Mps, primo contatti con Bpm già ad aprile secondo media

Le trattative per una fusione tra i due istituti sarebbero iniziate già subito dopo l’assemblea della banca di Siena, ma l’operazione appare complicata anche a causa del nodo Crédit Agricole.
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Contatti tra Mps e Banco Bpm
Le trattative per una fusione tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm sarebbero già iniziate ad aprile scorso. A scriverlo è l’agenzia AdnKronos, secondo la quale i primi contatti tra le due banche sarebbero avvenuti nelle settimane immediatamente successive all’assemblea di Mps, in un quadro di interlocuzioni che avrebbe progressivamente preso consistenza.
L’operazione, però, non appare semplice e sono le stesse fonti dell’agenzia a spiegare che sarebbero i tempi tecnici a rendere difficile immaginare sviluppi immediati, in quella che si intreccerebbe con il riassetto più ampio del sistema bancario italiano e con il percorso già avviato da Siena sul fronte Mediobanca.
Stamattina, intanto, le azioni Mps aprono la seduta in crescita del 2%, tra le migliori del Ftse Mib, scambiando a 9,303, in un contesto positivo per i mercati grazie alle rinnovate speranze di una pace tra Stati Uniti e Iran.
Resta il nodo Crédit Agricole
Le fonti dell’agenzia spiegano che sul tavolo resterebbe il nodo Crédit Agricole, titolare del 22,9% di Banco Bpm e considerato un attore centrale in qualsiasi riassetto.
Per sciogliere questo nodo, una delle ipotesi allo studio sarebbe quella della cessione di sportelli sovrapposti tra Mps e Banco Bpm, soprattutto nelle aree del Nord Italia, come possibile elemento di compensazione per favorire un equilibrio nell’operazione.
Scenario che, aggiungono le fonti di AdnKronos, consentirebbe di sostenere la nascita di un terzo polo bancario nazionale evitando al tempo stesso il rischio di un rafforzamento francese su Banco Bpm, tema divenuto particolarmente sensibile dopo le tensioni legate al Golden Power e alle partite aperte nel settore del credito.
Mps e il suo ruolo nel terzo polo
"Vista la posizione dominante di Unicredit nel nostro mercato e la possibilità di esercizio della golden power nel caso manifestasse interesse per Banco Bpm, il ruolo di Mps in un ipotetico ruolo da “terzo incomodo” è possibile ed alcuni analisti lo stanno già considerando", spiega all'AdnKronos Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance alla Università Bocconi.
"In teoria, quindi, è una cosa coerente con il processo di concentrazione in corso. Occorre verificare e monitorare eventuali iniziative del Mef sulla quota Mps unitamente al comportamento di UniCredit (acquisti, dichiarazioni, silenzi, …) per avere più chiarezza su possibili scenari. Allo stato, comunque, è una situazione da osservare con attenzione ed in via continuativa", sottolinea ancora il professore.
La questione Banca del Mezzogiorno
Sempre l’AdnKronos scrive che il dossier si intreccerebbe alla questione della Banca del Mezzogiorno, con tre ipotesi in campo per l’istituto: Crédit Agricole, Credem e un’aggregazione legata a Banca Popolare di Puglia e Basilicata in tandem con Iccrea. La fase di data room, secondo le stesse fonti, dovrebbe aprirsi entro la fine di maggio.
Stando sempre alle fonti dell’agenzia, a prendere quota potrebbe essere proprio l’ipotesi legata a Banca Popolare di Puglia e Basilicata, anche in considerazione del progressivo intreccio tra il dossier Banco Bpm-Mps e le esigenze di Crédit Agricole: il gruppo francese potrebbe essere tentato da guardare con maggiore interesse agli eventuali sportelli derivanti da sovrapposizioni tra Banco Bpm e Monte dei Paschi nelle aree più forti del Nord Italia, ridimensionando così l’attenzione inizialmente dedicata al mezzogiorno.
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