Campari ancora in rosso dopo la delusione Pernod

Il gruppo francese ha previsto l’utile annuale ridursi di un quarto e si attende di raggiungere solo la parte inferiore dell'intervallo di crescita delle vendite stimato per i prossimi anni.
Indice dei contenuti
Campari in calo a Milano
Campari ancora in difficoltà a Piazza Affari dopo le difficoltà emerse dalla trimestrale del gruppo Pernod Ricard che hanno diffuso incertezza sul settore.
Il titolo della società italiana produttrice di aperitivi cede il 2,50% quando mancano circa due ore alla fine della seduta odierna, scendendo a 5,784 euro, ai minimi dal maggio 2026.
Nonostante il calo odierno, la performance delle azioni Campari si mantiene positiva in questo 2026, segnando ancora un guadagno di circa il 5%.
Pernod delude
Il titolo di Pernod Ricard cede il 5% alla Borsa di Parigi, scendendo a 64,10 euro, dopo aver previsto l’utile annuale ridursi di un quarto (-26%), a 1,2 miliardi di euro penalizzato dalla debolezza dei mercati americano e cinese, dai dazi, dall'aumento dei costi e da un effetto cambio sfavorevole.
Il colosso francese degli alcolici, che vede tuttavia crescere gli altri mercati e ha avviato un programma di riduzione dei costi, prevede per l'esercizio 2026/27, che non coincide con l'anno solare, “un fatturato organico complessivamente stabile, in un contesto contrastato e incerto”.
Il fatturato dell'esercizio 2025/26 è sceso del 14,2%, a 9,4 miliardi, con un andamento che tuttavia è migliorato nel secondo semestre, dato anche in linea con le attese del consensus degli analisti.
Pernod ha poi mantenuto invariato il dividendo per il 2026 a 4,70 euro per azione e ha dichiarato di prevedere di completare un aggressivo programma di ristrutturazione da 1 miliardo di euro con un anno di anticipo rispetto ai tempi previsti.
I dati USA e Cina
Le vendite negli Stati Uniti sono calate del 14%: il gruppo rileva che la debolezza negli Usa è “persistente”, con un rallentamento del mercato degli alcolici in un contesto di “moderazione economica e fiducia fiacca dei consumatori”.
Il calo è stato accentuato dagli aggiustamenti delle scorte. In Cina la domanda è stata “debole”, con un calo delle vendite del 19% a causa del debole sentiment dei consumatori e delle pressioni sulle categorie di prestigio, in particolare il cognac, ma la società assicura che “è atteso un miglioramento delle tendenze sottostanti”.
Deludono anche le previsioni
Delude anche la guidance: Pernod prevede di raggiungere solo la parte inferiore dell'intervallo di crescita delle vendite stimato per i prossimi anni, previsto tra il 3% e il 6% dal 2027 al 2029, a causa della persistente debolezza del mercato statunitense, fondamentale per l'azienda francese di bevande.
“Guardando al futuro, le previsioni sulle vendite dei prossimi anni non sono ottimiste e rafforzano le indicazioni fornite dalla concorrente Diageo”, scrive James Edwardes Jones di Rbc Capital Markets in una nota.
Il produttore francese di distillati, proprietario della vodka Absolut e del whisky Jameson, ha dichiarato di prevedere che la crescita annuale delle vendite si attesterà nella fascia bassa dell'intervallo precedentemente indicato (dal 3% al 6%) fino all'esercizio 2029, a causa della debolezza del mercato chiave statunitense. “Riteniamo che ciò rafforzi in parte il piano recentemente comunicato da Diageo, in particolare la prudenza delle sue previsioni di crescita delle vendite”, conclude Edwardes Jones.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

