Apple cresce in Cina nonostante il calo del mercato

L’aumento dei costi dei componenti sta facendo rallentare le spedizioni di smartphone nel mercato cinese ma la Casa di Cupertino si distingue per il valore offerto dai suoi prodotti.
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Apple si distingue in Cina
Apple accelera nel mercato cinese segnando la maggior crescita delle spedizioni nel Paese nonostante il calo generale dovuto all'aumento dei prezzi dei chip di memoria che ha fatto lievitare i costi.
La Casa di Cupertino ha aumentato del 20% la vendita dei suoi smartphone in Cina nel primo trimestre, secondo dati diffusi in queste ore da Counterpoint Research, salendo così al secondo posto tra i produttori e registrando il tasso di crescita maggiore tra i primi sei marchi.
Il risultato è stato ottenuto grazie alla domanda costante dei suoi iPhone 17, alle riduzioni dei prezzi e ai sussidi governativi.
Gli esperti di Counterpoint Research ritengono che Apple sia in una posizione ottimale per affrontare la carenza globale di memoria in corso, citando la sua gamma di prodotti premium e la gestione della catena di approvvigionamento. "Nel breve-medio termine, è più probabile che assorba internamente i costi crescenti e espanda la sua quota di mercato", ha scritto la società di ricerca.
Rallenta il mercato
La crescita di Apple arriva in un contesto di calo delle spedizioni complessive in Cina, risultato pari al 4% nel periodo tra gennaio e marzo, causato dalle interruzioni della catena di approvvigionamento e dall’impennata dei prezzi dei chip.
"L’aumento dei costi dei componenti sta già facendo salire i prezzi al dettaglio, influenzando sia i modelli legacy che i prezzi di lancio dei nuovi dispositivi”, spiega Ivan Lam, analista senior di Counterpoint, prevedendo “questa tendenza manterrà il mercato cinese degli smartphone sotto una pressione significativa per tutto il secondo trimestre" a causa della tendenza dei marchi cinesi ad aumentare ulteriormente i prezzi.
"Mentre la maggior parte dei concorrenti aumenta i prezzi, Apple si distingue per il valore offerto, con i consumatori cinesi consapevoli che i suoi prodotti durano almeno tre anni", spiega Lam.
I risultati della concorrenza
Nel mercato cinese, al primo posto resta Huawei, con una quota di mercato pari al 20% e una crescita delle vendite pari al 2%, sostenuta dalla domanda nelle sue fasce alta e budget, inclusa la serie Enjoy 90. Segue Apple con il 19% di quota di mercato.
Oppo e Honor hanno visto ridurre le proprie vendite rispettivamente del 5% e del 3%, mentre Vivo ha registrato un aumento del 2%, sostenuto dalle forti vendite durante le festività del Capodanno lunare.
In grossa difficoltà Xiaomi, precipitata al sesto posto a causa del crollo del 35% delle spedizioni, calo che Lam ha attribuito in gran parte a un effetto base elevato a seguito di promozioni aggressive e sussidi che avevano incrementato le sue vendite nello stesso periodo dell’anno precedente.
Huawei, Apple e Vivo sono stati gli unici principali produttori a contrastare il calo generale. "Tuttavia, il segmento degli smartphone premium è resiliente, con i produttori che introducono funzionalità come hardware fotografico innovativo, pieghevoli e agenti AI per stimolare la domanda di sostituzione", ha aggiunto.
Nonostante le difficoltà, "ci aspettiamo che Apple e Huawei se la cavino relativamente meglio, con Huawei che potrebbe vedere un'ulteriore crescita delle spedizioni trainata dalla solida domanda per i suoi dispositivi di fascia più bassa", ha concluso Lam.
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