Ferrari rimbalza ancora: reazione negativa a Luce “eccessiva” secondo analisti

Ferrari rimbalza ancora: reazione negativa a Luce “eccessiva” secondo analisti

Le principali critiche del mercato al modello elettrico Luce della Casa di Maranello riguardano i costi elevati, i timori su volumi inizialmente contenuti, margini potenzialmente inferiori rispetto ai modelli tradizionali e il rischio che l’elettrico possa diluire l’esclusività e il fascino storico del marchio.

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Azioni Ferrari in recupero

Luci ancora su Ferrari dopo la presentazione del suo modello elettrico Luce di martedì scorso che ha scatenato una reazione negativa in borsa (-8,37%).

Stamattina il titolo della Casa di Maranello guadagna l’1,50% dopo due ore di scambi salendo così a 297,15 euro dopo aver guadagnato il 3,49% alla chiusura di ieri.

Resta positivo il bilancio dell’ultimo mese per le azioni Ferrari, in crescita del 2%, anche se negli ultimi 12 mesi la performance segna ancora rosso: -5%.

La difesa di Vigna

Le principali critiche del mercato alla Ferrari Luce riguardano i timori su volumi inizialmente contenuti, margini potenzialmente inferiori rispetto ai modelli tradizionali e il rischio che l’elettrico possa diluire l’esclusività e il fascino storico del marchio. Gli investitori temono inoltre costi elevati di sviluppo e una domanda ancora incerta nel segmento delle supercar full electric.

Il ceo della casa di Maranello, Benedetto Vigna, ha difeso il modello affermando che Luce è piaciuta sia ai clienti storici, sia a quelli nuovi, a dispetto dell'ondata di critiche anche da parte di figure di rilievo come l'ex presidente Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, il team principal di Alpine, Flavio Briatore, e il politico con un trascorso in Ferrari, Carlo Calenda, oltre che meme apparsi sui social per canzonare la nuova arrivata.

“C'è un forte interesse, daremo i numeri degli ordini nella prossima conference call”, ha dichiarato con sicurezza, spiegando ancora che Luce è un'auto disruptive, innovativa e che dunque non ha la pretesa di essere compresa da tutti. Ha inoltre risposto anche a coloro che hanno puntato l'indice sul prezzo troppo elevato (la base è 550 mila euro), affermando che “l'innovazione vada fatta pagare”.

Il vero rischio è legato al posizionamento del modello all'interno del portafoglio, qualora 'Luce' si configurasse anziché come un'aggiunta incrementale, come un'eventuale sostituzione di modelli di successo e più tradizionali. Ipotesi, questa, esclusa ieri dallo stesso Vigna.

Reazione “eccessiva”

Dopo il primo impatto negativo, iniziato ad arrivare giudizi migliori da parte degli analisti. Da Barclays, ad esempio, hanno ribadito di “non apprezzare il design”, ma gli esperti lodano “il coraggio nell'affrontare di petto il dilemma dell'innovatore", anche se i clienti principali (e gli investitori) potrebbero “fare fatica” nel breve termine, precisa Barclays.

Gli esperti, comunque, ritengono che i cali registrati dalle azioni siano stati "una reazione eccessiva. Ferrari si basa su alcuni principi fondamentali, tra cui vendere meno della domanda e offrire diversi modelli Ferrari per diversi profili di clientela e diverse esigenze. Confidiamo che il management rimarrà fedele a questi principi".

WebSim Intermonte ha deciso di reiterare l'outperform sulle azioni del Cavallino, con target price a 417 euro. “Leggiamo in modo positivo le indicazioni sui primi ordini, che suggeriscono una risposta della clientela, sia esistente sia nuova, migliore rispetto a quanto percepito dal mercato”. La sim, tra l'altro, ritiene che 'Luce' rappresenti un progetto strategico di lungo termine, in grado di valorizzare le opportunità tecnologiche offerte dalle nuove motorizzazioni.

Equita conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 385 euro su Ferrari. Luce, ricordano gli analisti, è "un modello aggiuntivo (oltre ai 16 attualmente venduti) che espande la gamma (essendo il primo Bev, con un motore elettrico per ogni ruota, 4 porte, 5 posti) e nelle intenzioni della società verrà offerto ai soli clienti genuinamente interessati a un Bev (sapendo che una parte dei ferraristi non è interessata a questo tipo di motorizzazione a prescindere). Da sempre abbiamo pensato che il primo Bev avesse volumi non elevati (pur essendo una 'range car' e non un modello a tiratura limitata). Sebbene la prima accoglienza riservata a questo nuovo modello sia stata negativa, riteniamo che allo stato attuale non comprometta gli obiettivi della crescita intorno a media-singola cifra del piano quinquennale, ipotizzando che siano sufficienti vendite per 400-700 unità annue (includendo collezionisti, aspiranti a tale status per agevolare l'accesso alle limited edition e nuovi clienti). Con questo prodotto innovativo, a parte i volumi, è importante che venga preservata l'immagine di qualità e performance del marchio. Nessuna indicazione neanche sui capex dedicati allo sviluppo della Luce, comunque già interamente pagati e in parte capitalizzati. Per quanto riguarda la capacità produttiva, poiché nello stesso impianto (e-building) vengono indistintamente assemblati anche modelli Ice e ibridi, non riteniamo che uno scenario da caso peggiore sui volumi della Luce possa causare un problema di sottoutilizzo della capacità (e quindi di sottoassorbimento dei costi fissi), avendo la possibilità, entro certi limiti, di compensare con altri modelli attingendo alla lunga lista d'attesa (circa due anni)".

Infine, reazione “eccessiva” per il titolo anche secondo Bank of America (buy e tp a 350 euro su Ferrari), ormai “alle spalle”, e il libro ordini di Ferrari "fornisce un livello di visibilità che può essere solo sognato dalla maggior parte dei peer dell'auto e del lusso".

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: RACE.MI
Isin: NL0011585146
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