisi di Equilar ripresa oggi da Barron’s in un articolo firmato da Andy Serwer: la paga media degli amministratori delegati delle grandi società americane ha raggiunto il livello record di 29,4 milioni di dollari, con un balzo del 23,2% rispetto al 2024. Un incremento molto superiore al ritmo abituale, che negli ultimi anni si aggirava attorno al 10%.
Il dato è ancora più significativo se si considera che ben cinque Ceo hanno superato quota 100 milioni di dollari di compensi annuali, contro uno soltanto l’anno precedente. In altre parole, la crescita delle buste paga ai vertici delle corporation procede molto più rapidamente di quella del resto dell’economia.
A sorpresa, il manager più pagato dell’anno non arriva dalla Silicon Valley né da Wall Street. Secondo la classifica Equilar, il primo posto spetta a Niraj Shah, cofondatore e amministratore delegato di Wayfair, gruppo specializzato nella vendita online di mobili e articoli per la casa.
Il suo pacchetto retributivo vale 280,8 milioni di dollari, quasi interamente composto da azioni legate a obiettivi di performance. In pratica, Shah incasserà davvero quella cifra solo se resterà alla guida dell’azienda e se il titolo Wayfair nei prossimi dieci anni salirà del 675%, superando la quotazione di 630 dollari per azione dagli attuali 80 dollari.
È il classico schema retributivo che Wall Street ama definire “allineato agli azionisti”: il manager guadagna moltissimo, ma solo se guadagnano moltissimo anche gli investitori.
I soliti giganti restano in cima. I miliardi di Cook
Accanto ai casi eccezionali, restano poi i nomi abituali del capitalismo americano. Satya Nadella di Microsoft ha ricevuto 96,5 milioni di dollari, Hock Tan di Broadcom 205,3 milioni, mentre Tim Cook, il Ceo uscente di Apple, si è fermato a 74,3 milioni.
Il caso Cook continua a far discutere. Dal suo arrivo alla guida di Apple nell’agosto 2011, ha accumulato compensi per circa 2,4 miliardi di dollari. Una cifra enorme in valore assoluto, ma modesta se confrontata con quanto è cresciuta Apple nello stesso periodo: la capitalizzazione di Borsa è passata da 349 miliardi a circa 4.000 miliardi di dollari.
Perché le retribuzioni salgono così tanto
Secondo Equilar, una delle spiegazioni potrebbe essere l’intelligenza artificiale. Le aziende vogliono trattenere i propri leader in una fase di transizione tecnologica che promette di ridisegnare interi settori. In diversi casi, inoltre, gli obiettivi legati all’AI sono stati inseriti direttamente nei piani di incentivazione.
Il ragionamento dei consigli di amministrazione è semplice: se il prossimo ciclo di crescita dipenderà da scelte strategiche decisive, meglio blindare il vertice aziendale con compensi elevati.
Ma il merito non sempre coincide con la paga
L’articolo di Barron’s sottolinea però anche le contraddizioni del sistema. Il Ceo con la miglior performance azionaria del campione nel 2025 è stato Kevin Hochman, alla guida di Brinker International: il titolo è salito del 149%, e lui ha ricevuto “solo” 30,4 milioni di dollari.
All’opposto, Shantanu Narayen, Ceo di Adobe, ha incassato 51,1 milioni, nonostante il titolo Adobe abbia perso il 38% nel corso dell’anno.
Insomma, la relazione tra risultati e compensi resta tutt’altro che lineare.
Il divario con i dipendenti continua ad allargarsi
Un altro indicatore osservato con crescente attenzione negli Stati Uniti è il rapporto tra la paga del Ceo e quella del lavoratore medio. Dal 2017 questo multiplo è più che raddoppiato: da 152 volte a 341 volte.
Tema politicamente sensibile, soprattutto in un’America dove il costo della vita resta elevato e il malcontento sociale cresce. Non a caso, conclude con ironia Barron’s, aumentano anche le spese per la sicurezza personale dei Ceo: +136% dal 2021, fino a una media di 130 mila dollari annui. Segno che i superstipendi, oltre a suscitare ammirazione, alimentano anche qualche tensione.
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