Moderna, svolta nella lotta al melanoma e il titolo schizza in alto. Promozione da BofA

Moderna, svolta nella lotta al melanoma e il titolo schizza in alto. Promozione da BofA

La combinazione tra il vaccino antitumorale personalizzato a mRNA dell’azienda e Keytruda di Merck ha raggiunto entrambi gli obiettivi principali dello studio: si tratta del primo trial di fase avanzata a fornire risultati positivi per una terapia oncologica basata sulla tecnologia mRNA.

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La svolta per le terapie oncologiche

Svolta per Moderna nel campo delle terapie oncologiche. Il vaccino personalizzato contro il melanoma sviluppato dalla società statunitense in collaborazione con Merck, chiamato Intismeran, ha raggiunto gli obiettivi principali di uno studio clinico di fase 3, fornendo la prova più importante finora della possibilità di utilizzare la tecnologia dell'mRNA anche al di fuori dei vaccini contro le malattie infettive.

Lo studio ha dimostrato che il vaccino, somministrato insieme a Keytruda, il farmaco immunoterapico di punta di Merck, è riuscito a ridurre le recidive del melanoma più della sola immunoterapia.

Il trial ha inoltre raggiunto un importante obiettivo secondario, mostrando una riduzione del rischio che il tumore si diffonda in altre parti dell'organismo.

Le società hanno sottolineato che lo studio è ancora in corso e che saranno necessari ulteriori dati per verificare se il trattamento sia in grado anche di migliorare la sopravvivenza complessiva dei pazienti.

Non sono ancora stati resi pubblici i dettagli completi sull'entità del miglioramento della sopravvivenza libera da recidiva, cioè il periodo durante il quale il paziente rimane libero dalla ricomparsa della malattia.

I risultati completi saranno presentati in occasione di un prossimo congresso medico e condivisi con le autorità regolatorie.

Azioni Moderna in forte rialzo

La notizia spinto al rialzo i titoli delle due società e le azioni Moderna hanno chiuso la seduta con un +176,97%, salendo così a 174,38 dollari rispetto ai 62,96 di martedì. Nelle contrattazioni afterhours, però, sono arrivate le prese di profitto (-9%), proseguite poi nel pre market USA (-13%). Per Merck, il guadagno di ieri è stato del 12,60% (152,20 dollari), mentre le vendite successive solo limitate (-1%).

Il titolo di Moderna era già in forte crescita quest’anno, con un +114% anche prima dei risultati dello studio sul melanoma, mentre gli investitori puntavano sull’azienda sperando che il suo vaccino contro l’influenza potesse aiutarla a diversificare il business, in calo dopo i vaccini Covid.

Le azioni avevano subìto quattro anni consecutivi di perdite, con la domanda del vaccino Covid in calo, trascinando il titolo a quasi il 94% in meno rispetto al picco del 2021.

Colpo agli short da oltre 5 miliardi

L’impennata delle azioni Moderna ha inflitto un colpo da 5,5 miliardi di dollari ai venditori allo scoperto, portando le perdite mark-to-market a circa 7,7 miliardi quest’anno, secondo i dati di S3 Partners LLC.

“Questo è un movimento eccezionalmente doloroso per chi ha posizioni short su Moderna”, sottolinea Matthew Unterman, direttore generale di S3 Partners, che aggiunge: “L’andamento di oggi cambia in modo sostanziale il rapporto rischio/rendimento per chiunque mantenga una posizione ribassista”.

Le perdite per i venditori allo scoperto avrebbero potuto essere ancora peggiori. L’interesse short come percentuale del flottante di Moderna, una misura di quante azioni sono disponibili per il trading, aveva raggiunto fino al 20% all’inizio dell’anno, prima di scendere al 14% circa mentre i trader hanno chiuso alcune scommesse ribassiste, secondo S3 Partners.

“Ciò che rende oggi ancora più rilevante è che le posizioni short stavano già venendo smantellate: circa 20 milioni di azioni, ovvero un quarto delle posizioni, sono state coperte nel 2026. Un movimento di questa portata costringerà altri venditori allo scoperto a rivedere o ridurre le proprie posizioni”, ha aggiunto Unterman.

