Azioni Fincantieri ai massimi storici

Il titolo della società italiana continua il suo rally in questo 2025, sostenuto dalle prospettive di rafforzamento nel comparto navale militare e dall’aumento delle spese destinate agli armamenti.
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Record per le azioni Fincantieri
Ancora acquisti su Fincantieri a Piazza Affari, sempre sostenuta dalle prospettive di un aumento delle spese militari da parte dei Paesi europei.
Il titolo del più importante gruppo navale d'Europa e il quarto a livello internazionale guadagna questa mattina oltre il 5%, portandosi così ai suoi massimi storici di 20,74 euro.
Questo 2025 continua a essere strepitoso per le azioni Fincantieri: da inizio anno la crescita è stata del 193% considerando i 6,93 euro, portando la sua capitalizzazione di mercato ad un passo dai 6,5 miliardi di euro.
Ieri, intanto, Intesa Sanpaolo conferma il buy sul titolo, con prezzo obiettivo di 18,80 euro, dopo che HD Hyundai ha firmato un protocollo d’intesa negli Stati Uniti per la creazione di un programma congiunto di investimenti nell’industria cantieristica navale.
Le ragioni del rally
A trainare la crescita del titolo del gruppo, che nella prima metà del 2025 ha registrato un semestre con nuovi ordini per 14,7 miliardi di euro e ricavi in forte crescita a 4,57 miliardi, le prospettive di rafforzamento nel comparto navale militare, che secondo l'attuale piano industriale è destinato a salire almeno al 30% dei ricavi entro il 2027.
Altro fattore trainante per Fincantieri è quello della subacquea, dove, come riporta oggi un articolo del Financial Times, il gruppo ha stimato il valore del mercato globale di riferimento in circa 50 miliardi di euro all'anno, con ricavi attesi che nel 2027 raddoppieranno a circa 820 milioni di euro.
A questo si aggiunge il contesto geopolitico, caratterizzato da un forte incremento dei budget per la difesa, sta favorendo l'accelerazione del portafoglio ordini e la trasformazione delle commesse in ricavi e margini più elevati.
Sul fronte internazionale, Fincantieri sta inoltre ridisegnando l'operatività dei propri stabilimenti per aumentarne la capacità produttiva, mentre negli Stati Uniti - dove è presente con quattro cantieri e oltre 3.000 addetti - punta a cogliere le opportunità derivanti dal rafforzamento della flotta militare e dalle nuove commesse civili, come rompighiaccio e navi speciali.
L'amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha sottolineato come la strategia di rilancio del gruppo sia orientata a innovazione, sostenibilità e consolidamento internazionale, elementi che stanno alimentando la fiducia del mercato e l'attuale fase di rivalutazione del titolo.
Mediobanca positiva
Mercoledì Mediobanca research confermava la raccomandazione outperform su Fincantieri, evidenziando come il crescente interesse per la sicurezza dei fondali marini - in un contesto di aumento della spesa pubblica per la protezione di oleodotti, cavi sottomarini e rotte marittime a seguito dei recenti attacchi alle infrastrutture critiche - stia rendendo sempre più inadeguati i metodi navali tradizionali.
Questo scenario sta spingendo aziende come Bae Systems, Thales, Fincantieri, Helsing e Anduril a investire in veicoli autonomi, intelligenza artificiale e sensori avanzati. Fincantieri, in particolare, prevede una crescita annuale del mercato a livello globale pari a 50 miliardi di euro e punta a raddoppiare la dimensione della propria divisione subacquea entro i prossimi due anni.
"La crescente attenzione verso la sorveglianza dei fondali marini rappresenta un elemento chiave del nostro investment case su Fincantieri", osservano gli esperti della banca.
Spesa militare Nato in aumento
Secondo Equita, “i Paesi Nato pianificano una crescita significativa degli investimenti in equipment nel 2025", e la spesa militare è vista in aumento del 9% a/a, gli investimenti in equipment sono stimati in crescita del 15%. I Paesi europei evidenziano una crescita della spesa militare superiore rispetto a quella degli Stati Uniti e l'Italia è tra i Paesi con il maggior incremento.
Equita resta più prudente, ma evidenzia che "nei prossimi anni le spese militari sono sicuramente destinate ad aumentare al fine di ricostituire gli arsenali e aggiornare/rinnovare l'equipment delle forze armate, anche solo come deterrente".
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