BCE: due per una poltrona dopo Lagarde

BCE: due per una poltrona dopo Lagarde

Christine Lagarde smentisce le voci di addio anticipato ma a Francoforte si moltiplicano i nomi per la successione.

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“Resto concentrata sul mio ruolo”

Christine Lagarde prova a spegnere le voci di un’uscita anticipata dalla guida della Banca centrale europea. Dopo le indiscrezioni del Financial Times su possibili dimissioni prima delle presidenziali francesi del 2027, la presidente ha voluto chiarire la sua posizione in un messaggio ai membri del Consiglio direttivo: resta “pienamente concentrata” sul suo incarico e assicura che, in caso di decisioni personali, sarebbero loro i primi a saperlo.

Parole che, secondo Reuters, i destinatari hanno interpretato come un chiaro segnale di stabilità. Il mandato di Lagarde è ufficialmente previsto fino a ottobre 2027, e, almeno per ora, non ci sarebbe alcuna intenzione di interromperlo.

Le manovre politiche di Parigi

Dietro i rumor, però, si intravedono dinamiche politiche francesi. Con le elezioni presidenziali fissate per l’aprile 2027, il presidente Emmanuel Macron vorrebbe avere un ruolo nella scelta del prossimo numero uno della BCE. Un’eventuale uscita anticipata di Lagarde consentirebbe infatti a Parigi di influenzare la nomina, evitando possibili stravolgimenti in caso di vittoria dell’ultradestra euroscettica.

Nel sistema europeo delle nomine, gli equilibri sono sempre delicati. L’asse Parigi-Berlino che portò nel 2019 a Lagarde e Ursula von der Leyen potrebbe ripetersi, ma con protagonisti diversi e un contesto politico più instabile.

Scadenze e caselle da riempire

Il 2026 sarà un anno cruciale per la BCE. Il governatore della Banque de France François Villeroy de Galhau ha già annunciato le dimissioni in anticipo, mentre nel 2027 scadranno i mandati di Lagarde, del capo economista Philip Lane e della tedesca Isabel Schnabel.

Un calendario fitto che alimenta indiscrezioni su una possibile “ristrutturazione” del vertice di Francoforte. Ogni nomina all’Eurotower, infatti, si inserisce in un mosaico di compensazioni politiche che coinvolge anche Bruxelles e le principali capitali europee.

Una poltrona per due: Knot e De Cos, i favoriti in corsa

Due nomi riscuotono più consenso di altri nei corridoi di Bruxelles. Klaas Knot, olandese ed ex governatore della banca centrale di Amsterdam, rappresenta l’ala “falco” della BCE: rigorista sui tassi, ma pragmatico nel gestire la fine della stretta monetaria. 

Pablo Hernández de Cos, governatore della Banca di Spagna, è invece un profilo più “colomba”, sensibile alla crescita e alla stabilità dei mercati.

Sullo sfondo restano la tedesca Isabel Schnabel e il governatore della Bundesbank Joachim Nagel, nomi forti per rappresentare Berlino. Ma tra gli osservatori non si esclude neppure un outsider capace di sorprendere come fece Lagarde nel 2019.

Mercati in attesa, euro sotto osservazione

Per ora, la BCE resta saldamente sotto la guida di Lagarde, ma le speculazioni potrebbero pesare sulla fiducia dei mercati. “Anche una semplice incertezza sulla leadership potrebbe iniettare volatilità e causare un modesto indebolimento dell’euro”, osserva Matthew Ryan, strategist di Ebury.

La presidente, da parte sua, sembra determinata a restare al timone. In un clima di attese e manovre politiche sullo sfondo, Lagarde difende la sua posizione. A Francoforte, la poltrona più pesante d’Europa è – almeno per ora – ancora sua.

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