Argento: massimi storici e crollo improvviso, mercato in piena volatilità

Il mercato dell’argento entra in una fase di forte tensione, con prezzi che aggiornano nuovi massimi storici per poi correggere bruscamente nel giro di poche ore. Il movimento riflette una combinazione di fattori macro, finanziari e fisici che stanno alimentando il rally, ma anche una volatilità estrema che impone cautela e un monitoraggio costante dei driver sottostanti.
Indice dei contenuti
Massimi storici e brusca inversione
La seduta di ieri 29 gennaio si è rivelata emblematica della fase attuale del mercato dell’argento. Il metallo prezioso ha esteso un movimento già esplosivo nelle settimane precedenti, spingendosi fino a nuovi massimi storici in area 121,68 dollari l’oncia, prima di registrare un arretramento improvviso a quota 110 dollari. Oggi l'argento segna un forte ribasso del 14% circa sotto 100 dollari. Un andamento che segnala un contesto in cui i compratori appaiono disposti a pagare qualunque prezzo pur di aumentare l’esposizione o partecipare al rally in corso. Come si legge in una nota di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, basta però una notizia macro positiva in chiave risk-on, come i solidi dati su ordini di beni durevoli e ordini industriali, per innescare correzioni molto violente.
La volatilità estrema che caratterizza questa fase suggerisce un approccio più prudente alle operazioni sull’argento. In parallelo, l’intero comparto dei preziosi mantiene un’impostazione strutturalmente rialzista, con l’oro ancora in testa pur mostrando nella stessa seduta una marcata correzione. Questo rafforza l’idea, secondo Diodovich, di un posizionamento crescente sui real assets, all’interno del quale l’argento tende a comportarsi come una leva del settore: accelera più dell’oro quando i flussi entrano e corregge in modo più aggressivo quando il flusso si inverte.
I driver del rally tra macro, industria e finanza
Il forte apprezzamento dell’argento non può essere letto come un semplice riflesso del movimento dell’oro. Dal punto di vista di Diodovich, il rally è il risultato di una combinazione di fattori che agiscono simultaneamente. La prima componente è quella di bene rifugio. In un contesto di incertezza geopolitica e macroeconomica, l’argento torna ad attirare domanda di protezione, soprattutto da parte di investitori alla ricerca di alternative tangibili rispetto al rischio politico, agli shock sui prezzi e alle fragilità delle catene di approvvigionamento. Non si tratta solo di timore, ma anche di una crescente esigenza di diversificazione e copertura da scenari avversi.
Accanto a questo elemento, spiega Diodovich, emerge la componente industriale, spesso sottovalutata. L’argento non è soltanto un metallo da investimento, ma rappresenta anche un input industriale strategico. Quando aumenta la percezione di una domanda robusta lungo le filiere tecnologiche ed energetiche, il mercato tende a prezzare un equilibrio più teso tra domanda e offerta, rendendo il movimento potenzialmente più persistente rispetto a un rally puramente finanziario.
A questi fattori si aggiunge la dimensione finanziaria, con dinamiche tipiche dei mercati in trend: rincorsa dei prezzi alimentata da momentum e FOMO, ricoperture di posizioni corte, maggiore utilizzo di derivati e strumenti a leva, oltre a ribilanciamenti sistematici. Come sottolinea Diodovich, l’argento amplifica questi effetti perché strutturalmente più volatile e capace di reagire in modo rapido ai cambiamenti di sentiment.
Dollaro, domanda asiatica e rischio di pullback
Il contesto macroeconomico continua a svolgere un ruolo centrale nell’alimentare il rally dei preziosi. Un driver ricorrente è rappresentato dalla combinazione di dollaro più debole e crescente ricerca di coperture. Quando il biglietto verde arretra, i metalli prezzati in dollari diventano relativamente più accessibili a livello globale, attirando nuovi flussi di capitale. A questo si aggiunge la percezione di rischio legata a fattori come dazi, tensioni geopolitiche e incertezza politica, che tende a incorporare un premio nelle quotazioni. In questo scenario, osserva Diodovich, la domanda non è solo di natura finanziaria, ma assume sempre più le caratteristiche di una domanda di protezione.
Un elemento che merita particolare attenzione è la domanda retail e fisica proveniente dall’Asia, con un focus specifico sulla Cina. Secondo Diodovich, se il rally dell’argento è sostenuto anche dal mercato fisico, diventa più difficile raffreddarlo con semplici prese di profitto di natura tecnica, perché i pullback tendono a essere riassorbiti più rapidamente. Al contrario, se a dominare è la sola componente finanziaria, aumenta sensibilmente il rischio di correzioni improvvise e più profonde.
Quando l’argento entra in una fase dominata dal momentum, spiega Diodovich, la volatilità diventa parte integrante della dinamica di mercato. Breakout tecnici, inseguimento del prezzo e rapidi riprezzamenti delle aspettative possono amplificare i movimenti, dando vita a un andamento a strappi, fatto di accelerazioni violente e correzioni altrettanto rapide. Più il movimento assume una traiettoria verticale, conclude Diodovich, maggiore diventa la probabilità che anche un evento apparentemente minore (un dato macro, una notizia geopolitica, un rimbalzo del dollaro o un cambio di tono di una banca centrale) possa innescare prese di profitto aggressive, come dimostrato dalla rapida discesa sotto quota 100 dollari dopo il test dei massimi a 121,68 dollari.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!


