Enel in calo dopo il decreto energia. Attesa per il Capital Market Day

Ieri il governo ha presentato il decreto energia che contiene misure per la riduzione dei costi energetici a famiglie e industrie e le indicazioni contenute vengono giudicate dagli analisti come negative per gli operatori energetici.
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Azioni Enel le peggiori del comparto
Comparto utility in difficoltà a Piazza Affari dopo la presentazione da parte del governo del decreto sull’energia che conferma le indiscrezioni della settimana precedente.
A farne le spese è soprattutto Enel, in calo di oltre il 3% nelle prime due ore di contrattazione alla Borsa di Milano, scendendo a 8,910 e seconda peggiore tra le blu chip di un debole Ftse Mib (-0,70%). Nel comparto, seguono A2A (-2,80%), Terna (-1,10%), Italgas (-1%), Hera (-0,70%) e Snam (-0,20%).
Il decreto energia del governo
Ieri il governo ha presentato il decreto energia che contiene misure per la riduzione dei costi energetici a famiglie e industrie.
“Le indicazioni del decreto sono a nostro avviso negative per gli operatori energetici (Utility ed Oil) e positivo per i settori industriali (in termini di minor costo energia)", spiegano gli analisti di Equita.
Per le utility, sottolineano gli esperti, le misure "introducono un rischio regolatorio e riducono la visibilità sull'evoluzione dei prezzi energia in ragione dell'incertezza sull'applicazione delle misure Ets. L'esclusione dei diritti CO2 per i generatori CCGT richiede infatti l'approvazione della Ue (normativa sugli aiuti di Stato) che riteniamo complessa anche in termini di timing (le norme Ets si applicherebbero dal 2027)".
Verso il Capital Market Day
Intanto, si avvicina la data del Capital Market Day di Enel, in agenda per il 23 febbraio, appuntamento nel corso del quale il management è atteso rendere noto il piano strategico per i prossimi tre anni del gruppo.
Uno degli aspetti al centro dell’attenzione degli investitori sarà la nuova politica di allocazione del capitale. In base al piano strategico del 2024, Enel ha aumentato gli investimenti nelle reti elettriche del 37%, ma secondo Tancrede Fulop, senior equity analyst di Morningstar, “non è previsto un aumento significativo della spesa in questo segmento, anche in considerazione della limitata esposizione del gruppo alle reti di trasmissione elettrica e del deludente quadro normativo spagnolo per il periodo 2026-2031”.
Se nel vecchio piano strategico Enel aveva ridotto le sue ambizioni nel fotovoltaico, aumentando gli obiettivi nell’eolico onshore, in controtendenza rispetto ai suoi competitor, nel nuovo, gli analisti di Morningstar si attendono una parziale inversione di questa strategia insieme a maggiori investimenti nel settore delle batterie.
Per Barclays, il mercato guarderà con interesse agli aggiornamenti relativi all’espansione dell’azienda nelle soluzioni energetiche basate sull’intelligenza artificiale e alla crescente domanda di energia da centrali a corrente continua.
“Queste due aree potrebbero supportare significativamente la crescita degli utili a medio termine e consolidare ulteriormente la leadership di Enel nell’ecosistema elettrico in evoluzione”, si legge in una nota dello scorso 5 febbraio. “Ci aspettiamo che in occasione dell’appuntamento del 23 febbraio il management comunichi maggiori dettagli su queste opportunità, che dovrebbero essere accolte positivamente”.
Da questo appuntamento, Equita si aspetta delle conferme su più fronti. La prima riguarda il commitment dell’azienda ad un maggiore impiego di capitale nei business regolati, in particolare in Italia e in Spagna. La seconda è relativa a un aumento dell’indebitamento tra i 5 e i 7 miliardi di euro, di cui 2 miliardi di euro destinati al piano di buyback. Infine, gli analisti della sim si aspettano dei commenti sulle potenzialità di crescita nel segmento data center.
I target price degli analisti
Il CMD arriva dopo la pubblicazione dei risultati preliminari per l’esercizio 2025, che hanno evidenziato un EBITDA di poco inferiore ai 23 miliardi di euro, in linea con il consensus di Bloomberg di circa 23 miliardi di euro, e un utile netto leggermente superiore alle guidance (comprese nell’intervallo tra 6,7 e 6,9 miliardi).
A seguito della comunicazione dei conti, Morningstar ha confermato il fair value di EUR 8,10 e Citi ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 7,70 a 8,90 euro, confermando la raccomandazione neutral.
AlphaValue, che ha giudicato i numeri dell’azienda in linea con le attese, ha mantenuto la raccomandazione add, con un prezzo obiettivo di 11,60 euro.
Barclays continua a vedere del margine di apprezzamento per il titolo Enel, per il quale conferma la raccomandazione di overweight e il prezzo obiettivo di 10 euro. Gli analisti della banca britannica sono ottimisti sulle prospettive di crescita dell’azienda, anche in considerazione del fatto che le utility stanno diventando un settore ad alta crescita, e stimano un rendimento totale per gli azionisti del 12% annuo nel medio periodo anche grazie a un dividend yield del 4%.
Equita, che ha confermato il target price di 10,30 euro, ha invece una raccomandazione di buy sul titolo. Secondo gli analisti della banca d’affari italiana, l’utility viene valutata con un P/E di 12,7 e un EV/EBITDA di 7,5, in base ai risultati attesi nel 2027, e potrebbe offrire uno yield tra il 5.1-5.6% nei prossimi 3 anni. Inoltre, con una leva finanziaria pari 2,5 (rapporto debit/EBITDA), c’è spazio per aumentare l’indebitamento al fine di finanziare iniziative a favore degli azionisti come l’aumento della cedola.
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