Fincantieri corre dopo accordo su robot umanoide autonomo

L’intesa comprende lo sviluppo di un robot umanoide progettato per supportare specificheattività di saldatura in ambito navale e sarà dotato di intelligenza artificiale e capacità avanzate di manipolazione, percezione e visione dedicata al monitoraggio del cordone di saldatura, oltre ad una locomozione ottimizzata per operare in contesti complessi.
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Azioni Fincantieri in evidenza
Navigazione a tutta velocità per Fincantieri a Piazza Affari dopo l’annuncio di ieri relativo all’accordo con Generative Bionics per l’implementazione di un robot umanoide nei cantieri navali del gruppo.
Il titolo della società guadagna oltre il 4% nella prima ora di scambi alla Borsa di Milano, salendo fino ad un massimo di 16,80 euro, livello abbandonato a fine gennaio scorso.
Resta negativo il bilancio delle azioni Fincantieri in questo 2026, attualmente in calo del 5%, ma resta fortemente positivo analizzando la performance degli ultimi 12 mesi.
L’accordo sul robot umanoide
L’oggetto dell’accordo comprende lo sviluppo di un robot umanoide progettato per supportare specifiche attività di saldatura in ambito navale e sarà dotato di intelligenza artificiale e capacità avanzate di manipolazione, percezione e visione dedicata al monitoraggio del cordone di saldatura, oltre ad una locomozione ottimizzata per operare in contesti complessi.
Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza, affinché il sistema possa operare in collaborazione diretta con i lavoratori, nel pieno rispetto delle normative vigenti e senza limitazioni delle aree di lavoro.
La collaborazione si sviluppa attraverso un lavoro congiunto tra le competenze industriali di Fincantieri e la piattaforma robotica realizzata da Generative Bionics, startup italiana per la produzione di robot umanoidi intelligenti, con l'obiettivo di incrementare la sicurezza e l'efficienza operativa, la qualità delle lavorazioni e la sostenibilità del lavoro in cantiere. Il programma avrà una durata complessiva prevista di quattro anni, con un'impostazione orientata a una rapida introduzione delle soluzioni in ambito operativo. I primi test in cantiere sono infatti programmati entro la fine del 2026, con l'obiettivo di rendere disponibili funzionalità operative già nel corso dei primi due anni, proseguendo poi con attività di affinamento, estensione e certificazione industriale nel periodo successivo.
Le attività di sviluppo e sperimentazione saranno condotte presso il cantiere Fincantieri di Sestri Ponente, che fungerà da contesto di riferimento per la validazione e certificazione industriale della tecnologia.
Ordine dal Ministero esaudito della Difesa
Ieri Fincantieri era stata a centro dell’attenzione anche per l’ordine ottenuto dalla sua controllata Wass Submarine Systems dal Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudia per la fornitura di siluri leggeri MU90.
La commessa presenta un valore superiore ai 200 milioni di euro e rappresenta il maggior contratto nei 150 anni di storia di Wass, oltre a segnare un nuovo record in termini di acquisizioni dopo quello recentemente siglato con la Marina Indiana.
Il programma sarà gestito dallo stabilimento WASS di Livorno, centro di eccellenza nei sistemi subacquei, con consegne previste tra il 2029 e il 2030.
Oltre ai siluri, il contratto comprende anche un pacchetto di servizi di supporto logistico per la Royal Saudi Naval Force. Si tratta del primo ordine siglato da WASS direttamente con il Ministero della Difesa del Regno dell'Arabia Saudita – un mercato strategico per Fincantieri – e apre la strada a future sinergie commerciali.
Dopo la commessa, gli analisti di Intesa Sanpaolo confermavano la raccomandazione neutral e il prezzo obiettivo a 16,9 euro sulle azioni Fincantieri. Gli esperti della banca stimano un Ebitda margin in area 18-20%, "ben oltre la media stimata per il gruppo": la notizia è positiva, ma il contratto ha una dimensione relativamente piccola.
Previsioni sugli utili 2025
Intanto, il gruppo ha riportato le stime degli analisti relative all'esercizio 2025 e aggiornate al 5 febbraio 2026 che verranno esaminati dal suo consiglio di amministrazione il prossimo 25 marzo 2026.
Il consensus elaborato da dieci banche d'affari che seguono il titolo indica per l'esercizio in corso ricavi per 9,06 miliardi di euro, rispetto agli 8,13 miliardi ottenuti nel 2024.
Il margine operativo lordo è previsto a 657 milioni di euro, con una marginalità del 7,3%.
Il risultato netto adjusted è stimato positivo per 127 milioni di euro, rispetto ai 57 milioni contabilizzati l'anno precedente.
A fine 2025 l'indebitamento netto dovrebbe arrivare a 1,91 miliardi di euro (media stime di nove banche d'affari).
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