UniCredit, Orcel: “stop a Ops su Commerzbank senza il controllo”

Rimanere al di sotto del controllo potrebbe comunque garantire rendimenti elevati e lasciare spazio a un futuro accordo a condizioni migliori, mentre acquisirne il controllo consentirebbe alla banca di implementare la propria strategia e creare valore al di sopra del costo del capitale proprio.
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Il piano di Orcel di UniCredit
“Se non dovessimo ottenerne il controllo, ci prenderemo una pausa e ci concentreremo su altre questioni interne”. Con queste parole rilasciate a Bloomberg TV, l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha parlato della strategia della banca nei confronti di Commerzbank, facendo riferimento all’Ops in partenza il 5 maggio.
L'offerta pubblica di acquisto, annunciata il mese scorso con un premio quasi nullo, potrebbe portare la partecipazione di UniCredit oltre il 30%. "Se superiamo il 30% non saremo più obbligati" a presentare un'offerta, ha dichiarato Orcel, pertanto "sarà una nostra decisione se e quando" aumentare la partecipazione.
Rimanere al di sotto del controllo potrebbe comunque garantire rendimenti elevati e lasciare spazio a un futuro accordo a condizioni migliori, mentre acquisirne il controllo consentirebbe alla banca di implementare la propria strategia e creare valore al di sopra del costo del capitale proprio.
Botta e risposta
La banca milanese sta cercando di acquisire Commerzbank da oltre 18 mesi: l'acquisto di una prima quota dal governo tedesco risale al settembre 2024 e, da allora, la dirigenza di Commerzbank ha sempre respinto l'offerta.
Ieri UniCredit ha criticato la strategia ‘Momentum’ della ceo Bettina Orlopp per Commerzbank e ha presentato una serie di proposte per migliorare le performance dell'istituto di credito.
Di tutta risposta, Orlopp ha affermato che l'interesse di Orcel per Commerzbank equivaleva a "tattiche ostili e descrizioni fuorvianti". "Siamo stupiti che UniCredit abbia impiegato più di 18 mesi per presentare un piano unilaterale che manca di una comprensione di base dei fattori chiave del nostro modello di business, nonostante i regolari incontri con gli investitori durante questo periodo", attaccava la manager.
Orcel rispondeva alle accuse dei tedeschi affermando di aver fatto “tutto il necessario” per portare avanti l'accordo e che ora la decisione spetta agli altri azionisti. "Siamo stati liquidati dopo due settimane con il rifiuto di fornire qualsiasi dettaglio, e quindi non abbiamo altra scelta che rendere pubbliche le nostre posizioni", proseguiva, aggiungendo che "Ora spetta al 70% degli azionisti, oltre a noi, decidere se rimanere in Commerzbank alle condizioni attuali o se intraprendere altre strade".
Il parere degli analisti
Dopo la conference di ieri sul piano di UniCredit su Commerzbank, Equita confermava il rating buy e tp di 86 euro rispetto ai 67,85 euro di oggi (-0,20%)
Sulla base delle attuali condizioni di offerta e dei target di sinergie forniti dalla banca, gli esperti stimano spazio per creazione di valore in area 10-15% in caso di piena adesione all'offerta.
Con sinergie a run-rate, la sim calcola un ROIC da una piena acquisizione a circa il 14%. Questo elemento, combinato con un Cet 1 post business combination in area 13%, limita gli spazi per significative revisioni delle condizioni di offerta.
Ad oggi, anche alla luce dei contrasti con il management della banca tedesca e dell'opposizione politica, Equita continua in ogni caso a ritenere il superamento della soglia del 30% senza il raggiungimento del controllo come lo scenario più probabile.
Rating neutral e prezzo obiettivo a 80 euro sul titolo della banca per WebSim intermonte, ritenendo che una potenziale aggregazione tra i due istituti possa portare l'estrazione di sinergie visibili e creazione di valore. Questa possibilità rimane tuttavia subordinata al superamento dell'attuale percezione di ostilità attraverso l'avvio di un dialogo trasparente e costruttivo con i sindacati e l'intera base degli stakeholder di Commerzbank. Tuttavia, conclude Intermonte, anche nello scenario in cui UniCredit concluderebbe l'offerta con una quota inferiore a quella di controllo, l'operazione porterebbe benefici agli azionisti di Unicredit, in quanto la banca continuerebbe a contabilizzare la partecipazione a patrimonio netto, andando quindi a beneficiare di una quota addizionale di utili che sarebbe distribuibile.
Target price fissato a 77 euro sulle azioni UniCredit, con rating hold, per Deutsche Bank. Il management milanese, spiegano gli analisti, ha confermato la presenza di due possibili scenari: mantenere una partecipazione di minoranza (UniCredit detiene attualmente una quota diretta del 26%, più il 2% tramite derivati), che UniCredit considera al momento finanziariamente ottimale con un ROIC superiore al 20% e protezione dal ribasso, oppure acquisire il pieno controllo, puntando in ogni caso a rendimenti superiori al costo del capitale proprio (che DB stima intorno al 12-13%).
In caso di fusione, che non avverrebbe prima del 2029, UniCredit prevede utili combinati pari a 21 miliardi di euro entro il 2030 (circa il 23% del ROTE), sostenuti da sinergie per 1,1 miliardi di euro derivanti da una significativa ristrutturazione operativa. Qualora si raggiungesse il pieno controllo, la banca italiana prevede un'integrazione graduale e ponderata, con una fusione completa non prevista prima del 2029, consentendo nel frattempo lo sblocco strategico del potenziale di Commerzbank A seconda del livello di controllo raggiunto, l'impatto del Cet 1 su Unicredit potrebbe essere di 280 punti base (con una partecipazione del 50%) o 200 punti base (con una partecipazione del 100%).
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