Stellantis punta Marelli: si cerca il salvataggio dell’ex Magneti

Indiscrezioni di stampa riportano di trattative con Nissan dopo che la società aveva fatto domanda di fallimento ai sensi del Chapter 11 negli Stati Uniti, anche se la conclusione positiva non è ancora data per certa.
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Stellantis interessata a Marelli
Sarebbero in corso le trattative tra Stellantis e Nissan finalizzate all’acquisizione da parte della casa automobilistica italo-francese di Marelli Holdings. Secondo fonti di Bloomberg, infatti Stellantis starebbe valutando l’acquisizione del business delle sospensioni di Marelli in Italia e in altri Paesi, mentre Nissan sarebbe interessata agli asset in Giappone del fornitore relativi agli interni (cockpit).
Gli asset che la casa automobilistica starebbe valutando includono impianti in Polonia, Brasile e Messico, sempre secondo le fonti del media statunitense.
Sia Stellantis che Nissan sono coinvolte nelle trattative di riorganizzazione di Marelli a causa dei rapporti di lavoro stretti con l’azienda e in quanto tra i principali creditori non garantiti, secondo i documenti giudiziari.
Marelli ha ricevuto finanziamenti di emergenza da un gruppo dei suoi creditori senior.
Per ora si tratta solo di indiscrezioni e le tre società si sono rifiutate di rispondere alle richieste di un commento effettuate dal media statunitense.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Stellantis aprono la seduta in calo del 2%, scendendo sotto i 5 euro, in un contesto negativo per il Ftse Mib (-0,88%).
Le difficoltà di Marelli
La trattativa arriva in un momento in cui Marelli sta affrontando una difficile riorganizzazione in seguito alla presentazione dell’istanza di fallimento di un anno fa secondo il ‘Chapter 11’. Proprio per cercare di salvare l’azienda, Stellantis e Nissan starebbero effettuando queste trattative, anche se la conclusione positiva non è ancora certa, secondo le fonti di Bloomberg.
Marelli, che produce interni, sistemi climatici ed elettronica per auto, ha richiesto la protezione dal tribunale statunitense dai creditori dopo che clienti come Stellantis (produttore di Jeep e Fiat) e Nissan hanno registrato un calo delle vendite nei mercati chiave. L’azienda ha anche addebitato la situazione a dazi doganali e problemi persistenti nella catena di approvvigionamento, emersi durante la pandemia di Covid-19, come riportato nei documenti giudiziari.
Lo status di Chapter 11 offre a Marelli una tregua dalle richieste dei creditori, permettendo all’azienda di continuare le operazioni quotidiane mentre tenta di riorganizzare i debiti. Molte aziende in difficoltà, come Marelli, che hanno asset significativi negli Stati Uniti, scelgono il Chapter 11 per il suo processo giudiziario collaudato e la prospettiva di una rapida uscita dalla procedura.
L’azienda prevede di uscire dal fallimento entro quest’anno, sotto il controllo dei suoi principali finanziatori, tra cui Strategic Value Partners, MBK Partners, Fortress Investment Group e Polus Capital Management.
La storia di Marelli
Marelli, nata nel 2019 dalla fusione tra fornitori automotive italiani e giapponesi con il sostegno di fondi di private equity, quando era stata creata da KKR dopo aver acquisito Magneti Marelli da Fiat Chrysler per circa 6,2 miliardi di euro, fondendola con Calsonic Kansei, un fornitore giapponese legato a Nissan già di proprietà del fondo di private equity.
Magneti Marelli, fondata nel 1919, rimane una componente chiave del tessuto industriale del settore automotive italiano.
Oltre a Stellantis e Nissan, tra i clienti di Marelli ci sono anche costruttori tedeschi come BMW, che stanno affrontando pressioni simili.
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