Ferragamo supera le attese sugli utili: il titolo vola in Borsa

Ferragamo supera le attese sugli utili: il titolo vola in Borsa

Il gruppo del lusso registra un EBIT migliore delle previsioni nonostante il calo annuo. Piano di rilancio in corso con chiusura di negozi meno performanti e focus su mercati chiave.

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Azioni Salvatore Ferragamo in evidenza

Salvatore Ferragamo sempre protagonista a Piazza Affari dopo la diffusione dei risultati del 2025 superiori alle previsioni degli esperti.

Il titolo arriva a guadagnare oltre il 9% nel corso della seduta, toccando un massimo di 6,675 euro, recuperando così le perdite delle ultime due settimane.

Utile operativo in calo ma sopra le previsioni

Nel dettaglio, Ferragamo ha comunicato che l’utile operativo rettificato (EBIT) del 2025 si è attestato a 24,3 milioni di euro, in calo del 30% rispetto all’anno precedente, ma comunque migliore rispetto alle stime del mercato, contribuendo al rimbalzo del titolo.

Il dato viene interpretato come un segnale di tenuta in una fase di trasformazione per la casa di moda.

Il risultato operativo lordo (EBITDA) d’esercizio 2025 è stato pari a 166 milioni, in calo del 23,0% rispetto ai 215 milioni al 31 dicembre 2024, con un’incidenza sui ricavi pari al 17%, rispetto al 20,8% al 31 dicembre 2024.

I ricavi consolidati sono scesi del 3,8% a cambi costanti, a 977 milioni, e del -5,7% a cambi correnti rispetto all’esercizio 2024.

Piano di rilancio

Il gruppo con sede a Firenze ha confermato di essere impegnato in un piano di rilancio che prevede una revisione della rete distributiva.

Tra il 2025 e il 2026 l’azienda prevede di chiudere circa 70 negozi con performance inferiori alle attese, in gran parte in Cina. Parallelamente verranno aperti nuovi punti vendita in città ritenute più strategiche, con una riduzione netta complessiva di circa 30 store.

Andamento dei mercati

Secondo quanto riferito durante la conference call con gli analisti da Ernesto Greco, membro del consiglio di amministrazione, i primi mesi del 2026 mostrano dinamiche differenti tra i mercati.

Negli Stati Uniti le vendite stanno registrando una crescita a doppia cifra, mentre in Europa il mercato rimane sostanzialmente stabile. Ancora debole invece la domanda in Cina, che continua a pesare sulle performance complessive del gruppo.

Greco fa parte del comitato consultivo che affianca il presidente della società in attesa della nomina di un nuovo amministratore delegato, dopo l’uscita di Marco Gobbetti lo scorso anno.

Il manager ha inoltre sottolineato che il canale wholesale potrebbe rimanere sotto pressione nel breve periodo. Per questo motivo, il gruppo sta adottando un approccio più selettivo e ha sospeso temporaneamente all’inizio dell’anno le spedizioni verso il grande magazzino statunitense Saks, successivamente riprese.

Tensioni geopolitiche e impatto sul lusso

Per quanto riguarda il contesto geopolitico, Ferragamo ha indicato che il Medio Oriente rappresenta meno del 2% dei ricavi del gruppo. Di conseguenza, il conflitto legato alla guerra in Iran non dovrebbe avere un impatto diretto significativo sui conti.

Il management ha tuttavia avvertito che, se la crisi dovesse prolungarsi, l’intero settore globale del lusso potrebbe risentirne in termini di domanda e fiducia dei consumatori.

Le valutazioni degli analisti

Dopo la pubblicazione dei risultati, diverse case d’investimento hanno aggiornato le proprie valutazioni sul titolo della casa di moda.

Mediobanca ha alzato il prezzo obiettivo da 7,75 a 7,85 euro, confermando la raccomandazione neutral e spiegando la revisione con la “forte sovraperformance dell’Ebit nel 2025” e con aspettative di una ripresa più solida dei margini dal 2026.

Più significativo il cambio di giudizio da parte di Banca Akros, che ha migliorato il rating da sell a neutral alzando il target price da 5,7 a 6,3 euro grazie alle migliori efficienze sui costi registrate dal gruppo.

Anche Equita ha sottolineato come l’Ebit rettificato 2025 sia stato superiore alle attese grazie al controllo dei costi e ha rivisto al rialzo le stime sull’Ebit (+35% sul 2026, +9% sul 2028 e +4% sul 2030), confermando però rating hold e prezzo obiettivo a 7,7 euro.

JP Morgan mantiene invece raccomandazione neutral e target a 7,5 euro, definendo incoraggianti le indicazioni sull’avvio del 2026 e alzando di circa il 30% le stime sull’Ebit 2026.

Più cauta Barclays, che ribadisce rating underweight con prezzo obiettivo a 4,9 euro pur riconoscendo che l’Ebit 2025 ha superato le attese grazie al contenimento dei costi, mentre Intesa Sanpaolo evidenzia risultati migliori delle stime in termini di redditività e free cash flow, mantenendo un giudizio underperform con target a 6,2 euro.

Risultati consolidati del Gruppo Salvatore Ferragamo al 31 dicembre 2025

Fonte: sito ufficiale di Salvatore Ferragamo

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