Banche europee in caduta libera: Deutsche Bank -5,4%, Raiffeisen -6,7% con la crisi USA-Iran

Banche europee in caduta libera: Deutsche Bank -5,4%, Raiffeisen -6,7% con la crisi USA-Iran

La crisi geopolitica tra Stati Uniti e Iran abbatte il settore bancario europeo nella seduta del 3 marzo 2026, con perdite generalizzate che vanno dal -4,2% di Barclays al -6,7% di Raiffeisen Bank. Il timore di un deterioramento del quadro macroeconomico globale, l'impatto sui tassi e l'esposizione ai mercati emergenti penalizzano l'intero comparto, trascinando al ribasso anche i titoli italiani: UniCredit cede il -6,5%, Intesa Sanpaolo il -5,7%.

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Un lunedì nero per il settore bancario

La seduta del 3 marzo 2026 si è rivelata devastante per le banche europee quotate, con vendite massicce che hanno colpito indiscriminatamente l'intero comparto. Il catalizzatore principale è la crisi geopolitica tra Stati Uniti e Iran, che ha fatto esplodere la volatilità sui mercati globali e spinto gli investitori verso asset rifugio — oro e dollaro in testa — abbandonando i titoli più ciclici e sensibili al rischio.

Tra le vittime più colpite della giornata spicca Raiffeisen Bank International (RBI.VI), che perde il -6,67% a 37,22 €, dai 39,88 € della vigilia, con un'apertura a 38,90 € e un minimo intraday a 36,90 €. La banca austriaca, notoriamente esposta all'Europa dell'Est e ai mercati emergenti dell'area ex-sovietica, paga un premio di rischio geopolitico amplificato dall'escalation in Medio Oriente. I volumi scambiati — 551.284 titoli — confermano la pressione delle vendite.

Deutsche Bank e Commerzbank: franano i big tedeschi

Il comparto bancario tedesco è tra i più colpiti. Deutsche Bank (DBK.XETRA) cede il -5,45% a 27,655 €, con scambi superiori a 6,9 milioni di azioni. Il calo si inserisce in una tendenza ribassista che dura da oltre un mese: il titolo era scambiato a 33,44 € il 2 febbraio scorso, accumulando una perdita di circa il -17% nell'arco di quattro settimane. Per Deutsche Bank, il timore degli investitori riguarda l'impatto di un eventuale rallentamento economico globale sul portafoglio crediti e sui ricavi del segmento investment banking.

Commerzbank (CBK.XETRA) non è da meno, con un ribasso del -5,50% a 31,46 € dai 33,29 € precedenti, su volumi di 2,8 milioni di titoli. La seconda banca tedesca, oggetto negli ultimi mesi di speculazioni riguardo a possibili operazioni di M&A, vede allontanarsi gli acquirenti potenziali in un contesto di mercato così incerto.

Société Générale e Barclays: la crisi non risparmia Francia e Gran Bretagna

Anche i grandi istituti francesi e britannici subiscono perdite significative. Société Générale (GLE.PA) arretra del -5,90% a 67,04 €, dai 71,24 € della chiusura precedente, con oltre 2,1 milioni di azioni scambiate. La banca parigina aveva recentemente annunciato il piano di riacquisto di azioni proprie — già completato al 48,2% al 27 febbraio — e il rinnovo del Consiglio di Amministrazione in vista dell'assemblea del 27 maggio 2026, segnali di una gestione attiva del capitale. Ma la crisi geopolitica neutralizza temporaneamente questi elementi positivi.

Barclays (BARC.LSE) cede il -4,21% a 418,95 pence, dai 437,35 pence precedenti, su volumi elevatissimi di oltre 45 milioni di titoli. La banca britannica, che opera in modo significativo nei mercati dei capitali internazionali, è penalizzata dall'aumento dell'avversione al rischio globale e dal timore di un impatto negativo sui ricavi da trading.

Le banche italiane: UniCredit e Intesa giù di oltre il 5%

Il settore bancario italiano non sfugge al sell-off generalizzato. UniCredit (UCG.MI) è tra le peggiori, con un calo del -6,47% a 65,66 €, dai 70,20 € della vigilia, su scambi di 6,7 milioni di azioni. Il titolo, che nelle ultime settimane aveva beneficiato delle aspettative di consolidamento del settore, subisce oggi una violenta correzione.

Intesa Sanpaolo (ISP.MI) perde il -5,73% a 5,284 € su volumi record di 81,6 milioni di azioni, confermandosi tra i titoli più liquidi di Piazza Affari. Seguono:

  • Banco BPM (BAMI.MI): -5,38% a 11,525 €
  • BPER Banca (BPE.MI): -5,78% a 10,85 €
  • Banca MPS (BMPS.MI): -5,13% a 7,694 €

La correlazione tra i titoli bancari italiani e il contesto geopolitico internazionale è amplificata dall'esposizione delle banche italiane ai BTP, il cui rendimento tende a salire nelle fasi di risk-off, comprimendo i margini attesi.

Cosa guardare nelle prossime sedute

Per gli investitori del comparto bancario europeo, le prossime sedute saranno cruciali. I principali elementi da monitorare sono:

  • L'evoluzione del conflitto USA-Iran: qualsiasi de-escalation potrebbe favorire un rimbalzo tecnico significativo, data la velocità e l'ampiezza delle perdite odierne
  • Le decisioni della BCE: in un contesto di crisi geopolitica, la Banca Centrale Europea potrebbe modificare le proprie aspettative sui tassi, con implicazioni dirette per i margini di interesse delle banche
  • I livelli tecnici chiave: Deutsche Bank ha rotto supporti importanti in area 28 €, UniCredit ha perso quota 66 €; un recupero sopra questi livelli sarebbe il primo segnale di stabilizzazione
  • L'esposizione ai mercati emergenti: istituti come Raiffeisen Bank e Société Générale, con significative attività nell'Europa dell'Est e nei Paesi in via di sviluppo, potrebbero restare sotto pressione se la crisi geopolitica si estendesse ad altre aree geografiche

Nel breve termine, il sentiment rimane negativo: i dati EODHD mostrano un sentiment normalizzato positivo per UniCredit (0,963) e Société Générale (0,9825) nelle ultime 48 ore, ma questo riflette le aspettative precedenti alla crisi odierna, non ancora aggiornate.

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