Approfittare degli storni con il certificate sugli indici che rende fino al 10,60% annuo

Gli indici non falliscono mai, parole di Warren Buffett. UniCredit scende in campo con un certificate che sembra studiato ad hoc per queste convulse giornate azionarie, che fissa la data di strike il 9 novembre. Guardiamolo da vicino.
Come sottostanti tre indici azionari, in genere più resilienti rispetto alle singole azioni, un premio potenziale fino al 10,60% annuo grazie alle cedole trimestrali con memoria di 2,65 euro e barriere profonde. Quelle dei premi sono decrescenti del 6% ogni tre mesi dal 90% iniziale al 60% finale. La barriera capitale, osservata solo a scadenza tra due anni, è profonda al 60%.
L’obiettivo del certificate e il timing del lancio è quello di sfruttare al massimo lo storno di questi giorni con la determinazione del livello iniziale postdatata ovvero il 9 novembre.
Questi i punti di forza del certificate di UniCredit con Isin DE000UR4KUN6, che si compra sulla pari a 100 euro ed è costruito su un paniere worst of composto da tre indici: Euro Stoxx Banks, Nasdaq 100 e Nikkei 225.
Possibilità di rimborso anticipato a partire dal terzo mese di vita. Se tutti i sottostanti non avranno perso oltre il 5% rispetto al livello iniziale, l’autocall potrebbe già verificarsi alla prima finestra utile del 18 febbraio 2027. Acquistando oggi a 100 euro, l’investitore riceverebbe così una cedola di 2,65 euro, per un premio del 2,65% in tre mesi, pari al 10,60% annualizzato.
Il premio complessivo del 21,20% a scadenza (al prezzo di oggi di 100 euro e in due anni) è un ritorno difficile da trovare sul mercato italiano per un prodotto dotato di una barriera così profonda e, soprattutto, tenendo presente che i sottostanti sono indici azionari. La loro capacità è di reggere anche nelle fasi di crisi grazie alla rotazione interna dei titoli, che ne modifica nel tempo la composizione e riduce l’impatto degli shock geopolitici.
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Prezzo sulla pari e possibile autocall dal terzo mese
“Gli indici non falliscono mai” amava ripetere Warren Buffett, ma a coniare questa frase è stato il padre degli ETF, John Bogle. Perché tanto amore per gli indici azionari? Il motivo è semplice, gli indici non sono immobili, al loro interno continuano a cambiare composizione, si adattano, i titoli che non tengono il passo coi tempi vengono sostituti. A fine 800 il mercato azionario Usa era predominato dalle compagnie ferroviarie, solo nel 1957 nacque l’indice S&P 500 con un peso predominante dei petroliferi poi fu la volta delle banche mentre ora regna la tecnologia. È un meccanismo di rotazione continua che consente al mercato di assorbire anche gli shock più violenti, inclusi quelli geopolitici, come quello che stiamo vivendo ora con la “Terza Guerra del Golfo” (iniziata ormai più di otto mesi fa), ribattezzata così da alcuni media.
Prezzo sulla pari, rendimento elevato, possibilità di rimborso anticipato già dopo tre mesi e un paniere worst of costruito su tre indici: Euro Stoxx Banks, Nasdaq 100 e Nikkei 225. Sono questi i punti di forza del certificate di Unicredit con Isin DE000UR4KUN6, emesso il 4 novembre e acquistabile oggi a 100 euro. Da martedì 10 novembre il prezzo del prodotto inizierà a muoversi in linea con l’andamento dei sottostanti, dopo che lunedì in chiusura saranno fissati i livelli iniziali dei tre indici del paniere. Un aspetto interessante riguarda proprio il Nasdaq 100 e il Nikkei 225, i due indici più volatili del basket, che nelle ultime sedute hanno già subito correzioni significative, allontanandosi dai massimi recenti. Questo significa partire da livelli iniziali già ridimensionati rispetto ai picchi precedenti, con il vantaggio di fissare anche le barriere su valori assoluti più bassi.
Vediamo ora nel dettaglio come funziona il certificate e quali sono i pregi e difetti. UniCredit introduce una struttura molto efficiente per aumentare la probabilità di staccare tutti i premi trimestrali con memoria di 2,65 euro ciascuno, per un rendimento annuo che può raggiungere il 10,60%. La barriera cedolare parte dal 90% del livello iniziale dei sottostanti, per scendere velocemente, del 6% ogni tre mesi, al 60% alla data di valutazione del 18 maggio 2028 e poi rimane fissa fino a scadenza (16 novembre 2028).
Il punto di forza del certificate è proprio quello di associare l’effetto memoria sulle cedole a una barriera cedolare più bassa a scadenza. Il risultato sarà quello di avere come barriera finale di tutte le cedole, quella più bassa più profonda al 60%, e allo stesso tempo alzare il rendimento medio rispetto a un certificate con barriera fissa. In questo modo, l’investitore può incassare a scadenza tutte le cedole per complessivi 21,20 euro (21,20% di premio potenziale totale se si compra oggi a 100 euro), come se la barriera fosse sempre stata al 40%, ovvero se nessuno dei sottostanti avrà perso il 60% dal valore iniziale.
