Alphabet a caccia di autonomia sui chip IA: si tratta con Marvell

Nel caso in cui l’accordo dovesse andare in porto, la casa madre di Google potrebbe diversificarsi da Broadcom proprio mentre la domanda di chip è molto alta in quanto le aziende cercano alternative ai costosi modelli di Nvidia.
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Trattative tra Alphabet e Marvell
Obiettivo indipendenza da Broadcom. Con questo fine, Alphabet starebbe trattando con Marvell Technology, produttore di circuiti integrati di comunicazione e archiviazione, per ottenere la fornitura di due nuovi chip finalizzati all’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale più efficienti di quelli attuali.
L’indiscrezione è stata riportata da The Information, secondo la quale l’accordo potrebbe riguardare due chip diversi: un’unità di elaborazione della memoria per integrare l'unità di elaborazione tensoriale della società madre di Google e una nuova TPU costruita per l'esecuzione di modelli di IA.
Autonomia dei chip
La mossa di Alphabet rientra nella strategia seguita da molte società tecnologiche finalizzate a ridurre la dipendenza da fornitori esterni di chip, espandendo così le loro possibilità di avere chip personalizzati.
Attualmente Google utilizza le TPU per l'addestramento dei modelli di IA per rispondere alle domande degli utenti, processo noto come inferenza, e collabora con Broadcom per la progettazione dei suoi chip.
Nel caso in cui l’accordo con Marvell dovesse andare in porto, Alphabet potrebbe diversificarsi da Broadcom proprio mentre la domanda di chip è molto alta in quanto le aziende cercano alternative ai costosi modelli di Nvidia.
Andamento in borsa e valutazione
A Wall Street, intanto, il titolo della società proprietaria di Google aprono in flessione di un punto percentuale, scendendo a 338 dollari, mentre Marvell guadagna il 5% sulla spinta della notizia odierna.
Le azioni di Alphabet sono valutate circa 28,6 volte gli utili attesi nei prossimi 12 mesi, un multiplo che la mantiene competitiva rispetto ai giganti del settore tecnologico.
Il sentiment di Wall Street resta positivo: il consenso degli analisti è strong buy, con un target medio sopra gli attuali livelli di prezzo, segnale che il mercato continua a scommettere sulla crescita legata all’intelligenza artificiale e al cloud.
Per quanto riguarda Marvell, il titolo viene scambiato a 33,35 volte le stime dei suoi utili per i prossimi 12 mesi, rispetto alle 27,84 di Broadcom. Il rating medio di 44 analisti che coprono Marvell è buy e il loro target price mediano è di 125 dollari, secondo i dati compilati da LSEG.
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