Mps, cda respinge l’offerta di Intesa e si spera nel rilancio

Secondo il board, l’offerta della banca torinese sottovaluta l’istituto di Piazza Salimbeni mentre si evidenziano al contempo preoccupazioni riguardo alle sinergie proposte e agli ostacoli normativi.
Indice dei contenuti
Mps boccia Opas di Intesa Sanpaolo
Luci su Banca Monte dei Paschi di Siena dopo la riunione del suo consiglio di amministrazione di ieri nella quale è stata bocciata l’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo giudicandola “inadeguata”.
Il board considera il premio implicito offerto inferiore alla media delle operazioni comparabili, mentre prosegue le analisi sulla proposta di aggregazione con Banco Bpm.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Mps avevano aperto la seduta in positivo, andando in controtendenza rispetto al resto del settore finanziario della Borsa di Milano, per poi tornare in parità, a 11,36 euro.
La view degli esperti
Un trader spiega all’agenzia Reuters che il titolo di Piazza Salimbeni va meglio del settore “perché il mercato spera in un miglioramento dell'Opas di Intesa o in altri colpi di scena”, nonostante le dichiarazioni dell’ad della banca torinese di ieri in cui smentiva questa ipotesi.
In una nota, Barclays sottolinea i dubbi espressi da Mps sul corrispettivo e sulla logica industriale dell'offerta di Intesa, ma evidenzia che non viene definita "ostile".
Il broker ritiene che molte delle criticità sollevate da Mps potrebbero essere risolte "con relativa facilità" da Intesa alzando la componente cash dell'offerta e cambiando un po' il perimetro delle filiali da cedere a Unipol -Bper per non smembrare il ramo retail. Barclays mette in luce anche che il riferimento a Banco Bpm nella nota di Siena resta piuttosto vago.
Un’offerta che sottovaluta Mps
Andando nel dettaglio delle valutazioni del cda di Mps, Intesa “sottovaluta” l’istituto senese e il board evidenzia al contempo preoccupazioni riguardo alle sinergie proposte e agli ostacoli normativi.
Intesa offre 1,6 proprie azioni più 1 euro in contanti per ogni azione di Siena conferita, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni Mps dell'ultimo giorno di negoziazione prima dell'annuncio dell'offerta.
"Il premio appare inferiore al livello medio dei premi osservati in analoghe offerte pubbliche di acquisto e/o scambio volontarie nel settore bancario italiano, pari a circa il 30%", ha precisato Mps.
Sinergie proposte giudicate troppo elevate
Il cda ha inoltre espresso dubbi sulle sinergie annuali al lordo delle imposte pari a 2,9 miliardi di euro previste da Intesa nell'ambito della sua offerta, composte sia da risparmi sui costi che da incrementi dei ricavi.
Queste "appaiono elevate rispetto alla dimensione economica" degli asset di Mps coinvolti nell'operazione, ha affermato la banca senese.
Per rispondere alle preoccupazioni antitrust, Intesa ha concordato di cedere alla compagnia assicurativa Unipol un ramo d'azienda bancario comprendente circa 635 filiali di Mps (circa la metà della rete) e gli uffici centrali dell'istituto a Siena.
Unipol, principale azionista di Bper Banca, fonderà poi tali attività con la stessa Bper, per creare una banca che opererà sotto il nome di Banca Monte dei Paschi.
Infine, secondo il board permane una significativa incertezza sulle valutazioni dell'antitrust, inclusi i possibili rimedi che le autorità di regolamentazione potrebbero richiedere e le valutazioni legate all'acquisizione da parte di Intesa della quota in Generali.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!