Dopo tre mesi di vita l’investitore potrebbe approfittare del rimborso anticipato con cadenza trimestrale: il meccanismo di autocall scatterà dal 18 febbraio 2027, quando il certificate potrà essere liquidato a 100 euro con la quotazione di tutti i sottostanti almeno pari a 95% del livello iniziale. A quel punto l’investitore riceverà anche una cedola da 2,65 euro, portando l'incasso complessivo a 102,65 euro (2,65% in tre mesi e 10,60% annualizzato).
Il capitale, a scadenza (16 novembre 2028), è protetto da una barriera posta al 60% del livello iniziale del sottostante, all’interno del paniere, con la performance peggiore. La prossima data di valutazione mensile è fissata per il 18 febbraio 2027.
Ogni tre mesi un premio con memoria di 2,65 euro
Il flusso cedolare rappresenta uno dei principali punti di forza del certificato con Isin DE000UR4KUN6. Ogni trimestre l’investitore può incassare un premio con memoria del 2,65% del nominale (100 euro), pari a 10,60 euro in un anno. In ogni data di osservazione trimestrale, il premio verrà distribuito se nessuno dei sottostanti si troverà sotto una barriera discendente nel tempo: infatti, parte dal 90% del valore iniziale e si abbassa del 2% ogni tre mesi per arrivare al 60% alla data di valutazione del 18 maggio 2028 e poi rimane fissa fino a scadenza (16 novembre 2028), rendendo più probabile il pagamento dei premi. L’ultima condizione (barriera premi al 60%% del livello iniziale) verrà applicata a tutte le cedole anche a quelle in memoria.
Un ruolo importante lo ricopre infatti l’effetto memoria: un premio non pagato non è definitivamente perso ma rimane in pancia al prodotto. Nelle successive date di osservazione, qualora si verifichino le condizioni che danno diritto al pagamento, i premi non pagati in precedenza vengono distribuiti tutti insieme compresa la cedola relativa a quel periodo di osservazione.
L'obiettivo di questo certificate è quello di aumentare le possibilità di stacco di tutti i premi, grazie a una barriera finale al 60% unita all’effetto memoria che vale per tutte le cedole anche quelle iniziali. Il mix di queste due caratteristiche fa sì che per portare a casa tutti gli otto premi previsti, nessuno dei sottostanti dovrà crollare del 40% dal livello iniziale all’ultima data di osservazione, ovvero il 16 novembre 2028. A quel punto l’investitore, al prezzo di oggi di 100 euro, avrà portato a casa un flusso di cedole pari a 21,20 euro, pari a un premio da qui alla scadenza (tra due anni) del 21,20% (10,60% annualizzato) se nessuno dei sottostanti sarà crollato del 40% dal livello iniziale.
Non va dimenticata l’efficienza fiscale dei certificate. I premi di questo prodotto sono considerati dal Fisco “redditi diversi” e, in quanto tali, possono compensare le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore. Con questo sistema è possibile recuperare il credito fiscale derivante dalle perdite registrate entro i successivi quattro anni dalla loro realizzazione.
Due scenari possibili alla scadenza finale
L’obiettivo del certificate con Isin DE000UR4KUN6 è quello di arrivare a scadenza, offrendo un rendimento elevato distribuendo tutte le cedole grazie all’effetto memoria e a una barriera cedolare discendente fino al 60%. La barriera capitale, osservata solo alla scadenza (16 novembre 2028), è fissata al 60%, e protegge il capitale investito da discese fino a -40% dal valore iniziale dei sottostanti. In caso di mancato evento di autocall, alla scadenza naturale saranno due gli scenari possibili:
- Se tutti e quattro i sottostanti quoteranno almeno pari al 60% del valore iniziale, il certificate verrà rimborsato al valore di emissione di 100 euro a cui vanno aggiunti 21,20 euro di premi. L’investitore riceverà quindi anche l’ultima cedola trimestrale e i premi eventualmente non pagati trattenuti in memoria. Considerato il prezzo di acquisto attuale di 100 euro, il premio complessivo a scadenza raggiungerebbe il 21,20% (10,60% annualizzato).
- Se, invece, alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti quoterà sotto il 60% del valore iniziale, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore degli indici all'interno del paniere. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali premi staccati durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare in parte la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare dei premi distribuito.
