Erg bocciata dopo le deludenti stime sul 2026

Erg bocciata dopo le deludenti stime sul 2026

Gli analisti definiscono “debole” la guidance sull’anno in corso anche a causa dei bassi prezzi dell’elettricità, alla minore capacità, allo slittamento dei repowering ed a un inizio d'anno piuttosto difficile in termini di ventosità.

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Azioni Erg in netto calo

Vendite scatenate a Piazza Affari su Erg, penalizzata dalle stime per il 2026 sotto le attese del mercato.

Dopo due ore circa di contrattazioni, il titolo della società che produce energia elettrica da fonti rinnovabili arretrano cede oltre il 6%, dopo essere sceso fino ad un minimo di 22,76 euro, con oltre 372.000 pezzi scambiati a fronte di una media a 30 giorni per una intera seduta di 488.000.

La performance del 2026 si riduce ad un +2% per le azioni Erg, mentre negli ultimi 12 mesi stanno guadagnando il 12%.

I conti del 2025

Il gruppo genovese ha chiuso il 2025 con un Ebitda di 540 milioni di euro, in crescita dell'1% rispetto al 2024 e nella parte bassa del range della guidance, per effetto di una ventosità eccezionalmente debole nel periodo, tra le più basse mai registrate. Il contributo dei nuovi asset ha permesso di compensare tale effetto a livello di margine lordo, tuttavia l'utile netto è calato.

L’utile netto adjusted di gruppo è sceso a 155 milioni rispetto ai 175 milioni del 2024, a causa di maggiori ammortamenti ed oneri finanziari.

"Chiudiamo il 2025 con un margine operativo lordo in leggera crescita rispetto al 2024 nonostante una ventosità eccezionalmente bassa, grazie al contributo della nuova capacità installata in Italia e all'estero”, spiega Paolo Merli, amministratore delegato di Erg.

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Previsioni sul 2026 e dividendo

Quanto alle stime per il 2026 è previsto un Ebitda compreso tra i 520 e i 590 milioni di euro, investimenti tra 330 e 380 milioni e un indebitamento netto tra 1.950 e 2.050 milioni.

Il cda propone all'assemblea degli azionisti, che sarà convocata per il 22 aprile 2026 in prima convocazione e, eventualmente occorrendo, per il 23 aprile 2026 in seconda convocazione, la distribuzione di un dividendo di 1 euro per azione che sarà messo in pagamento dal 21 maggio 2026.

“Per il 2026 abbiamo priorità chiare: la costruzione di circa 230 MW e lo sviluppo di altri 700 MW, equamente suddivisi in progetti di repowering eolico e sistemi di accumulo, con l'obiettivo entro la fine dell'anno, di renderli idonei a partecipare ad aste o negoziare PPA per stabilizzarne le produzioni nel lungo termine. In parallelo nel 2026 ci concentreremo sul valutare opportunità di asset rotation per definire al meglio il posizionamento geografico del gruppo nel lungo termine", ha concluso Merli.

Bocciatura dagli analisti

Bocciature arrivate oggi da diversi esperti. "Il giudizio complessivo è negativo, con un trend dei risultati operativi al di sotto delle attese sia per il 2025 sia per il 2026. In particolare, la guidance sul 2026 è debole, intorno all'8% sotto le attese nel range medio e il consensus. Erg resta sostenuta dalla speculazione sull'M&A", scrive Equita che pone l'accento anche sul rinvio della presentazione del piano strategico.

Stesso giudizio anche da parte di WebSim Intermonte che sottolinea come la differenza rispetto alla guidance presentata lo scorso anno "è legata ai prezzi dell'elettricità più bassi per circa 30 milioni, alla minore capacità per 10 milioni, allo slittamento dei repowering per 10 milioni e a un inizio d'anno piuttosto debole in termini di ventosità".

"Risultati 2025 e target 2026 inferiori alle attese", commentano gli analisti di Banca Akros (rating neutral, prezzo obiettivo a 20 euro). Nel dettaglio, l'Ebitda 2025 è stato di circa il 2% al di sotto delle previsioni degli esperti e il target per il 2026 di circa il 10% inferiore.

Infine, risultati "più deboli delle attese" e la guidance sull'Ebitda adjusted è inferiore al consenso, secondo gli analisti di Barclays (rating equal weight, prezzo obiettivo a 22 euro).

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