Apple, cambio al vertice tra nuove sfide

Da settembre finisce ufficialmente l’era Tim Cook e il suo successore si troverà davanti soprattutto la sfida dell’intelligenza artificiale, settore nel quale non ha brillato fino a questo momento.
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Il cambio al vertice in Apple
Finisce l’era di Tim Cook come amministratore delegato di Apple. Al suo posto John Ternus, 50 anni e già molta esperienza nella società, considerato da molti un predestinato alla successione dello storico manager.
Il cambio avverrà ufficialmente dal 1° settembre alla vigilia della trimestrale (30 aprile) dopo che le voci di un cambio al vertice si rincorrevano da alcuni mesi con il nome di Ternus sempre quale erede designato.
La notizia era così attesa che non ha scosso particolarmente le azioni Apple a Wall Street, le quali cedono meno di mezzo punto percentuale, a 271 dollari.
Chi è John Ternus
Attualmente vicedirettore senior, in Apple è impegnato da diversi anni nel guidare i progetti hardware dopo essere entrato nella casa di Cupertino nel 2001 nel team impegnato sul design di prodotto.
Il manager ha poi lavorato a numerosi prodotti iconici come l’iPad e gli AirPods, oltre che ad alcuni modelli di iPhone, tra cui il 17.
Ha poi svolto un ruolo cruciale nella rivitalizzazione dei Mac e si è distinto anche per l’agilità nel muoversi tra le fila di top executive dentro il gruppo.
Prima di arrivare ad Apple, Ternus era stato ingegnere meccanico alla Virtual Research Systems e si è laureato, in Mechanical Engineering, alla University of Pennsylvania.
La transizione è arrivata al termine di “un lungo, ragionato processo di successione di lungo termine”, spiegavano dalla società in un comunicato.
“È stato il grande privilegio della mia vita essere Ceo di Apple e aver meritato la fiducia di guidare un’azienda così straordinaria”, dedita a creare “i migliori prodotti e servizi al mondo”, dichiarava Cook.
Le sfide
Ternus arriverà in un momento di grandi cambi per le big tech, con la sfida dell’intelligenza artificiale considerata quella più importante e quella in cui fino a questo momento Apple è stata tra le più in difficoltà tra le big tech.
Tra le altre sfide ci sono i problemi nella catena di forniture e produzione sotto pressione, mentre impazzano protezionismo e tensioni geopolitiche.
Resta al centro dell’attenzione anche il rapporto con il burrascoso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con il quale Cook ha cercato di non entrare in contrasto, partecipando alla cerimonia della sua nomina, con il fine di ottenere esenzioni dai dazi.
Il tentativo con l’IA
Per quanto riguarda Apple, la società ha perso la leadership nella capitalizzazione di mercato a favore di Nvidia e gli azionisti hanno manifestato preoccupazioni per la sua mancanza di innovazione nella tecnologia che sta cambiando il modo in cui le persone lavorano, creano e ottengono informazioni.
Integrare l'IA nell'iPhone, il prodotto di consumo di maggior successo nella storia, potrebbe essere la sfida più difficile per Ternus e la società ha cercato di ‘giocare’ questa partita siglando un accordo con Alphabet per utilizzare Gemini di Google nel tentativo di migliorare il suo assistente virtuale Siri.
Fino a questo momento, però, Apple non ha ancora realizzato un successo di hardware o software incentrato sulle nuove tecnologie di IA, mentre concorrenti emergenti come ChatGPT di OpenAI hanno attirato centinaia di milioni di utenti.
In particolare, Siri non è ancora diventata un 'agente', termine usato dalle aziende di IA per indicare sistemi in grado di svolgere compiti complessi come un assistente umano.
"Mi aspetto che la sua sfida principale e i suoi sforzi si concentreranno sul costruire una narrazione sull'IA migliore e su un'offerta che faccia maggiore affidamento sulle capacità interne di Apple e meno su terze parti", spiega Bob O'Donnell, responsabile della società di consulenza tecnologica TECHnalysis Research.
"La domanda è se Ternus abbia l'appetito per il tipo di decisioni audaci e talvolta scomode che la definizione di una nuova piattaforma richiede", secondo Francisco Jeronimo, vicepresidente dei dispositivi client presso la società di ricerca IDC, in quanto “costruire un ottimo hardware è un problema ben definito” e “costruire una piattaforma AI che gli sviluppatori e le aziende adottino davvero è una sfida completamente diversa".
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