Mps, ora è scontro anche legale tra il cda e Lovaglio

Si infiamma la ‘campagna elettorale’ in vista dell’assemblea degli azionisti della banca senese in agenda per metà aprile, con il cda uscente che presenta esposti e Plt che attacca Palermo.
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Mps e gli esposti presentati
Si accende lo scontro dentro Banca Monte di Paschi di Siena in vista dell’assemblea dei soci in agenda per il prossimo 15 aprile, appuntamento che vedrà nascere il nuovo corso della banca in attività più antica del mondo con l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione e i relativi vertici manageriali.
Fonti dell’agenzia Reuters riferiscono che Mps avrebbe presentato tre esposti indirizzati rispettivamente alla Banca centrale europea, alla Consob e alla Banca d'Italia relativi alla lista dei candidati al rinnovo del cda presentata da Plt Holding, con cui viene proposta la conferma di Luigi Lovaglio, ad dell’istituto a cui sono state appena ritirate le deleghe.
Le fonti della Reuters spiegano che gli esposti sono stati presentati per conto della banca dallo studio legale Legance e dall'avvocato Andrea Zoppini, ed evidenziano come Lovaglio avrebbe dovuto comunicare in anticipo l'accordo con Plt, alla luce dei suoi doveri nei confronti dell'istituto e del consiglio.
Nell'esposto Mps sostiene inoltre che, visto il profilo di “influenza rilevante” di Lovaglio, la lista di candidati avrebbe dovuto essere approvata dalla BCE, ha aggiunto la fonte.
La mossa segnala un'ulteriore escalation nella battaglia legale attorno alla guida di Rocca Salimbeni, con il Cda che ieri ha revocato a Lovaglio le deleghe di ad motivando la decisione con l'inserimento del banchiere nella lista di Plt, alternativa a quella presentata dal cda.
Plt attacca Palermo su Mediobanca
Intanto, lo scontro entra nel vivo anche nella ‘campagna elettorale’ tra le liste prima dell’assemblea, con l’entrata in campo del patron di Plt, Pierluigi Tortora, il quale ha attaccato Fabrizio Palermo, candidato ad della lista del cda.
Tortora, detentore dell’1,2% del capitale della banca, ha definito Palermo “un rischio governance per Mps”, in quanto la sua elezione metterebbe in dubbio l’operazione con Mediobanca, mentre parte il piano industriale con i 700 milioni di sinergie tra Piazzetta Cuccia e Rocca Salimbeni e i 16 miliardi di dividendi in cinque anni.
“Tali risultati non si realizzano automaticamente”, avvisava Tortora, in quanto “richiedono attenzione costante e leadership non contestata”. “Per questi motivi Lovaglio deve restare in sella”, spiega ai soci, così come ha già fatto negli incontri con i proxy advisor Iss e Glass Lewis.
“Sostituire ora il ceo, nel momento in cui la banca passa dal risanamento alla crescita, con un'integrazione complessa in corso non rappresenta un rafforzamento della governance", proseguiva il manager, e, anzi in questo momento "la continuità della leadership è più determinante".
Tortora attaccava poi la scelta di Palermo: “Non siede nel consiglio e non ha conoscenza diretta delle dinamiche operative e regolamentari della banca", e, per di più, il cambio al vertice "interromperebbe anche il legame tra gli architetti del piano e la sua esecuzione fin dal primo giorno del nuovo mandato".
Tre liste votabili
Un comunicato diffuso questa mattina da Mps precisava che “tutte e tre le liste presentate posso essere votate dagli azionisti”, “alla luce delle preliminari interlocuzioni con le Autorità Consob e Banca centrale europea, per quanto di rispettiva competenza, e sulla base delle informazioni ricevute sinora”,
Il comunicato faceva riferimento a quanto indicato in una nota lo scorso 25 marzo, quando venivano indicate solo 2 liste presentate entro il termine previsto dalla normativa di legge e di Statuto, chiarendo dunque sulla eleggibilità anche della terza lista, quella guidata da Lovaglio.
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