AstraZeneca, risultati non abbastanza positivi per la sua pillola anti obesità

Dopo 36 settimane i pazienti che hanno assunto la dose più alta della pillola nel corso del test hanno perso l’11,8% del loro peso corporeo, percentuale più bassa rispetto ai risultati delle prove fatte dalla concorrente Eli Lilly.
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I risultati della pillola di AstraZeneca
Riduzione del peso corporeo del 10,5% dopo 26 settimane. È questo il risultato del test effettuato da AstraZeneca per la sua elecoglipron, la pillola sperimentale contro l’obesità annunciato nel corso del congresso dell’American Diabetes Association a New Orleans.
Dopo 36 settimane, ovvero la durata complessiva della sperimentazione, i pazienti che hanno assunto la dose più alta della pillola (una volta al giorno) hanno perso l’11,8% e la casa farmaceutica ha dichiarato che la perdita di peso è proseguita nel tempo per tutta la durata dello studio.
I dati su elecoglipron, pubblicati anche su The Lancet, sono “altamente competitivi,” secondo Sharon Barr, responsabile della ricerca e sviluppo di AstraZeneca nel settore biofarmaceutico.
A Londra, intanto, le azioni AstraZeneca cedono l’1,60% dopo due ore di scambi dopo essere arrivate a cedere fino il 2,2%, scendendo a 13.566 GBP, tornando così ai livelli di giovedì scorso.
Meno della concorrenza
La percentuale ‘fino all’11,8%’ del peso corporeo persa risulta inferiore ai risultati del test effettuato dalla concorrente Eli Lilly per il suo farmaco Foundayo: la perdita media è stata del 12,4% alla dose più alta dopo 72 settimane di trattamento.
Nonostante questo, la pillola di AstraZeneca, licenziata dalla cinese Eccogene, ha registrato tassi di abbandono significativamente più bassi a causa degli effetti collaterali, nonostante alcuni pazienti abbiano comunque riportato nausea e vomito. I tassi di abbandono complessivi (inclusi altri motivi), in particolare, sono stati del 24% nel gruppo elecoglipron e del 28% nel gruppo placebo.
Gli analisti ritengono che i risultati di AstraZeneca siano sufficienti per posizionarlo come un concorrente valido. “Elecoglipron potrebbe essere un’alternativa credibile a Foundayo,” scrive James Gordon di Barclays.
Un altro farmaco, il Wegovy di Novo Nordisk, si è dimostrato più efficace di quello di Lilly in studi di fase avanzata, dando forza ai risultati di Astra.
La strategia
Il gigante britannico nel settore oncologico intende combinare elecoglipron con altri farmaci, come il Farxiga (utilizzato per malattie renali e scompenso cardiaco) e ha già avviato il farmaco a fasi avanzate di sperimentazione clinica, con l’obiettivo di rivoluzionare un mercato attualmente dominato da Lilly e Novo Nordisk.
AstraZeneca ha dichiarato di voler differenziarsi con prezzi competitivi e di contare sulla propria esperienza nella vendita di prodotti nei mercati emergenti.
“Si tratta di un mercato molto ampio e in crescita, dove attualmente meno del 5% dei pazienti viene trattato”, spiega Ruud Dobber, presidente dell’unità biofarmaceutica di Astra, durante un briefing.
L’azienda sta anche sviluppando altri farmaci che potrebbero essere assunti meno frequentemente e causare una minore perdita di massa muscolare. Uno di questi è un amilina a lunga durata d’azione, i cui dati di fase intermedia sono attesi più avanti quest’anno.
“La strategia di combinazione è un aspetto importante per differenziarsi in un mercato sempre più competitivo,” sottolinea Michael Leuchten, analista di Jefferies.
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