Apple Intelligence accolta con freddezza a Wall Street. Musk minaccia


Ieri il gigante di Cupertino ha presentato le sue novità in tema di Intelligenza Artificiale nel corso della sua annuale Conferenza degli sviluppatori (WWDC) ma sono arrivati molti dubbi dagli analisti sull’effettiva svolta fornita dagli aggiornamenti dei prodotti della Mela.


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Freddezza sul titolo Apple

Se il “grande passo”, ovvero ‘Apple Intelligence’, poteva rappresentare un punto di svolta per il gigante di Cupertino, Wall Street sembra non credere molto all’enfasi intrinseca nelle parole del Ceo Tim Cook pronunciate ieri alla Conferenza degli sviluppatori (WWDC) di Intelligenza Artificiale della società.

Forse c’era troppa aspettativa, creata dallo stesso manager prima dell’evento, promettendo che “l’AI di Apple aprirà nuovi orizzonti”, ma il titolo della Mela arrivava a cedere il 2% nel corso della seduta, per poi chiudere a -1,91% (193,12 dollari per azione), restando sotto i 3 mila miliardi di capitalizzazione.

Le novità sull’AI

“L’Intelligenza Artificiale deve riflettere i nostri principi: essere potente, intuitiva, integrata ai nostri prodotti, calata nel contesto personale e costruita per mantenere la privacy”, spiegava Cook.

Protagonista è stata Apple intelligence, un potenziamento integrato nei sistemi operativi di iPhone, iPad e Mac, in grado di sfruttare la potenza di calcolo dei processori Apple M1, M2, M3, M4 e A17Pro gestendo la privacy tramite un indice semantico personale sul dispositivo. Tra le funzioni di cui è dotato c’è la possibilità di riassumere testi in tutte le app, creare immagini partendo dalle foto dei propri contatti, effettuare ricerche tra mail, foto e note descrivendo semplicemente cosa si vuole cercare. Con la funzione Rewrite, inoltre, si può chiedere di riscrivere un testo, o una mail, scegliendo uno stile professionale o conciso, assicurarsi che i concetti siano chiari o riassumere il testo. Protagonista di queste funzioni è Siri, l’assistente digitale di Apple è stato riscritto per poter chiedere ogni cosa con la voce.

Ulteriori annunci

Tra le novità annunciate ieri ci sono la nuova app chiamata Password, che organizza le password su iCloud, e il nuovo sistema operativo Sequoia, compatibile con il Vision Pro, ma anche con l’iPhone. Inoltre, attraverso la funzione iPhone Mirroring, lo schermo del Mac combacerà perfettamente con quello dell’iPhone.

Presentate anche le implementazioni su iOS 18 con Lock on App e Hide App, con il primo per aprire un’app bloccata servirà il FaceI e nel secondo caso invece si potrà far sparire l’icona di un’app dallo schermo in modo tale che nessuno sappia che la stiamo usando, se non solo noi.

Accordo con OpenAI?

Una AI potenziata, strettamente personale, come se fosse un reale assistente personale che sistema le notifiche in base ai nostri interessi, riassume il contenuto di una mail, corregge e revisiona le note, conoscendo, spiega Cook, “i miei orari di lavoro, il tema e l’importanza della riunione”, ma che in caso di modifica orario della stessa riunione sappia calibrare gli altri impegni in agenda. Il tutto “in totale privacy”.

Per questo “ci sarà il Private Cloud Computer, che di fatto processa non sul device ma attraverso un sistema che di volta in volta valuta se l’informazione AI può esser processata sul device o meno. In caso negativo il sistema sfrutta Apple Silicon per inviare i dati sul server, ma senza condividerli. Un cloud dove i dati non vengono mai salvati né resi accessibili alla stessa Apple. Ed è qui che si riassume la garanzia di sicurezza della società”.