Analisti elogiano i risultati dello studio

Gli esperti di Wall Street hanno elogiato i risultati dello studio come un potenziale grande vantaggio per l’azienda.

L’analista di Needham, Joseph Stringer, ha definito lo studio sul melanoma una “vittoria storica” per Moderna, affermando che potrebbe trasformare la divisione oncologica dell’azienda nel prossimo motore di crescita.

Nel frattempo, Myles Minter di William Blair ha migliorato il suo rating su Moderna a outperform da market perform, dicendo agli investitori che l’azienda ha ora una linea di visibilità chiara verso la diversificazione dei ricavi dal business Covid.

BofA promuove il titolo

Dopo la notizia, Bank of America ha aggiornato il giudizio su Moderna a neutral, portando il target price a 170 dollari per azione.

Secondo Alec Stranahan, analista di BofA, questi dati rappresentano "un punto di svolta" per l’azienda, in quanto aprono la strada a una diversificazione oltre le malattie infettive e potrebbero alleviare i vincoli di capitale che hanno pesato sull’azienda negli ultimi anni.

Nelle sue valutazioni, l’esperto sottolinea che, rispetto a dodici mesi fa, la posizione di Moderna appare ora "fondamentalmente più solida", con margini di crescita sia nel settore delle malattie infettive che in oncologia. Tuttavia, permangono incertezze sull’espansione delle indicazioni e sull’adozione commerciale del farmaco.

Per assumere una posizione più ottimista, l’analista ritiene necessario un hazard ratio compreso tra 0,6 e 0,7 in occasione di un prossimo congresso medico, probabilmente l’ESMO.

Tra i punti aperti, spicca la domanda su quanto la combinazione Intismeran-Keytruda sia effettivamente superiore a Keytruda da solo. Dalle recenti consultazioni con i principali esperti del settore, emerge che un hazard ratio di almeno 0,8 sulla sopravvivenza libera da recidiva potrebbe essere sufficiente a giustificarne l’uso.

Inoltre, il melanoma in fase adiuvante si conferma come il tumore più adatto a dimostrare i benefici del trattamento, rispetto ad altre forme come il carcinoma a cellule renali (RCC) o il cancro al polmone.

Nei prossimi sei mesi, un risultato positivo nello studio sul RCC potrebbe ridurre i rischi legati all’espansione verso altri tipi di tumore. Inoltre, Intismeran potrebbe ampliare l’utilizzo di Keytruda anche a pazienti PD-L1 negativi con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio I, anche se questa possibilità dipende ancora dai dati clinici.

Oltre all’oncologia, le verifiche condotte da BofA suggeriscono che mFlusiva, il vaccino contro l’influenza, potrebbe essere disponibile e rimborsato già da questo autunno. Inoltre, l’eventuale approvazione di mCombriax nell’Unione europea potrebbe fornire un ulteriore impulso a partire dal 2027, mano a mano che i contratti legati all’era Covid perderanno validità.

Tra i rischi al ribasso, l’analista segnalano possibili lacune nella presentazione dei dati o una lenta adozione commerciale del farmaco.

Sulla base di queste considerazioni, la banca ha rivisto al rialzo le stime sulle vendite globali di picco non rettificate per Intismeran, portandole a 54 miliardi di dollari. Sono state aumentate anche la quota di mercato di picco stimata (60%) e la probabilità di successo nel melanoma adiuvante (85%), oltre alle ipotesi di penetrazione in altre indicazioni come RCC adiuvante, NSCLC e altri tumori.

La banca poi ha aggiornato il prezzo ipotizzato per Intismeran a 260 mila dollari, per allinearlo ai recenti lanci in oncologia, e ha rivisto al rialzo le assunzioni sulla quota di picco per il vaccino contro l’influenza stagionale.

Il modello di valutazione di BofA si basa su due ipotesi chiave: l’utilizzo derivante da Keytruda e un valore terminale negativo del 20% a partire dal 2041.

Moderna, infine, divide al 50% con Merck gli utili economici generati da Intismeran.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: MRNA.US
Isin: US60770K1079
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