Arrivano i dividendi a Piazza Affari: l’elenco per lunedì 20 novembre


La prossima settimana inizierà con lo stacco dei dividendi per nove società quotate alla borsa di Milano, dopo che nel terzo trimestre solo Eni ed Enel erano state le uniche società che hanno reso ‘felici’ i propri soci.


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Verso il giorno dei dividendi

Si avvicina il ‘Dividend Day’ di lunedì 20 novembre a Piazza Affari, appuntamento importante in quanto i titoli coinvolti ne saranno condizionati.

L’elenco comprende quattro componenti del principale indice di Milano ed altre cinque società quotate alla borsa italiana.

Tra le società che avevano già staccato il dividendo ci sono Eni e STMicroelectronics, con il colosso petrolifero che il 18 settembre 2023 ha distribuito la prima delle quattro tranche del dividendo 2024 e relativo all’esercizio 2023.

Il gruppo italofrancese, invece, ha staccato la seconda tranche della cedola collegata all’esercizio 2022, sempre alla stessa data.

A chi spetta il dividendo?

Il dividendo deciso da una società quotata spetta all’azionista che possiede l’azione all’apertura del giorno in cui il titolo stacca la cedola, mentre nel giorno di pagamento si riceva fisicamente l’importo corrispondente.

Pertanto, già all'apertura delle contrattazioni del giorno di pagamento potranno essere messi in vendita i titoli posseduti mantenendo il diritto ad incassare il dividendo, in quanto nello stesso giorno il titolo quoterà già ex dividendo.

Puntare sui dividendi

In un contesto turbolento per i mercati, tra tensioni geopolitiche e tassi alti, “puntare sull’esposizione a società con elevato dividendo è tipicamente una scelta ‘difensiva’”, spiegano da WebSim Intermonte.

Tra i vantaggi di puntare su strumenti che investono sulle strategie orientate ai dividendi c’è anche quello di rafforzare la logica della diversificazione della propria asset allocation.

I dividendi “continueranno a fare la loro parte, specialmente con una popolazione mondiale che invecchia e che farà sempre più affidamento sul ‘flusso di reddito’ per integrare gli anni di pensionamento: entro il 2030, si prevede, per esempio, che 73 milioni di americani avranno più di 65 anni, più di uno su cinque, con un aumento del 49% rispetto ai livelli del 2016”, aggiungono dalla sim.

Inoltre, “le società che hanno aumentato costantemente il dividendo o che hanno mantenuto un elevato flusso di dividendi nel tempo, dal 1977 hanno sovraperformato nei periodi successivi all'aumento dei tassi di interesse decisi dalla Federal Reserve”, concludono da WebSim.

L’elenco dei dividendi di lunedì 20 novembre 2023

Banca IFIS – 1,20 euro (acconto 2023)

Banca Mediolanum – 0,28 euro (acconto 2023)

Danieli – ordinarie 0,31 euro, risparmio 0,3307

Eni - 0,23 euro (seconda tranche 2023) – 0,24 euro (prima tranche 2023 18/09/2023)

Intesa Sanpaolo – 0,144 euro (acconto 2023)

Mediobanca – 0,85 euro

Poste Italiane – 0,237 euro (acconto 2023)

Recordati – 0,57 euro (acconto 2023)

Terna – 0,1146 euro (acconto 2023)

I dividendi successivi

11 dicembre 2023: STMicroelectronics – 0,06 dollari (trimestrale)

22 gennaio 2024: Enel – 0,215 euro (acconto 2023)

22 gennaio 2024: Snam – 0,1128 euro (acconto 2023)

19 febbraio 2024: Banca Generali – 0,65 euro

18 marzo 2024 – STMicroelectronics – 0,96 dollari (trimestrale)

Il quadro italiano

Un’analisi sui dividendi italiani è stata realizzata dal Global Dividend Index di Janus Henderson, dalla quale emerge come Eni ed Enel siano state le uniche società ad aver pagato dividendi nel terzo trimestre 2023.

Il quadro nel nostro Paese resta incerto, secondo Federico Pons, Country Head per l’Italia di Janus Henderson Investors.

Se le due società hanno registrato una crescita sottostante del 4,2%, “gli aumenti dei dividendi per azione sono stati superiori, ma il programma di riacquisto di azioni proprie di Eni ha fatto sì che il totale distribuito non tenesse il passo con l’aumento del dividendo per azione annunciato dalla società”, spiega l’analista.

Gli analisti di JH hanno calcolato che finora le società italiane incluse nel Global Dividend Index hanno versato ai loro soci 14,5 miliardi di euro di dividendi, compresi i 170 milioni attribuiti alle variazioni dell’indice stesso.

Una cifra che rappresenta un incremento sottostante dell’11,5% rispetto ai 12,9 miliardi distribuiti da gennaio a settembre 2022.

Secondo il rapporto, la crescita sottostante in Italia è stata del 18,8%, ben oltre la media regionale e globale, e Unicredit ha contribuito in particolare alla crescita, praticamente raddoppiando il dividendo dopo aver registrato il migliore risultato negli ultimi 10 anni.

Per quanto riguarda il prossimo trimestre, comunque, le prospettive “sono positive e potrebbero significare un dividendo record per l’Italia quest’anno”, prevede Pons.

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