A questa finalità, OpenAI starebbe per portare ChatGPT sui sistemi operativi della Mela, integrandolo sulle prossime versioni dei sistemi operativi per iPhone. A confermare questa possibilità è stata la presenza al WWDC di Sam Altman, Ceo di OpenAI, presenza che ha aumentato l’attesa per questo possibile storico accordo.

Già visto

L’AI mostrata da Apple che riscrive i testi, modificandoli usando un tono diverso scelto da un utente “l’abbiamo già vista all’opera sui Samsung Galaxy S24 lanciati a gennaio scorso, primi esempi di dispositivi basati sulla Galaxy AI sviluppata dall’azienda sudcoreana”, scrive Pier Luigi Pisa su La Repubblica.

Già vista anche quella che cancella gli elementi e i dettagli indesiderati in una foto, ripristinando magicamente lo sfondo, usata da tempo dai Google Pixel, gli smartphone prodotti dall’azienda guidata da Sundar Pichai: lo strumento si chiama Magic Eraser e tra l’altro è finito anche sui top di gamma prodotti da Samsung.

Infine, l’AI che doveva rivitalizzare Siri “ci è riuscita solo a metà: l’assistente virtuale visto durante la WWDC sembra la copia con il freno a mano di ‘Sky’, il modello vocale di OpenAI al centro della polemica per la presunta somiglianza della voce sintetica con quella, vera, dell’attrice Scarlett Johansson”, conclude il quotidiano.

Scetticismo dagli analisti

Alcuni analisti hanno espresso scetticismo dopo la presentazione di ieri, prevedendo che i consumatori non correranno ai negozi Apple per avere più AI sui loro telefoni.“Forse i nuovi e migliorati dispositivi Apple dotati di Siri e di intelligenza saranno sufficienti a frenare l'emorragia di entrate che si è verificata negli ultimi tempi, ma non abbastanza da creare un nuovo gruppo di seguaci", secondo Dipanjan Chatterjee, analista di Forrester. Tejas Dessai di Global X ritiene che “gli investitori vogliono chiaramente una strategia più completa e ambiziosa da parte di Apple quando si tratta di AI”.

Le raccomandazioni degli esperti

Dopo l’evento, una nota di ricerca scritta dall'analista Michael Ng di Goldman Sachs viene raccomandato nuovamente l’acquisto del titolo Apple, con un target price alzato da 226 a 238 dollari.

Da UBS, David Vogt ha confermato il giudizio ‘neutral’ e il prezzo obiettivo di 190 dollari.

Samik Chatterjee di JP Morgan conferma il giudizio positivo sul titolo con un rating Buy, lasciando il target price a 225 dollari.

L’attacco di Elon Musk

Critiche immediate sono arrivate da Elon Musk, Ceo di Tesla e di SpaceX, oltre che proprietario del social media X. Proprio sull’ex Twitter l’imprenditore ha definito l’uso di OpenAi nei sistemi operativi degli iPhone “una inaccettabile violazione della sicurezza” che, se avverrà, “allora i dispositivi di Apple saranno vietati nelle mie aziende”.

È “assurdo che Apple non sia abbastanza intelligente da creare la propria AI, ma che sia in qualche modo in grado di garantire che OpenAI protegga la vostra sicurezza e la vostra privacy!”, “Apple non ha idea di cosa accadrà una volta che i dati sono nelle mani di OpenAI”, ha aggiunto su X.

Secondo Ben Bajarin, CEO della società di consulenza Creative Strategies, è “improbabile” che qualcuno segua l'esempio di Musk, spiegando che Apple sta cercando di educare le persone a pensare che il cloud privato sia sicuro quanto la conservazione dei dati su un dispositivo.

“Quello che Apple sta cercando di aggiungere alla narrazione è che quando i dati escono e vanno nel cloud privato sicuro, è come se si prendesse la stessa anonimizzazione dei dati dell'utente e il firewalling di quelle informazioni. Apple non se ne accorge mai”, ha concluso Bajarin.

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