Auto cinesi, i dazi Ue non funzionano: vendite record in Europa

Auto cinesi, i dazi Ue non funzionano: vendite record in Europa

Secondo Dataforce, i marchi cinesi ad aprile hanno superato il 15% delle vendite di veicoli elettrici in Europa, raggiungendo il 10% dellโ€™intero mercato automobilistico. Prezzi bassi, tecnologia e fabbriche in Europa neutralizzano lโ€™effetto delle tariffe volute da Bruxelles

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Immatricolazioni cinesi piรน che raddoppiate in un anno

Le auto cinesi continuano a guadagnare terreno in Europa, nonostante i dazi imposti dallโ€™Unione Europea sulle vetture elettriche prodotte in Cina. Secondo i dati diffusi dalla societร  di ricerca Dataforce, ad aprile i marchi cinesi hanno superato per la prima volta il 15% delle vendite europee di auto elettriche, confermando una crescita che appare difficile da arrestare.

Le immatricolazioni di auto elettriche cinesi, incluse quelle di gruppi come BYD e Chery Automobile, sono piรน che raddoppiate rispetto a un anno fa, raggiungendo 38.281 unitร . Nel complesso, i costruttori cinesi si avvicinano ormai al 10% dellโ€™intero mercato automobilistico europeo.

Dazi fino al 35%, ma lโ€™effetto รจ limitato

Lโ€™Unione Europea ha introdotto nel 2024 dazi aggiuntivi sulle auto elettriche costruite in Cina, che si sommano alla tariffa standard del 10% giร  esistente. A seconda del produttore, le aliquote supplementari arrivano fino al 35,3%.

Lโ€™obiettivo di Bruxelles era rallentare lโ€™avanzata delle auto cinesi, accusate di beneficiare di sussidi pubblici eccessivi. Ma i numeri mostrano che, almeno finora, lโ€™effetto รจ stato modesto.

I produttori cinesi hanno infatti reagito in piรน modi: assorbendo parte dei costi, puntando sui modelli ibridi plug-in - non colpiti dai dazi - e accelerando i piani industriali in Europa.

Prezzi bassi e tecnologia convincono i clienti

Il successo delle auto cinesi nasce soprattutto dal rapporto qualitร -prezzo. In molti casi, i modelli arrivati dalla Cina costano meno delle equivalenti vetture europee e offrono tecnologie considerate competitive, soprattutto sul fronte software e autonomia delle batterie.

Nel segmento delle ibride plug-in, i marchi cinesi rappresentano ormai quasi il 29% delle vendite europee del mese di aprile, segnale che la strategia di diversificazione sta funzionando.

Particolarmente forte la crescita nel Regno Unito, dove non esistono dazi sulle elettriche importate dalla Cina. Secondo Dataforce, circa unโ€™auto nuova su sette venduta nel Paese appartiene ormai a un marchio cinese.

La strategia: produrre direttamente in Europa

Per consolidare la loro presenza ed evitare lโ€™impatto delle tariffe, i costruttori cinesi stanno accelerando gli investimenti industriali nel continente.

BYD sta costruendo nuovi impianti produttivi nellโ€™Unione Europea, mentre altri gruppi cercano accordi con produttori europei per utilizzare fabbriche sottoutilizzate.

Anche Stellantis si sta muovendo in questa direzione attraverso partnership industriali con aziende cinesi come Leapmotor e Dongfeng Motor.

รˆ un passaggio che potrebbe cambiare profondamente gli equilibri dellโ€™industria automobilistica europea: da semplici esportatori, i gruppi cinesi stanno diventando produttori radicati direttamente nel mercato europeo.

Perchรฉ la sfida preoccupa lโ€™industria europea

Per i costruttori europei il problema non รจ soltanto il prezzo. Le case cinesi stanno migliorando rapidamente anche sul piano tecnologico e del design, entrando progressivamente in segmenti piรน redditizi e rivolgendosi non solo ai clienti โ€œlow costโ€, ma anche alla fascia premium.

รˆ il caso di Denza, marchio di fascia alta lanciato da BYD in Europa.

Per lโ€™industria europea, giร  alle prese con la costosa transizione elettrica e con margini sotto pressione, la concorrenza cinese rischia quindi di diventare strutturale. E i dati di Dataforce suggeriscono che i dazi, da soli, potrebbero non bastare a fermarla.

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