L’arrivo della Pasqua apre alla pace, borse in rialzo

01/04/2026 06:30
L’arrivo della Pasqua apre alla pace, borse in rialzo

L'Iran ha la "volonta' necessaria" per porre fine alla guerra in corso con Israele e gli Stati Uniti, ma sta cercando garanzie che il conflitto non si ripeta. Trump dice che la guerra potrebbe finire nel giro di due o tre settimane, anche senza un accordo di pace: una comunicazione importante sul tema è in agenda per oggi.

C’è un piano in cinque punti per "ristabilire la pace e la stabilità nel Golfo e nella regione del Medio Oriente". E' la proposta congiunta annunciata dai ministri degli Esteri di Cina e Pakistan, Wang Yi e Ishaq Dar.

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La disponibilità dell’Iran a prendere in considerazione la via del negoziato arrivata ieri dal presidente del Parlamento Masoud Pezeshkian, insieme alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla possibilità di terminare la guerra nel giro di due o tre settimane, stanno portando su l’azionario in tutto il mondo.

Ieri l’S&P500 ha chiuso in rialzo del 2,9% e il Nasdaq del 3,8%.

Nel corso della notte la propensione al rischio è ulteriormente migliorata: la Casa Bianca ha fatto sapere che oggi ci saranno importanti aggiornamenti sulla guerra in Iran da parte del presidente.

L’indice MSCI Asia Pacific sale del 4,5%, si mettono in luce le società del tech.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +1,7%.

MEDIO ORIENTE

L'Iran ha la "volonta' necessaria" per porre fine alla guerra in corso con Israele e gli Stati Uniti, ma sta cercando garanzie che il conflitto non si ripeta. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Donald Trump ha detto ieri sera che le operazioni militari nel Golfo Persico termineranno a breve. “Direi che entro due settimane, forse due settimane, forse tre», ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca ieri sera. “Ce ne andremo perché non c'è motivo per cui dovremmo farlo”.

Trump ha ribadito che un accordo con Teheran non è necessario per la fine della guerra. “Abbiamo avuto un cambio di regime. Il cambio di regime non era uno dei miei obiettivi. Avevo un solo obiettivo: non avrebbero avuto armi nucleari, e quell'obiettivo è stato raggiunto. Non avranno armi nucleari”, ha detto Trump.

MEDIAZIONE

Un piano in cinque punti per "ristabilire la pace e la stabilità nel Golfo e nella regione del Medio Oriente". E' la proposta congiunta annunciata dai ministri degli Esteri di Cina e Pakistan, Wang Yi e Ishaq Dar, dopo un incontro a Pechino in cui hanno stabilito di “rafforzare la comunicazione strategica e il coordinamento riguardo alla situazione in Iran e ad altre questioni internazionali di interesse reciproco", secondo il resoconto cinese.

I cinque punti riguardano la cessazione immediata delle ostilità per evitare che il conflitto si allarghi e l’accesso dell'assistenza umanitaria a tutte le aeree colpite; l'avvio “il prima possibile" di colloqui di pace con un appello alle parti ad astenersi dall'uso o dalla minaccia della forza durante i negoziati; lo stop agli attacchi contro i civili e obiettivi non militari, come le infrastrutture energetiche e nucleari e gli impianti di desalinizzazione; il rapido ripristino del "passaggio sicuro per le navi civili e commerciali" nello Stretto di Hormuz; infine il quinto punto richiama a un “vero multilateralismo" e al "primato della Carta delle Nazioni" per incoraggiare il raggiungimento di un accordo di pace.

Fonti di Channel 12 hanno inoltre riferito che la Casa Bianca non si oppone all'iniziativa pachistana e cinese. Intervistato dall'emittente israeliana sull'argomento, lo stesso Trump non ha criticato la mossa ma non ha nemmeno confermato che gli Stati Uniti accetteranno il piano di Pechino e Islamabad. "I negoziati con l'Iran per porre fine alla guerra stanno procedendo bene”, si è limitato a ribadire ancora una volta il presidente americano.

ASIA

Nikkei di Tokyo +4,5%, si apprezza lo yen, a 158,8 su dollaro. Il tasso di rendimento del bond governativo a quarant’anni scende di tredici punti base al 3,79%.

Le grandi aziende manifatturiere giapponesi hanno mostrato maggiore fiducia nello stato delle condizioni economiche per il quarto trimestre consecutivo, nonostante lo scoppio della crisi in Medio Oriente, un risultato che supporta la politica della Banca del Giappone di continuare ad aumentare i tassi di interesse.

L'indice di fiducia delle imprese è salito a marzo a 17, rispetto al valore rivisto di 16 del trimestre precedente, secondo l'indagine Tankan della Banca del Giappone pubblicata stanotte. Il risultato ha superato la previsione mediana degli economisti, pari a 16.

