Tesla, Jp Morgan cambia rotta: target price triplicato

La banca vede nell'autonomia e nella robotica i principali motori di crescita del gruppo. Attesi ricavi oltre 200 miliardi di dollari entro il 2030 e un forte incremento della redditività .
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Jp Morgan alza il target price su Tesla
Cambio di rotta per Jp Morgan su Tesla, che alza il giudizio da underweight a neutral sul titolo e portando il prezzo obiettivo a 475 dollari per azione dai precedenti 145 dollari. Ieri le azioni Tesla hanno chiuso a 418,45 dollari.
La decisione segna una svolta rispetto alla tradizionale posizione prudente della banca nei confronti del produttore di veicoli elettrici guidato da Elon Musk.
Secondo i dati raccolti da LSEG, il consenso di mercato rimane sostanzialmente equilibrato: 24 analisti raccomandano l'acquisto del titolo, 23 mantengono una posizione neutrale e sette esprimono una raccomandazione di vendita.
L'upgrade di Jp Morgan rappresenta tuttavia un segnale particolarmente rilevante, considerando che fino a poche settimane fa la banca figurava tra gli osservatori più cauti su Tesla e attribuiva al titolo uno dei target price più bassi di Wall Street.
Una valutazione sempre meno legata all'auto elettrica
Secondo gli analisti guidati da Rajat Gupta, che hanno avviato la copertura del titolo soltanto il mese scorso, la valutazione di Tesla è oggi sempre più influenzata dalle prospettive di crescita nei settori della guida autonoma, della robotica e dell'intelligenza artificiale, piuttosto che dagli utili a breve termine derivanti dalla vendita di veicoli elettrici.
Gli investitori, secondo Jp Morgan, stanno progressivamente guardando oltre il rallentamento del business automobilistico tradizionale e si stanno concentrando sulle opportunità offerte dai robotaxi, dai robot umanoidi, dai chip dedicati all'intelligenza artificiale e dai servizi software, attività che potrebbero ridefinire il profilo degli utili della società nel prossimo decennio.
Il vantaggio competitivo dell'integrazione verticale
Uno dei principali punti di forza individuati dagli analisti riguarda l'elevato livello di integrazione verticale raggiunto da Tesla tra hardware e software.
"Riteniamo che questo aspetto sia ancora in qualche modo sottovalutato e frainteso, nonostante il netto vantaggio iniziale che comporta", hanno scritto gli esperti in un report.
Secondo la banca, questa integrazione rappresenta un elemento distintivo rispetto alla concorrenza e potrebbe consentire all'azienda di monetizzare più rapidamente le nuove tecnologie legate all'autonomia e all'IA.
Le nuove stime: ricavi oltre 200 miliardi e utili in forte crescita
L'aggiornamento delle valutazioni si riflette nelle nuove previsioni finanziarie elaborate da Jp Morgan.
La banca stima che i ricavi possano più che raddoppiare, passando da circa 95 miliardi di dollari nel 2025 a circa 203 miliardi entro il 2030. Quasi la metà di questa crescita sarebbe attribuibile alle attività emergenti legate all'autonomia, alla robotica e ai servizi.
Sul fronte della redditività , gli analisti ritengono che l'utile per azione (EPS) possa invertire il trend dopo il 2028 e quasi quadruplicare, passando da circa 1,95 dollari nel 2026 a circa 7,50 dollari entro il 2030: nel primo trimestre del 2026 un utile per azione rettificato pari a 0,41 dollari.
Opportunità e rischi
Nel modello di valutazione elaborato da Gupta, Tesla viene considerata come un operatore attivo in cinque mercati interconnessi: automotive, accumulo energetico, robotaxi, robot umanoidi e licenze infrastrutturali.
Secondo le stime della banca, il mercato indirizzabile complessivo di queste attività potrebbe raggiungere circa 3.900 miliardi di dollari entro il 2035, offrendo al gruppo un potenziale di crescita ben superiore a quello associato al solo business automobilistico.
Nonostante il tono più costruttivo, Jp Morgan mantiene un approccio prudente sui rischi legati all'esecuzione della strategia.
La banca evidenzia in particolare le incognite connesse alle autorizzazioni normative, alla validazione della sicurezza dei sistemi autonomi e alla capacità di scalare commercialmente le nuove tecnologie. Si tratta di fattori che potrebbero rallentare o limitare la realizzazione delle ambiziose prospettive di crescita incorporate nelle valutazioni.
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