Apple straccia Amazon. Bene Eni


Due pesi massimi di Wall Street hanno pubblicato la trimestrale. Apple vede crescere sia i ricavi che i margini. Amazon mette a segno la minor crescita degli ultimi anni +7% contro il 44% di un anno fa. Crollano i margini depressi dall'aumento dei costi. Bene la trimestrale di Eni. E' sempre super dollaro.


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Vincitori e vinti: Apple straccia Amazon

Il gruppo della mela non teme l’inflazione nel trimestre crescono ricavi e margini ma il management lancia l’allarme per le forniture dalla Cina nel secondo trimestre e nel dopo borsa il titolo perde il 2,2%. Amazon al contrario vede una crescita dei ricavi minore dell’inflazione +7% contro il +44% di un anno fa e un forte crollo dei margini.

Bene i risultati di Eni anche se in parte attesi dal mercato.

Apple

I ricavi sono saliti del 9% a 94,9 miliardi di dollari, 4 miliardi più del previsto. Utile per azione sopra le previsioni e margine lordo pari al 43,7%, 43% era quello atteso, era il 38% un anno fa. I ricavi della divisione smartphone sono saliti del 5,5% a 50,5 miliari di dollari. "Il trimestre e' un testamento alla nostra attenzione senza sosta nell'innovazione e nell'abilita' di creare i prodotti e i servizi migliori al mondo", afferma l’amministratore delegato Tim Cook. Lo stesso Cook ha però ammesso che Apple non è “immune” ai problemi della logistica. L’impatto sulle vendite nel trimestre in corso, secondo il cfo Luca Maestri sarà tra 4 e 8 miliardi di dollari.

Apple mostra di avere pricing power aumentando i ricavi e i margini. Ottimi i dati di crescita soprattutto sul fronte servizi, un’area che pochi anni fa valeva pochissimo sui conti del gruppo insieme agli accessori e che oggi genera circa il 28% dei ricavi. I servizi sono un comparto che piace molto agli analisti perché meno esposti ai problemi di supply chain.

Amazon

La società ha registrato un rallentamento delle vendite e la prima perdita trimestrale dal 2015: rosso da 3,8 miliardi di dollari, sul quale pesano gli effetti negativi dell'investimento in Rivian, il produttore di veicoli elettrici che aspira a diventare la nuova Tesla e che ha perso piu' del 65% del suo valore quest'anno. I ricavi di Amazon nel primo trimestre sono saliti del 7% a 116,4 miliardi di dollari, in deciso rallentamento rispetto al +44% dello stesso periodo dello scorso anno. "La pandemia e la guerra in Ucraina hanno portato una crescita e sfide inusuali", ha affermato l'amministratore delegato Andy Jassy. A deludere gli analisti non sono solo i risultati trimestrali ma anche le stime per il periodo aprile-giugno, quando i ricavi sono previsti fra i 116 e i 121 miliardi.

Amazon delude su due fronti. Il primo la crescita il secondo i margini e il titolo va al tappeto in after hours -10%.

Sul primo tema il gruppo non riesce a tenere il passo con l’inflazione, sul secondo le problematiche sono diverse.

Il gruppo è cresciuto troppo per rispondere alla pandemia a livello di costi e centri logistici e ora fatica a tagliare i costi. Negli ultimi anni ha assunto 730mila persone, alzato stipendi e bonus, spedito prodotti con camion mezzi vuoti per soddisfare velocemente le richieste dei clienti. Ora si trova ad aumentare i costi ai fornitori e il prezzo di Amazon Prime in Usa è di 20 dollari. Dovrà tagliare i costi, è la seconda società in Usa per numero di dipendenti.

Nel video analizzeremo anche i dati di Intel ed Eni poi passeremo a vedere gli effetti del superdollaro sui mercati.