Saipem ‘top pick’ di BofA, Eni sale nonostante downgrade di BNP

Salgono ancora i prezzi del petrolio ma l’azionario di Piazza Affari legato all’energia resiste alle vendite di oggi sui mercati, dovute anche all’aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato degli Stati Uniti.
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I petroliferi resistono al rialzo del greggio
Settore petrolifero che resiste alle vendite a Piazza Affari, arrivate con l’aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato USA e dei prezzi del greggio.
Se il Ftse Mib cede il 2,30%, tra i pochi componenti dell’indice in verde ci sono proprio quelli legati al petrolio: Saipem (4,412 euro), Eni (24,40 euro) e Tenaris (25,50 euro) guadagnano l’1%.
Il Brent e il greggio WTI non si fermano, guadagnando l’1% e scambiando rispettivamente a 101,50 e 90 dollari al barile.
Il mercato energetico valuta le limitazioni all'offerta per via di una tempesta in arrivo sulle regioni petrolifere degli Stati Uniti e degli attacchi degli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, contro l'Arabia Saudita.
Saipem scelta da BofA
Oggi è arrivato un report positivo di Bank of America su Saipem: l’azienda italiana resta la ‘top pick’ del broker nel settore dei servizi petroliferi.
Saipem, su cui BofA ha confermato la raccomandazione buy e il target price di 5,50 euro, pubblicherà i risultati del terzo trimestre 2026 il 18 novembre.
La banca statunitense prevede la conferma della guidance per l'intero esercizio 2026, un approccio prudente riguardo alle prime indicazioni per il 2027 e un EBITDA del terzo trimestre superiore alle attese del 5%.
Inoltre, BofA non si aspetta che il conflitto in corso in Medio Oriente porti a un ulteriore profit warning (previsione condivisa dal consensus), ma il contesto potrebbe influenzare la pubblicazione anticipata della guidance per il 2027.
Questo non ci induce, di per sé, alla prudenza: la stima di BofA di EBITDA per il 2027 è superiore del 10% rispetto al consensus, ma la banca d'affari ritiene improbabile che tale livello venga formalizzato nella guidance in questa fase preliminare.
Downgrade per Eni
Passando a Eni, la spinta del petrolio risulta più forte del giudizio negativo arrivato oggi dagli analisti di Exane BNP Paribas che hanno ridotto da buy a neutral la raccomandazione sul titolo, con target price a 25 euro.
Gli esperti vedono un limitato upside per il titolo alle valutazioni attuali.
Intanto, il colosso energetico ha comunicato di aver acquistato tra il 28 settembre e il 2 ottobre 2026, complessivamente 4.137.494 azioni proprie, pari allo 0,14% del capitale sociale, a un prezzo medio ponderato di 24,1692 euro per azione e per un controvalore pari a 99.999.941,18 euro.
Gli acquisti rientrano nella seconda tranche del programma di buyback deliberato dall'assemblea del 6 maggio 2026, finalizzato a riconoscere agli azionisti un'ulteriore remunerazione rispetto alla distribuzione dei dividendi.
Dall'avvio del programma, l'8 maggio 2026, la Società del Cane a sei zampe ha acquistato complessivamente 77.277.221 azioni proprie, pari al 2,55% del capitale, per un controvalore di 1.754.915.622,72 euro.
Considerando anche le azioni già in portafoglio, Eni detiene complessivamente 164.105.328 azioni proprie, pari al 5,42% del proprio capitale sociale.
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