Azioni cinesi, il peggio è passato?


Negli ultimi mesi le azioni cinesi hanno sottoperformato il mercato globale nel suo complesso. Quali sono i motivi di una performance così debole e cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi?

A cura di Thibaut Dorlet, Senior Fund Manager presso Candriam


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Nel 2021 le azioni cinesi hanno particolarmente risentito della stretta normativa adottata da Pechino per regolare varie aree d'investimento chiave. Le autorità cinesi hanno poi messo in atto un ampio giro di vite normativo sul settore privato, dall’istruzione alla tecnologia. Per non parlare del collasso del più grande costruttore immobiliare cinese, Evergrande, seguito da nuove e severe normative nel mercato immobiliare.

Ma con il 2022 sono arrivate nuove sfide per gli investitori in Cina. Thibaut Dorlet, Senior Fund Manager presso Candriam, ne elenca alcune:

  • le nuove normative volte a limitare i monopoli delle società tecnologiche e a contribuire alla distribuzione dei loro profitti alla popolazione cinese;
  • la controversia sulla quotazione delle società cinesi negli Stati Uniti, con la minaccia di esclusione ventilata dalle autorità statunitensi;
  • l’aggressione russa in Ucraina, che mette alla prova la percepita neutralità della Cina e accresce la possibilità di ritorsioni occidentali contro il sostegno cinese del regime russo.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il ritorno al lockdown a causa dell’ondata di contagi da COVID che ha colpito la Cina a inizio marzo. Mentre i paesi sviluppati, grazie agli elevati tassi di vaccinazione, sono riusciti ad abbandonare le misure di lockdown, Pechino non ha mai rinunciato alla rigida politica zero covid adottata fin dai primi contagi. Shanghai, in lockdown da inizio marzo, rappresenta oltre il 3,8% del PIL totale del paese ed è il porto più grande al mondo, pertanto il suo lockdown ha causato una forte congestione del traffico marittimo, con un raddoppio del numero di navi in attesa nell'ultimo mese.

“Questo approccio ha provocato un calo dell'indice China’s Purchasing Managers' (PMI), con gli indici Markit/Caixin PMI Servizi e Manifatturiero scesi rispettivamente a 42,0 e 48,1, al di sotto della soglia psicologicamente importante di 50”, spiega Dorlet.

A sorprendere l’analista di Candriam è che “le ulteriori notizie negative giunte nelle ultime settimane circa la situazione del COVID a Shanghai e il lockdown a Pechino non hanno riportato le azioni cinesi ai minimi di marzo”, quasi a suggerire che “il ribasso di marzo sia dovuto a una capitolazione locale della comunità degli investitori rispetto alle azioni cinesi”.

Cosa ci aspetta?

“Con gli stimoli fiscali e monetari che hanno già contribuito a spingere il PIL del 1° trimestre al di sopra delle aspettative, le autorità dovrebbero accelerare le misure di allentamento, per attenuare gli effetti del lockdown”, spiega l’esperto di Candriam che ricorda che tra le nuove misure, “la banca centrale cinese ha tagliato il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche di 25 punti base e il coefficiente di riserva obbligatoria sui depositi valutari dell"1%”. Misure che accelereranno rapidamente con la progressiva conclusione dei lockdown, tanto assesa man mano che il clima diventerà più caldo.

Ma gli investitori hanno progressivamente ridotto l'esposizione al mercato cinese, e il posizionamento short sulle azioni cinesi è diventato tra le operazioni più eseguite.

Inoltre, anche se la previsione ufficiale della Cina vede un PIL in crescita del 5,5% per il 2022, le previsioni di mercato sono state costantemente riviste, attestandosi al 4,9%, a dimostrazione di quanto sia scarsa la fiducia in Cina nel raggiungimento dell'obiettivo ufficiale. E sono attese “ulteriori revisioni negative, fino a quando la situazione del COVID non si sarà stabilizzata”. Tuttavia, in autunno si terrà il cruciale 20° Congresso del Partito Comunista e Xi per garantire la sua rielezione potrebbe accelerare presto il sostegno fiscale e monetario.

Mercati al rialzo?

Le azioni cinesi sono già state sensibilmente scontate, motivo che spinge gli esperti di Candriam ad aspettarsi nei prossimi mesi una sovraperformance rispetto alle azioni globali.

Le azioni cinesi potrebbero essere sostenute da una combinazione di notizie positive, fine delle misure di lockdown, allentamento delle politiche monetarie e condizioni di credito incentivanti, in un contesto in cui Stati Uniti e Ue hanno visto le condizioni finanziarie inasprirsi.

Tuttavia, "sul lungo termine le azioni cinesi potrebbero soffrire a causa del processo di de-globalizzazione acceleratosi a seguito della pandemia e della guerra in Ucraina", conclude l'analista, che ricorda come sul fronte geopolitico la posizione della Cina nei confronti della Russia potrebbe danneggiare le relazioni con l’Occidente e, in ultima analisi, la bilancia commerciale.


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