UniCredit, apertura da Commerzbank: “accordo possibile con rilancio”

Le parole pronunciate dalla Ceo della banca tedesca arrivano dopo il balzo di ieri delle adesioni all’Ops lanciata da Piazza Gae Aulenti e mostrano un cambio di clima rispetto ai mesi scorsi.
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UniCredit e l’apertura di Orlopp
Un rilancio potrebbe aprire le porte ad un accordo tra UniCredit e Commerzbank. Con queste parole, la Ceo dell’istituto tedesco, Bettina Orlopp, ha disteso le braccia verso la banca milanese, chiedendo però migliori condizioni economiche da parte di Andrea Orcel.
L’apertura arriva il giorno dopo lo scatto delle adesioni all’Ops lanciata da UniCredit verso Commerzbank e nel corso di un evento a Zurigo organizzato da Goldman Sachs, ma Orlopp ha fissato due condizioni per l’accordo.
La prima, spiegava la manager, è “un premio adeguato per i nostri azionisti perché vediamo che l’offerta attuale non include alcun premio”. La seconda "è che crediamo che ci sia molto valore nel nostro modello di business e nel modo in cui operiamo, perché non siamo una banca che ha bisogno di essere ristrutturata. Siamo una banca che ha mostrato una crescita significativa negli ultimi anni e di cui potete avvalervi".
Le parole di Orlopp di ieri mostrano un atteggiamento più morbido rispetto alle asprezze dei mesi scorsi e sembrerebbe porre fine alla stagione del ‘muro contro muro’ tra le due banche. La manager ha inoltre chiarito di aver “contattato personalmente UniCredit per far loro sapere che saremmo pronti a fare un accordo”.
A Piazza Affari, intanto, le azioni UniCredit aprono la seduta odierna in calo di mezzo punto percentuale, a 73,93 euro, complice anche un sentiment di mercato ancora debole (Ftse Mib a -0,20%).
Rilancio per Commerzbank escluso
Da UniCredit, però, continuano ad escludere un rilancio e anche il mercato sembra non crederci, viste anche le condizioni createsi negli ultimi mesi.
Intanto, il balzo delle adesioni ha portato al 34,4% la quota detenuta da Piazza Gae Aulenti, oltre l’obiettivo del 30% fissato da Orcel come soglia minima, mentre il pacchetto contendibile si va assottigliando: alcuni analisti indicano che le adesioni possono crescere al massimo ancora del 10-15% considerando le quote in mano agli attuali soci quali il governo tedesco (13%), investitori passivi (17%) e retail (17%).
Nuovi attacchi
Se la vicenda delle quote può spiegare le caute aperture di Orlopp, la manager non ha risparmiato nuovi attacchi a UniCredit.
"Le adesioni all'Ops sono arrivate da Nomura e altre banche che in molti casi sono collegate a UniCredit tramite contratti derivati. Non si tratta dei nostri investitori istituzionali, a loro non piace l'offerta", spiegava la manager, rimarcando che "non è economicamente razionale in questo momento aderire a un'offerta a sconto", non c'è "nessuna ragione per cui qualcuno dovrebbe farlo".
Secondo Orlopp, l’offerta “distrugge valore per tutti gli stakeholder, non solo i nostri ma anche quelli di UniCredit” perché in caso di successo “Commerzbank soffrirà e Hvb soffrirà”. La numero uno della banca tedesca ha dichiarato che Commerzbank non ha bisogno di ristrutturazioni, avendo dimostrato una grande crescita negli ultimi mesi. “Vogliamo assicurarci che questo sia riflesso nella governance e nel modello di business anche in caso di combinazione con UniCredit”, ha aggiunto, “anche perché non bisogna dimenticare che se ci sarà un'aggregazione il mercato più grande della nuova entità sarà la Germania”.
Secca la risposta da Piazza Gae Aulenti: "Non commentiamo insinuazioni prive di fondamento fattuale. I fatti sono quelli che abbiamo comunicato ieri", ha spiegato un portavoce della banca.
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