Rally di Mps e Mediobanca dopo Opas di Intesa Sanpaolo

Lโeventuale esito dellโoperazione permetterebbe la nascita di un gruppo bancario primo in Italia per capitalizzazione di mercato, superando quella di UniCredit, anche se gli analisti ne sottolineano i rischi antitrust.
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Balzo delle azioni Mps e Mediobanca
Si infiamma il risico bancario italiano e la borsa reagisce immediatamente. Nella prima ora di contrattazioni, infatti, le azioni Mps arrivano a guadagnare oltre il 10%, superando quota 10 euro, seguita da Mediobanca, in crescita del 9% a 21,620 euro.
Tra le altre protagoniste delle nuove mosse nel comparto, Intesa Sanpaolo cede il 4%, scendendo a 5,567 euro, mentre Unipol viaggia di poco sopra la paritร (+0,50%), a 20,98 euro. In calo (-1%) anche Banco Bpm.
LโOpas di Intesa Sanpaolo
Stamattina Intesa Sanpaolo ha lanciato unโOpas su Banca Monte dei Paschi di Siena offrendo 1,6 azioni proprie e 1 euro in contanti per ogni azione Mps, mentre la componente in contanti sarebbe equivalente a circa 3 miliardi di euro. rispondendo cosรฌ a Banco Bpm che aveva annunciato di voler avviare colloqui con lo stesso istituto senese per una potenziale fusione. Lโofferta prevede un premio del 12,5% rispetto alla chiusura del titolo Mps di venerdรฌ scorso, pari a 8,945 euro,
Obiettivo finale dellโoperazione di Intesa sarร ilย delisting di Mps: lโaccordo prevede che la banca guidata da Carlo Messina mantenga quindiย Mediobancaย con il suo marchio, e una componente limitata di strutture centrali (con relative attivitร e passivitร di Mps, complessivamente rappresentanti circa lโ80% dellโutile netto 2025 di Mps + Mediobanca.
L'operazione include un accordo con Unipolย per la cessione al gruppo assicurativo di una parte significativa della rete Mps, ovvero circa 635 filiali e della maggior parte delle strutture centrali per un corrispettivo tra 3 e 3,5 miliardi di euro.Intesa manterrebbe circa 625 filiali di Mps e una quota limitata delle funzioni centrali, rappresentative complessivamente di circa l'80% dellโutile netto combinato atteso per Mps e Mediobanca nel 2025.
Primo gruppo bancario italiano
Sulla base delle capitalizzazioni di mercato al 5 giugno, l'integrazione tra i due istituti darebbe vita a un gruppo dal valore complessivo di circa 126 miliardi di euro, superiore agli oltre 100 miliardi di UniCredit e nettamente davanti agli altri principali operatori finanziari italiani.
L'operazione consentirebbe quindi a Intesa di rafforzare ulteriormente la propria leadership nel sistema bancario nazionale e di consolidare il ruolo di principale gruppo finanziario italiano per valore di mercato.
Il confronto mette inoltre in luce l'elevato grado di concentrazione che deriverebbe dall'aggregazione, con una dimensione quasi doppia rispetto a quella di Generali e ampiamente superiore a quella di Banco Bpm, Bper Banca e della stessa Mps considerate singolarmente.
Promozione dagli analisti
Il mercato guarda con favore alla logica industriale dell'operazione, pur evidenziando le sfide regolamentari e antitrust.
"A prima vista, la transazione proposta ha un senso strategico a lungo termine per Intesa", scrivono gli esperti di RBC, aggiungendo che i precedenti commenti dei leader politici italiani a favore del consolidamento bancario nazionale, escludendo Intesa, probabilmente influenzeranno l'andamento del mercato.
Gli analisti di Autonomous Research hanno definito l'offerta "strategicamente coerente", sottolineando come Intesa possa rafforzare ulteriormente la propria posizione nel wealth management e ottenere importanti sinergie di costo.
Gli esperti di Keefe, Bruyette & Woods (KBW) ritengono che il premio del 12,5% incorporato nell'offerta sia relativamente contenuto e lasci spazio a una possibile competizione con altre proposte sul tavolo.
Piรน cauti gli analisti di Barclays, secondo cui il successo dell'operazione dipenderร dalla capacitร di Intesa di superare gli ostacoli antitrust attraverso le cessioni giร concordate con Unipol e Bper Banca. Il broker ha inoltre indicato uno scenario ottimistico in cui il titolo potrebbe salire fino a 11,20 euro, rispetto al target price attuale di 7,80 euro, sottolineando le opportunitร strategiche dellโoperazione per Intesa Sanpaolo.
Gli analisti di Deutsche Bank hanno evidenziato il โforte potenziale strutturaleโ di Mps, prevedendo rendimenti tra i migliori del settore, pari al 14,7% nel 2028, mentre la divisione ricerca di BNP Paribas ha rivisto al rialzo il target price sulle azioni Mps da 10,5 a 10,6 euro, esprimendo un giudizio positivo.
Nel complesso, il consenso degli analisti vede nell'operazione un passaggio chiave nel consolidamento del settore bancario italiano, con la prospettiva di creare il secondo gruppo dell'Eurozona per capitalizzazione di mercato.
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