Banco Bpm, Castagna confermato ma resta il nodo Crédit Agricole

Banco Bpm, Castagna confermato ma resta il nodo Crédit Agricole

I francesi hanno superato il 20% del capitale dell’istituto che verrà guidato ancora dall’ad uscente, il quale continua a escludere mosse del gruppo per acquisire la banca milanese.

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La vittoria del cda uscente di Banco Bpm

Dopo la sorpresa di Siena, oggi era il turno di Banco Bpm, attesa alla prova del voto dell’assemblea dei suoi azionisti, conclusasi con la conferma del management uscente.

La lista del board dell’istituto si è infatti aggiudicato la corsa per il nuovo consiglio di amministrazione, ottenendo il 58,87% dei voti, mentre la lista del principale azionista, Crédit Agricole, si è aggiudicata il 30,9% e quella di Assogestioni ne ha presi l’8%.

A guidare la lista del cda uscente era Giuseppe Castagna, confermato amministratore delegato con il 93,851% dei voti favorevoli.

A Piazza Affari, intanto, le azioni Banco Bpm proseguono con il loro andamento positivo della mattinata, guadagnando oltre il 2% e salendo a 13,67 euro.v

Il nuovo consiglio

Il nuovo consiglio di Banco Bpm sarà composto da 15 consiglieri, 10 appartenenti alla lista del board uscente, 4 della banca francese e 1 della lista dei gestori.

Il nuovo consiglio di amministrazione risulta composto per la lista 1 da Massimo Tononi (presidente), Giuseppe Castagna (ad), Marina Mantelli, Francesco Mele, Alberto Oliveti, Eugenio Rossetti, Silvia Stefini, Luigia Tauro, Costanza Torricelli e Giovanna Zanotti.

Dalla lista della Banque Verte vengono eletti Frédéric de Courtois, Alessio Foletti, Rossella Leidi e Domenica Siniscalco.

Infine, Giampiero Massolo della lista di Assogestioni si aggiudica l'ultimo posto.

Il nodo Crédit Agricole

Il voto delle liste è avvenuto con il 74,45% del capitale presente, pari a circa 1,2 miliardi di diritti di voto, con Crédit Agricole che ha aumentato la quota depositata dal 20,1 al 22,8%.

Proprio il ruolo presente e futuro dei francesi è stato al centro dell’attenzione delle parole di Castagna, il quale ricordava che il gruppo “ha detto che hanno approfittato del calo dei titoli in questo Paese cogliendo l’opportunità derivante dall’effetto della guerra in Medio Oriente”. Crédit “non ha mai nascosto di voler salire sopra il 20%”, sottolineava il manager, “e possono salire fino al 29,9%”.

"Non sono tenuti a dircelo", precisava, e questo "non cambia il fatto che Crédit Agricole è un azionista forte con il quale abbiamo diverse collaborazioni e per noi non è assolutamente un problema gestirlo, ora sono anche nel board e sarà un'esperienza nuova. Sono tutti amministratori indipendenti e ci confronteremo con loro sui temi della nostra banca".

Castagna sottolineava poi che “non c'è al momento alcuna indicazione che possa far pensare all'intenzione della Banque Verte di scalare il capitale della banca italiana”, precisando invece che le due joint venture - Agos e la bancassurance – “sono un successo”. “Ad ogni modo”, precisava, in caso questa eventualità dovesse presentarsi, l'ultima parola toccherà all'assemblea dei soci”, concludeva Castagna.

Un'aggregazione tra Banco Bpm e il Credit Agricole “avrebbe un solido fondamento”, secondo gli esperti di Fitch Rating, i quali aggiungono di non pensare che “nel 2026 vedremo sviluppi su questo deal potenziale”.

Fitch ha ricordato le implicazioni politiche vista la rilevanza sistemica di Banco Bpm in Italia d'altra parte ha notato che il gruppo francese “ha dei paletti molto forti”, tra cui la volontà di “non lasciare il controllo di quello che hanno in Italia”.

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