I tre protagonisti del paniere
EURO STOXX BANKS
L’Euro Stoxx Banks è il principale indice di riferimento per il settore bancario dell'Eurozona e comprende alcuni dei maggiori istituti europei, tra cui Banco Santander, BBVA, UniCredit, Intesa Sanpaolo, BNP Paribas, ING e Deutsche Bank. All'interno del basket rappresenta l'esposizione al settore finanziario europeo, protagonista negli ultimi anni di una significativa rivalutazione grazie alla crescita degli utili, alla solidità patrimoniale e alla remunerazione degli azionisti. Le banche europee hanno beneficiato di margini d'interesse elevati, pur dovendo affrontare i cambiamenti della politica monetaria della Bce. Tra i principali fattori di sostegno figurano la tenuta della redditività, la distribuzione di dividendi, i programmi di riacquisto di azioni proprie e il consolidamento bancario europeo, con operazioni e dossier che coinvolgono alcuni dei maggiori gruppi del continente. Il settore resta tuttavia sensibile all'andamento dei tassi, alla crescita economica e al rischio di deterioramento della qualità del credito. Un eventuale rallentamento dell'economia europea potrebbe infatti tradursi in maggiori accantonamenti e pressioni sugli utili. La presenza di numerosi istituti distribuiti tra diversi Paesi permette comunque di ridurre il rischio legato alla singola banca, pur mantenendo un'esposizione concentrata su un unico settore. La forza di questo comparto rimane l’elevato livello dei tassi di interesse che offre alle banche la possibilità di ampliare i margini.
NASDAQ 100
Il Nasdaq 100 è uno dei principali indici azionari americani e raccoglie 100 delle maggiori società non finanziarie quotate al Nasdaq, con una forte presenza dei colossi tecnologici come Nvidia, Microsoft, Apple, Amazon, Alphabet, Meta e Broadcom. L’indice ha corretto in maniera sostanziale negli ultimi giorni (-15% dai massimi di inizio ottobre) e questa potrebbe rappresentare una buona posizione di ingresso soprattutto se ci si è dotati, come nel caso del certificate, di una buona protezione. All'interno del basket, questo indice, rappresenta l'esposizione alla tecnologia americana e ai grandi temi di crescita dell'economia digitale, a partire dall'intelligenza artificiale, dai semiconduttori e dal cloud computing. Negli ultimi anni l'indice ha beneficiato soprattutto degli investimenti nell'AI, che hanno sostenuto la domanda di chip avanzati, infrastrutture informatiche e capacità di calcolo. I principali catalyst restano la crescita degli utili delle Big Tech, l'espansione degli investimenti nell'intelligenza artificiale, la monetizzazione delle nuove tecnologie e l'evoluzione dei tassi d'interesse americani. Le prospettive di lungo periodo rimangono legate alla capacità delle società di trasformare gli ingenti investimenti in una crescita effettiva dei profitti. La forte concentrazione nei grandi gruppi tecnologici rappresenta tuttavia un elemento di rischio: valutazioni elevate, delusioni sui risultati trimestrali o un ridimensionamento delle aspettative sull'AI possono provocare correzioni anche significative.
NIKKEI 225
Il Nikkei 225 è il principale indice azionario giapponese e comprende 225 società quotate alla Borsa di Tokyo, tra cui grandi gruppi industriali, tecnologici e finanziari come Toyota, Sony, Tokyo Electron, Advantest e SoftBank Group. All'interno del basket rappresenta l'esposizione al mercato giapponese, sempre più coinvolto nella crescita degli investimenti tecnologici e nella trasformazione delle catene produttive globali. Una delle principali spinte arriva dal settore dei semiconduttori e delle apparecchiature per la produzione di chip, sostenuto dalla domanda legata all'intelligenza artificiale e allo sviluppo dei data center. Accanto alla tecnologia, il mercato giapponese beneficia delle riforme della governance societaria, della maggiore attenzione alla redditività del capitale e dei programmi di remunerazione degli azionisti. I principali catalyst sono quindi la crescita della domanda di semiconduttori, il miglioramento della redditività delle imprese, gli investimenti industriali e l'evoluzione dello yen. Proprio la valuta rappresenta uno dei fattori più importanti: un rafforzamento dello yen può penalizzare gli esportatori giapponesi, mentre le decisioni della Bank of Japan sui tassi possono influenzare le valutazioni azionarie. L'indice presenta inoltre una caratteristica particolare: è ponderato in base al prezzo delle azioni e non alla capitalizzazione di mercato, rendendolo particolarmente sensibile ai movimenti di alcuni titoli tecnologici. Anche in questo caso, il timing potrebbe rilevarsi ottimali, l’indice ha perso il 19% dai massimi di inizio ottobre.
Tre mercati differenti, ma con ruoli ben distinti all'interno del certificate. L'Euro Stoxx Banks offre un'esposizione alla redditività e al consolidamento del settore bancario europeo, mentre il Nasdaq 100 rappresenta il motore tecnologico americano, sostenuto dagli investimenti nell'intelligenza artificiale e dalla crescita delle grandi società digitali. Il Nikkei 225 aggiunge la componente giapponese, con un'esposizione significativa alla tecnologia, all'industria e ai semiconduttori. Un elemento interessante riguarda Nasdaq 100 e Nikkei 225, che hanno già registrato correzioni davvero importanti rispetto ai massimi recenti: fissare i livelli iniziali dopo questi ribassi significa determinare anche barriere su valori assoluti più bassi rispetto a quelli che si sarebbero ottenuti sui precedenti picchi di mercato. La diversificazione geografica e settoriale rappresenta infine un ulteriore elemento distintivo del certificate con Isin DE000UR4KUN6.
Attenzione: Il Certificate DE000UR4KUN6 è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.
Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
Unicredit gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.
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