Banco Bpm conferma il dividendo dopo un 2025 con utile in crescita

L’istituto guidato da Giuseppe Castagna distribuirà lo stesso dividendo dello scorso anno anche nel 2026 grazie al vantaggio maturato nel 2025, a una solida prospettiva di redditività e a ulteriori miglioramenti nella generazione di capitale.
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I risultati di Banco Bpm
Utile netto in crescita, oltre le attese del mercato, conferma del dividendo e dei target operativi con possibile overpeformance. Questa la sintesi dei risultati di Banco Bpm nel 2025 diffusi ieri a mercato chiuso.
Nel dettaglio, la banca ha realizzato un utile netto di 2,08 miliardi di euro lo scorso anno, segnando una crescita dell’8,4% rispetto al 2024, superando le previsioni del consensus di LSEG di 1,89 miliardi e la guidance fissata dallo stesso istituto, pari a 1,95 miliardi. L'utile è stato spinto dalla crescita delle commissioni che ha più che compensato l'impatto del calo dei ricavi dall'attività creditizia.
Con i ricavi operativi dell’anno aumentati del 4,4% a 6 miliardi, il gruppo ha registrato anche livelli record di redditività, con un risultato lordo dell’operatività corrente pari a 2.813,4 milioni ed un utile netto di 2.082 milioni.
“L’esercizio 2025 è stato caratterizzato da una situazione di perdurante instabilità geopolitica, derivante, in particolare, dal protrarsi del conflitto in Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente e dalle politiche commerciali degli Stati Uniti, che hanno influenzato l’economia mondiale e gli equilibri internazionali”, sottolinea la banca nella nota, aggiungendo che, nonostante questo contesto, “lo scenario per l'attività economica globale manifesta resilienza, sia negli USA che in Eurozona”.
La conferma del dividendo
Banco Bpm distribuirà un dividendo di 1 euro a valere sull'esercizio 2025, di cui 0,54 a saldo, +17% rispetto ai 0,46 di acconto già distribuiti. Il payout ratio, spiega una nota, è di circa l'80% dell'utile netto.
Nel biennio 2024-25 sono stati distribuiti circa 3 miliardi di dividendi, pari al 50% del target cumulato 2024-2027 (maggiore 6 miliardi), superiori di 150 milioni rispetto alla traiettoria di piano.
La banca conta di distribuire un dividendo di 1 euro anche nel 2026, grazie - tra l'altro - al "vantaggio maturato nel 2025", a una "solida prospettiva di redditività" e a "ulteriori miglioramenti nella generazione di capitale".
Tale distribuzione, qualora approvata dall’Assemblea, avrà luogo il giorno 22 aprile 2026 (payment date) con data di stacco cedola il 20 aprile 2026 (ex date) e record date il 21 aprile 2026.
Quadro positivo nel 2026
Banco BPM prevede per il 2026 un quadro complessivamente positivo, caratterizzato da una crescita moderata ma stabile delle principali grandezze operative.
Nel complesso, l’elevata e sostenibile redditività che ha caratterizzato il 2025 – frutto di un modello di business rafforzato e diversificato – dovrebbe consentire anche nel 2026 di superare il risultato pretasse previsto nel Piano Strategico, contribuendo così a mitigare l’impatto delle modifiche alla normativa fiscale incluse nella legge di bilancio 2026. Tale proiezione, unita alla significativa capacità di generazione organica di capitale dimostrata dal gruppo, permette quindi di confermare gli obiettivi di distribuzione delineati dal management, nonostante gli headwinds fiscali e gli oneri sistemici.
Sul fronte della raccolta diretta, dopo un anno particolarmente dinamico, lo stock è atteso in ulteriore aumento, sostenuto soprattutto dall’attività commerciale nel segmento Retail. Anche gli impieghi dovrebbero crescere, grazie alla buona dinamica delle erogazioni a medio-lungo termine, che proseguono il trend positivo già registrato nel 2025.
Il margine di interesse, pur risentendo dell’evoluzione attesa dei tassi di mercato, beneficerà delle azioni manageriali intraprese dal gruppo e del miglioramento del merito creditizio, riconosciuto dalle Agenzie di Rating e in continuità con quanto osservato nel 2025, contribuendo così a mitigarne gli effetti negativi.
Per quanto riguarda le commissioni, si prevede la conferma del contributo positivo dei prodotti di investimento. Lo scenario di mercato e dei tassi dovrebbe orientare la clientela verso una maggiore preferenza per il risparmio gestito, a scapito di strumenti più liquidi ma meno redditizi. Parallelamente, la stabilità delle erogazioni e delle masse supporterà una crescita anno su anno anche delle commissioni legate al credito. Ulteriori benefici sono attesi dal pieno dispiegamento delle sinergie con Anima e dalla messa a regime delle fabbriche prodotto nei comparti Vita e Monetica, che garantiranno un contributo complessivamente migliorativo.
Sul fronte dei costi operativi, il confronto normalizzato evidenzierà i benefici derivanti dalla riduzione delle spese connesse al piano di esodi, completato in larga parte nella seconda metà del 2025. L’attenzione al contenimento delle spese amministrative, insieme alle iniziative di razionalizzazione della rete degli sportelli e alla gestione efficiente degli oneri di esercizio, consentirà la stabilizzazione dei costi complessivi, con una progressiva riduzione della componente ordinaria a favore di quella progettuale ed evolutiva.
Infine, sul credito, in un contesto di elevata qualità dell’attivo e di ulteriore miglioramento dell’NPE ratio nel 2025, il Gruppo adotta un approccio prudente nella stima del tasso di default, coerente con lo scenario macroeconomico. Le politiche creditizie rimarranno improntate a criteri rigorosi di selezione della clientela, mentre i livelli di copertura, sia sulle esposizioni performing sia su quelle non performing, sono attesi mantenersi su livelli prudenziali.
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