Indice KOSPI di Seul +8,3% grazie alla spinta delle società delle memorie chip.

Taiex di Taipei +4,4%.

Hang Seng di Hong Kong +2%.

BOND

Scendono i rendimenti un po’ ovunque, in Europa anche per effetto delle prime indicazioni sulla traiettoria dell’inflazione in marzo arrivate nel corso dalla mattinata. I prezzi al consumo stanno accelerando principalmente a causa della componente energia, l’inflazione di fondo non si è mossa, anzi, ha leggermente rallentato nella zona euro. Bund decennale al 3,00% di tasso di rendimento, da 3,09% di inizio settimana, massimo dal 2009. BTP a 3,90%.

Treasury Note a dieci anni al 4,29%

La Federal Reserve Bank di Cleveland stima che l'indice dei prezzi al consumo a marzo si attesterà al 3,3% su base annua, in aumento rispetto al 2,4% di febbraio.

"Questo shock petrolifero arriva in un momento in cui l'inflazione è già troppo alta da troppo tempo. Non credo che possiamo permetterci di sottovalutare i rischi per le aspettative di inflazione", ha dichiarato martedì Jeff Schmid, presidente della Fed di Kansas City. "Con l'inflazione già alle stelle, non è il momento di presumere che l'inflazione derivante dall'aumento dei prezzi del petrolio sarà transitoria.”

CRYPTO AZIONI

Bitcoin stamattina in rialzo a 68.200 dollari.

La possibilità di offrire la negoziazione di titoli azionari “tokenizzati” senza dover ottemperare immediatamente alle stesse normative a cui sono soggette le società finanziarie tradizionali e le borse valori, dovrebbe essere concessa questo mese dalla Securities and Exchange Commission a Coinbase ed alle altre società del settore.

Dell’arrivo di questo documento di esenzione parlava ieri Barron’s. Le società delle criptovalute avranno così la possibilità temporanea di svolgere attività quali l'emissione e la negoziazione di titoli tokenizzati senza la piena registrazione come broker o borse valori.

Alcune società finanziarie tradizionali e la loro principale associazione di categoria, la Securities Industry and Financial Markets Association (Sifma), hanno cercato in questi mesi di limitare al massimo la durata dell’esenzione.

Il petrolio tipo Brent tratta a 105 dollari il barile, in lieve rialzo dopo il calo di oltre il 3% di ieri. Oro poco mosso a 4.670 dollari l’oncia, marzo, con il calo del 12%, è stato il peggior mese dal 2008.

NUCLEARE

Già prima della chiusura dello Stretto di Hormuz l’Europa aveva iniziato a lavorare alla riscoperta delle centrali nucleari, il petrolio stabilmente sopra quota cento dollari dovrebbe dare un'ulteriore spinta ai programmi di realizzazione entro il 2025 di nuova capacità produttiva compresa tra 75 e 135 GW.

“Le centrali nucleari richiedono ingenti capitali e hanno una lunga durata. Ciò significa che, anche con il sostegno statale, la loro redditività dipende dalla capacità dei mercati del debito di fornire i finanziamenti necessari, mantenendo al contempo prezzi dell'elettricità competitivi e rispettando i criteri di investimento sostenibile” si legge nel report di S&P Global intitolato “Il ruolo chiave dei mercati del debito nel finanziamento della rinascita nucleare europea”. Gli analisti calcolano che la costruzione di 60 GW di nuovi reattori richiederebbe oltre 700 miliardi di euro di debito. “Questo presuppone un periodo di costruzione di otto anni, un indebitamento del 60% e costi di esercizio di 10.000 euro/kW per costruire 60 GW di nuovi reattori”.

Inoltre, il prolungamento della vita operativa dell'attuale flotta di centrali potrebbe richiedere fino a 70 miliardi di euro di debito. Una parte di questo finanziamento sarà fornita dai governi: ad esempio, lo Stato francese si è impegnato a prestare il 60% dei costi di costruzione a un tasso agevolato potenzialmente dello 0% durante la fase di costruzione. Tuttavia, i mercati del debito privati saranno essenziali per colmare il divario rimanente.

TITOLI

Stellantis. Leapmotor ha stipulato un accordo per il trasferimento dei crediti di emissione generati in Europa e nel Regno Unito nel corso del 2026 alle controllate di Stellantis.

L'accordo riguarda i crediti derivanti dalla vendita e dall'immatricolazione di tutti i veicoli elettrici a batteria e dei modelli elettrici a autonomia estesa a marchio Leapmotor dal 31 marzo al 31 dicembre

Campari ha costituito il programma per emissioni obbligazionarie denominato “Euro Medium Term Note” per massimo 2 miliardi di euro, destinato esclusivamente a investitori istituzionali. Il programma ha una validità di 12 mesi e sarà soggetto ad aggiornamento su base annuale.

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